I centri commerciali tornano a riempirsi e ad attirare valanghe di investimenti esteri

Il capitale straniero torna a fare acquisti nel settore immobiliare spagnolo e all’inizio del 2024 si è concentrato sull’acquisizione di centri commerciali, a causa della rinascita che stanno vivendo dopo essere stati svuotati durante la pandemia. E sono atterrati con molto punto di forza: nel primo trimestre si sono concretizzati un volume di investimenti che supera i 600 milioni di euro, destinati solo a questi asset.

Questo è ciò che dicono i dati della società di consulenza immobiliare CBRE., che evidenzia che gli investitori esteri hanno preso il 91% dei 758 milioni di euro che si sono mossi tra gennaio e marzo nel segmento retail (centri commerciali, negozi e supermercati), ovvero il 275% in più rispetto al primo trimestre 2023 e il 36 % del volume totale degli investimenti immobiliari. Un flusso di capitali in cui hanno avuto un ruolo speciale gli acquirenti latinoamericani, britannici e sudafricani.

Spiccano operazioni come l’acquisto del centro commerciale Islazulil più importante del sud di Madrid con più di 180 negozi, tra l’altro Britannici Henderson Park e Salera (Castellón) firmato dalla sudafricana Lighthouse Properties, che ha recentemente concluso l’acquisizione del centro commerciale H20 a Rivas-VaciaMadrid per circa 120 milioni di euro.

Spicca anche l’acquisto da parte del gruppo messicano Cojab di tre centri commerciali: Lo spettatore (Bacino); Alzamora (Alcoy) e Odéon di Narón (Ferrol) per 70 milioni di euro, operazioni assistite dalla stessa CBRE.

L’interesse dei gruppi stranieri per i centri commerciali nazionali non è una novità. In Spagna, alcuni dei maggiori proprietari sono stranieri, compreso quello con la maggiore superficie commerciale, i francesi Carrefour. Attraverso la sua filiale immobiliare e il suo veicolo di investimento Carmila, controlla quasi duecento centri commerciali nel nostro Paese, secondo i dati forniti dall’Associazione Spagnola dei Centri Commerciali (AECC).

Il secondo proprietario più grande è un altro Gallia, Auchan (Alcampo), che insieme alla sua divisione immobiliare Ceetrus possiede circa 70 immobili. Altri gruppi esteri con una presenza notevole sono il colosso europeo URW (otto centri, tra cui La Vaguada o Equinozio di Madrid e La Maquinista a Barcellona); l’americano Nuovo (50% di Xanaduil terzo centro più grande della Spagna, o il Piazza Nervión a Siviglia) e Klepierre quello che vedi nel tuo portfolio Luna piena, Il Gavia, Principe Pio già nella capitale spagnola Maremagnum a Barcellona. Quanto ai proprietari nazionali, sono i socimi Proprietà Castellana (Granato a Granada o Il Faro a Badajoz) e Proprietà di Merlino (Uscita a Valencia o Tre Acque a Madrid) quelli con il maggior numero di beni, rispettivamente con 16 e 13. Lo chiude il podio LAR con nove immobili, tra i quali spiccano Lagoh a Siviglia o il Megaparco da Barakaldo (Vizcaya).

Restituzione dell’acquisto fisico

Perché questo fervente interesse nell’acquistare questi beni adesso? Secondo Paul Santos, direttore retail per Spagna e Portogallo presso CBRE, il trend di crescita del commercio online è regredito a quello degli anni precedenti la pandemia in Spagna e questo ha portato gli operatori a considerare ancora una volta la presenza nei loro negozi come fondamentale nel portafoglio fisico I negozi. Ma la ripresa degli acquisti di persona sta risvegliando anche l’interesse di nuovi rivenditori al dettaglio. “Stiamo vedendo come noi spagnoli manteniamo la preferenza per l’acquisto nei negozi fisici, il che si riflette anche nel passaggio ai negozi fisici di sempre più marchi nativi digitali”, afferma Santos.

Suscitano interesse

I centri commerciali tornano a riempirsi e suscitano l’interesse delle società di distribuzione, che chiedono fondi per posizionarsi come proprietari per approfittare del ‘boom’.

Proprietari stranieri

In Spagna, i due maggiori proprietari di spazi commerciali sono stranieri: Carrefour conta quasi duecento centri e Auchan (Alcampo) circa 70.

Socimi spagnoli

I maggiori proprietari nazionali sono la Socimis Castellana Properties con 16 centri commerciali e la Merlin Propreties, quotata Ibex, con 13.

758 milioni di euro

Nel primo trimestre del 2024 sono stati transati 758 milioni di euro di asset legati al settore retail. Una cifra che ha rappresentato il 36% del volume investito nel settore immobiliare tra gennaio e marzo, il segmento che ne ha fatto di più.

L’esperto spiega che dietro questo “boom” di acquisti c’è il fatto che sono migliorate le condizioni del credito per finanziare l’acquisto dei centri commerciali data la loro capacità di generare liquidità, oltre ai rendimenti che presentano per i proprietari, che a volte Alla fine dello scorso quest’anno si collocano ai livelli massimi degli ultimi dieci anni per gli immobili meglio posizionati.

Dopo i centri commerciali, gli investimenti più rilevanti di inizio anno nel segmento ‘retail’ sono stati rappresentati dagli alimentari (16%) e dai locali commerciali situati nelle principali vie del Paese (3%). La prima sezione evidenzia l’acquisizione di 22 supermercati Carrefour da parte di Fondo MDSR israelianodopo aver versato 120 milioni di euro al manager AEW.

Per quanto riguarda il numero limitato di operazioni nel caso di Locale, la società di consulenza sostiene la scarsa disponibilità di offerta registrata in alcune città, che presentano livelli minimi negli ultimi 5 anni. La CBRE sottolinea che questa carenza fa sì che i canoni locativi nelle località più ambite abbiano registrato un aumento medio di circa il 5%. A Madrid gli affitti più alti raggiungono i 220 euro al metro quadrato al mese e a Barcellona i 210. “In entrambe le città sono aumentati del 2% rispetto alla fine del 2023, e si prevede un leggero aumento”, anticipa Santos.

 
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