L’80% delle app di appuntamenti condivide o vende informazioni personali dei propri utenti per scopi pubblicitari

L’80% delle app di appuntamenti condivide o vende informazioni personali dei propri utenti per scopi pubblicitari
L’80% delle app di appuntamenti condivide o vende informazioni personali dei propri utenti per scopi pubblicitari

La protezione della privacy nelle app di appuntamenti è stata oggetto di uno studio approfondito da parte della Mozilla Foundation, che ha rivelato risultati allarmanti sul trattamento dei dati personali da parte di queste piattaforme. Secondo il rapporto, uno sbalorditivo 80% di queste app ha la capacità di condividere o vendere le informazioni personali degli utenti per scopi pubblicitari, sollevando serie preoccupazioni sulla sicurezza e sulla privacy online.

Delle 25 app di appuntamenti analizzate, solo tre hanno ottenuto un punteggio soddisfacente in termini di protezione dei dati e privacy: Lex, eHarmony e Happn. Tuttavia, anche queste piattaforme, sebbene migliori di altre, hanno ancora margini di miglioramento in termini di protezione delle informazioni personali degli utenti. D’altra parte, alcune app come Lovoo non hanno nemmeno una politica sulla privacy in alcune lingue, sollevando dubbi su come queste piattaforme gestiscono e proteggono i dati dei propri utenti in diverse regioni.

Lo studio ha rivelato che le app di appuntamenti possono richiedere un’ampia gamma di informazioni personali, andando oltre quelle basilari come nome ed età. Alcune di queste piattaforme pongono domande su credenze religiose, preferenze politiche e persino dati biometrici, sollevando interrogativi sulla reale necessità di tali informazioni e su come vengono utilizzate.

Inoltre, molte di queste applicazioni si sono rivelate non trasparenti per quanto riguarda l’utilizzo e la condivisione dei dati. Ad esempio, sebbene Tinder affermi di accedere alla geolocalizzazione di un utente solo con il suo consenso, in realtà ha bisogno di queste informazioni per funzionare correttamente, sollevando preoccupazioni sull’accuratezza delle politiche sulla privacy dichiarate da queste piattaforme.

Un aspetto preoccupante è che il 52% delle app studiate ha uno storico negativo a causa di violazioni o fughe di dati negli ultimi tre anni. Questi incidenti hanno avuto gravi conseguenze, come l’esposizione dei dati sulla posizione dell’utente dell’app Grindr a terzi, sollevando serie preoccupazioni sulla sicurezza e la riservatezza dei dati dell’utente.

Anche l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) in queste applicazioni è motivo di preoccupazione, poiché alcuni hanno avuto problemi con le loro proposte. Ad esempio, OkCupid è stato esaminato dalla Federal Trade Commission degli Stati Uniti a causa di una disposizione che consentiva di addestrare il software di riconoscimento facciale senza il consenso degli utenti. Inoltre, la concentrazione di aziende come Match Group e Spark Network, che possiedono più app di appuntamenti, solleva interrogativi su come i dati personali vengono condivisi tra queste piattaforme e su come viene protetta la privacy degli utenti in questo contesto.

Nonostante queste sfide, il rapporto evidenzia alcune pratiche positive, come la rinascita degli alias su alcune app, consentendo agli utenti di mantenere un certo grado di anonimato online.

Questo non è il primo studio a sollevare problemi di privacy sulle app di appuntamenti. Studi precedenti hanno rivelato pratiche problematiche, come la condivisione di informazioni sensibili, compreso lo stato di salute degli utenti, con terze parti senza il loro consenso.

Per preservare la privacy dei propri dati, la Mozilla Foundation consiglia agli utenti di trattare i propri profili di appuntamenti come farebbero su una piattaforma professionale come LinkedIn, pubblicando solo le informazioni che desiderano siano pubbliche ed evitando di collegare i propri account di social media ai propri profili. Suggeriscono inoltre di limitare le autorizzazioni delle app e di rivedere le politiche sulla privacy prima di condividere qualsiasi informazione personale.

Lo studio della Mozilla Foundation fa luce sulle crescenti preoccupazioni sulla privacy delle app di appuntamenti ed evidenzia la necessità di maggiore trasparenza e protezione dei dati da parte di queste piattaforme per garantire la sicurezza e la privacy degli utenti online.

 
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