Paternina brilla al Museo del Prado

Il Museo del Prado inaugura la sua prima grande mostra del 2024 che, sotto il titolo “Arte e trasformazioni sociali in Spagna (1885-1910)”, comprende un dipinto del pittore riojano Enrique Paternina, una fotografia delle colonie scolastiche da lui create e anche dirette brocca Manuel Bartolomé Cossío, nonché un ‘carbondir’ della parrocchia di Viguera, opera del fotografo José Ortiz Echagüe.

La mostra, visitabile fino al 22 settembre, “costituisce un’occasione unica per avvicinarsi alle interpretazioni degli artisti della profonda trasformazione sociale vissuta in Spagna tra il 1885 e il 1910”, spiega il curatore, Javier Barón.

Tra le 294 opere che compongono ‘Arte e trasformazioni sociali in Spagna’, con il patrocinio esclusivo della Fondazione BBVA, spiccano dipinti, fotografie o sculture di Picasso, Regoyos, Sorolla, Nonell, Gargallo, Gris, Solana, Rusiñol, Casas , Zuloaga o Romero de Torres.

Per Javier Barón, «la diversità delle tecniche e dei registri creativi ci permettono di mostrare la grande varietà di risposte degli artisti alla sfida di rappresentare le trasformazioni della società del loro tempo in aspetti che fino ad allora erano stati appena trattati come il lavoro industriale e quello delle donne, l’istruzione, la malattia e la medicina, gli infortuni sul lavoro, la prostituzione, l’emigrazione, la povertà e l’emarginazione etnica e sociale, il colonialismo, gli scioperi, l’anarchismo e le rivendicazioni operaie.





‘Scienza e carità’, di Picasso. MUSEO DEL PRADO

‘Bambini nella colonia di San Vicente de la Barquera’, colonia fondata dal jarrero Manuel Bartolomé Cossío. MUSEO DEL PRADO

‘Sermone nel villaggio’, ‘carbondir’ di Viguera catturato da Ortiz Echagüe.

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‘La visita della madre all’ospedale’, olio su tela del pittore Enrique Paternina y García-Cid (Haro, 1866-Haro, 1917), ottenne il plauso unanime della critica nel 1892 poiché, oltre ai numerosi premi vinti a Madrid, Bilbao e Barcellona, ​​riflettevano con grande fortuna la corrente della pittura sociale che trionfò alla fine del XIX secolo.

L’impatto del dipinto di Paternina fu tale che quando un giovane Pablo Picasso lo vide per la prima volta a Barcellona, ​​volle seguire questa strada con il dipinto ad olio “Scienza e Carità” (1897), anch’esso nell’attuale mostra del Prado. Pittura essenziale nel periodo formativo del genio malaghegno, fu suo padre, José Ruiz, a proporgli il soggetto e atteggiarsi a medico.

Le ‘Colonie’ di Cossío

Per quanto riguarda l’aspetto sociale dell’educazione, è molto significativa la fotografia intitolata ‘I bambini nella colonia di San Vicente de la Barquera, Cantabria’, un’attività ideata dal pedagogo riojano Manuel Bartolomé Cossío (Haro, 1857-Collado Mediano, 1935), attraverso l’Istituto di Educazione Libera (ILE). Le cosiddette ‘Colonie Scolastiche’ furono uno dei contributi pedagogici più notevoli dell’ILE, che mise in luce l’importanza educativa di una formazione integrale, al di là dell’accademismo delle materie di studio, e sottolineò il ruolo che essa svolge nella formazione di persone non-educative. istruzione formale e informale.

Il ‘Sermone’ di Viguera

Un’altra delle opere legate a La Rioja è ‘Sermón en la pueblo’ (1903), del fotografo José Ortiz Echagüe, molto legato alla regione. Si tratta di un carbone diretto su carta Fresson (“carbondir”), che ritrae l’omelia del sacerdote nella parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora di Viguera con una fotocamera Photosphere formato 9×12.

 
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