TDLC ha imposto una multa storica alla CDF per abuso di posizione monopolistica

TDLC ha imposto una multa storica alla CDF per abuso di posizione monopolistica
TDLC ha imposto una multa storica alla CDF per abuso di posizione monopolistica

El Tribunale per la Difesa della Libera Concorrenza (TDLC) imposto Canale di calcio (CDF) la multa più alta della sua storia, che ammonta a 27 milioni di dollari (più di 24,4 miliardi di pesos), per “abuso della posizione di monopolio nel mercato televisivo” delle partite del Campionato Nazionale.

Il TDLC ha accettato un requisito imposto dalla Procura economica nazionale e una causa intentata da VTR contro la CDF “per aver violato l’articolo 3, commi primo e secondo, lettera b), del decreto-legge n. 211.”

L’organizzazione ha spiegato che la CDF ha abusato “della sua posizione di monopolio nel mercato della trasmissione televisiva in diretta degli eventi sportivi del Campionato nazionale di calcio professionistico (“CNFP”).

“In particolare, hanno messo in dubbio che CDF: (a) richiedesse agli operatori televisivi a pagamento (“operatori”) di acquisire e distribuire il segnale CDF Basic a tutta la loro base di clienti come condizione per accedere ai loro canali premium; (b) fissare un numero minimo garantito arbitrario di abbonati; (c) limitare o controllare le promozioni ai consumatori finali che gli operatori possono effettuare con i propri canali; e (d) stabilire un prezzo di rivendita minimo per i suoi canali premium”.

Cosa ha deciso la Corte contro la CDF

Il Tribunale per la difesa della libera concorrenza ha deliberato che la CDF, dal 2003, “è monopolista nel mercato della fornitura all’ingrosso dei segnali televisivi che trasmettono in diretta sul territorio nazionale il Campionato nazionale di calcio”.

Solo dal luglio 2017 è possibile dimostrare in modo chiaro e convincente che la CDF detiene una posizione dominante di cui potrebbe abusare.motivo per cui ha ritenuto che la condotta contestata potesse essere considerata illecita solo da quel momento in poi”, hanno osservato.

Per quanto riguarda le pratiche contestate dai ricorrenti, è stato stabilito che la CDF vende “i canali premium con il segnale CDF Basic in modo vincolato, con l’obbligo che quest’ultimo canale venga distribuito a tutti i clienti dell’operatore, addebitando un prezzo per abbonato pari a questo.” superiore a quello dei canali equivalenti, il che ha un effetto discriminatorio tra gli operatori”.

Inoltre, che la stazione “prevede un numero minimo garantito di abbonati correlato al numero di abbonati televisivi di ciascun operatoreche ha anche un effetto discriminatorio tra gli operatori”.

D’altro canto, spiegano, è stato stabilito che “il limite alle promozioni e altre restrizioni legate al prezzo al pubblico dei propri canali premium è un meccanismo accessorio che permette a CDF di mantenere la selettività implementata m“attraverso i minimi garantiti”.

La CDF ha violato le norme sulla libera concorrenza

La Corte ha deciso, secondo una dichiarazione pubblicata sul suo sito ufficiale, che la CDF ““violazione delle norme sulla libera concorrenza” e “ha inflitto un’ammenda per agevolazione fiscale di 32.000 UTA, equivalente a quella richiesta dalla FNE nella sua richiesta”.

Non solo, poiché le ha anche ordinato di modificare i suoi contratti con gli operatori entro un termine massimo di sei mesi, “per non condizionare la vendita dei suoi segnali premium all’acquisto del suo canale base, né costringere gli operatori via cavo a includere nei piani televisivi alcuni dei suoi segnali, né potrà stabilire minimi garantiti discriminatori.

Multa storica

Dal Tribunale per la difesa della libera concorrenza hanno detto che questa multa “è il livello più alto dall’entrata in vigore dell’ultima modifica giuridica, che ha eliminato il limite delle 30.000 UTA e che consente l’applicazione di sanzioni per benefici fiscali fino ad una somma equivalente al trenta per cento delle vendite del trasgressore corrispondenti alla linea di prodotti o servizi associati alla violazione o fino al doppio del vantaggio economico denunciato l’infrazione”.

 
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