Di quanto potrà aumentare il prezzo degli affitti nel 2024?

Di quanto potrà aumentare il prezzo degli affitti nel 2024?
Di quanto potrà aumentare il prezzo degli affitti nel 2024?

Appartamenti in vendita e in affitto a Madrid. (Helena Margarit Cortadellas)

Più del 15% della popolazione vive in Spagna come affittuario. L’aumento dei prezzi, la difficoltà di aggiungere una somma sufficiente per pagare l’acconto per l’appartamento, così come il processo difficile per ottenere un finanziamento attraverso un prestito bancario, rendere questa alternativa sempre più diffusa tra i cittadini.

Ora, anche il mercato degli affitti è in a situazione complessa. Il notevole aumento dei prezzi, superiore all’aumento del reddito da lavoro, ha mostrato la vulnerabilità economica delle famiglie che affittano. Questi ultimi, con redditi generalmente inferiori alla media, destinano un’elevata percentuale del proprio reddito alle spese legate all’abitazione, in molti casi superiore al 40%. Inoltre, la domanda è molto superiore all’offerta, il che rende la competitività di questo mercato molto elevata.

I proprietari di appartamenti in affitto devono inserirli nella dichiarazione dei redditi 2023-2024. (Eduardo Parra/Europa Press)

Così, chi è in affitto, intravede uno scenario quantomeno opaco. Da un lato, l’offerta è bassa e il prezzo è alto. Ma non solo, c’è anche il timore di chi vuole restare nell’attuale appartamento, ma non sa se il padrone di casa aumenterà l’affitto.

In questo contesto, con il mercato immobiliare in continua evoluzione e le politiche governative che si adattano alle attuali esigenze economiche, è fondamentale comprendere i nuovi limiti stabiliti per gli affitti e la loro attuazione. Dal 2024 i contratti di locazione delle abitazioni non saranno più aggiornati dal CPI, secondo la nuova Legge sugli alloggi. Nel 2025, questi contratti verranno adeguati secondo un nuovo indice di aggiornamento, descritto dalla BOE come “più stabile dell’IPC e anche inferiore”.

Nel 2024 potrebbero verificarsi due scenari. Da un lato, se viene stabilito un accordo con l’inquilino, l’affitto può essere aumentato secondo la percentuale che entrambe le parti ritengono adeguata. Se non viene raggiunto un consenso, l’aumento dell’affitto non può superare il 3%.

Ad esempio, se nel giugno 2023 viene firmato un contratto di affitto per un canone mensile di 1.000 euro, Al termine del primo anno, a maggio 2024, il proprietario può applicare la percentuale CPI del mese precedente per aggiornare il prezzo. In questo caso, con un CPI del 3,6% a maggio, l’affitto aumenterebbe di 36 euro, determinando una nuova rata mensile di 1.036 euro.

Se non si raggiungesse un accordo, l’aumento massimo consentito per lo stesso esempio di 1.000 euro al mese sarebbe del 3%, che rappresenta un aumento di 30 euro al mese. Il prezzo aggiornato sarebbe quindi di 1.030 euro.

Acquisto e affitto di case

Fino al 31 dicembre 2024 tutti i contratti di affitto rinnovati saranno soggetti a un limite di aumento del prezzo del 3%, imposto dal Governo. Per i contratti aggiornati secondo CIG verrà applicata la variazione annuale dell’indice alla data di ciascuna revisione, prendendo come riferimento il mese corrispondente all’ultimo indice pubblicato alla data di aggiornamento del contratto.

Dal 1° gennaio 2025 entrerà in vigore un nuovo indice di aggiornamento dei prezzi degli affitti, il cui obiettivo sarà quello di aggiornare tutti gli affitti. Si prevede che questo nuovo indice sarà più stabile e mostrerà una crescita inferiore rispetto all’indice dei prezzi al consumo (CPI).

La Legge sull’edilizia abitativa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE), prevede nella sua prima disposizione finale l’introduzione di una nuova disposizione aggiuntiva nella Legge sulle locazioni urbane. Questo provvedimento attribuisce all’Istituto Nazionale di Statistica (INE) il compito di definire, entro la fine del 2024, un nuovo indice di riferimento per l’aggiornamento annuale dei contratti di locazione immobiliare, al fine di evitare aumenti sproporzionati degli aggiornamenti annuali.

Sebbene il funzionamento del nuovo indice sia ancora incerto, si prevede che sarà simile all’aggiornamento del reddito con l’attuale CPI.

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