Il perduto “Ecce Homo” di Caravaggio è ora al Museo del Prado | Cultura

Il perduto “Ecce Homo” di Caravaggio è ora al Museo del Prado | Cultura
Il perduto “Ecce Homo” di Caravaggio è ora al Museo del Prado | Cultura

Dopo tre anni di mistero, il Museo del Prado ha presentato lunedì il Ecce Homo di Caravaggio. Il pubblico potrà vedere dal 28 maggio al 13 ottobre in una sala esclusiva della galleria d’arte il pezzo apparso in una sala d’asta a Madrid nel 2021 e che sarebbe stato venduto per 1.500 euro. Trascorrerà tre mesi in una sala esclusiva della Galleria d’arte. Il suo nuovo proprietario, un collezionista d’arte contemporanea inglese che ha acquistato l’opera nell’agosto del 2023 per circa 30 milioni di euro, ha raggiunto un accordo con il museo per esporre il tessuto temporaneamente in prestito. Cioè, il dipinto resterà in questo spazio per nove mesi, per il momento, e il Prado non ha dovuto sborsare un euro. L’obiettivo è che, una volta rispettata questa prima scadenza che scade a ottobre, l’opera venga integrata nel discorso del museo e esposta nello spazio dedicato al pittore e ai suoi contemporanei, anche se non è ancora definito quanto tempo rimarrà in questa istituzione.

Secondo le parole di David García Cueto, capo del Dipartimento di pittura italiana e francese fino al 1800, quest’opera ci permette di vedere “la sua evoluzione tecnica verso uno stile finale molto più agile che non trascura le pennellate che definiscono i dettagli”, in riferimento al pittore barocco. Ha anche, spiega l’esperto, un valore complementare all’ caravaggio che possiede il Prado, Davide vince Goliache dista pochi metri. Questa tela “rappresenta la prima maturità della pittura di Caravaggio, ancora con una tecnica molto ordinata, precisa e piuttosto attenta”. Dal 1981 non c’è stato un consenso unanime sulla paternità di un’opera.

“In questa fase finale del pittore si percepisce una grande intelligenza pittorica che ha a che fare non solo con la sua maturazione artistica, ma anche con il suo stesso percorso di vita”, dice García Cueto, “Caravaggio deve lasciare Roma per paura di essere catturato . e affrontare un processo giudiziario che potrebbe portare a una condanna a morte. Passa per Napoli, per l’isola di Malta, per la Sicilia e ancora Napoli”. Questa situazione, spiega l’esperto, lo porta “a una disperazione vitale, addirittura a una certa angoscia che provoca una metamorfosi della sua arte” che si percepisce nel Ecce Homol’unico dipinto di proprietà privata attualmente esposto al Prado, sebbene non vi sia alcun tipo di riferimento scritto alla proprietà del dipinto, nemmeno ad un privato o ad una collezione privata.

L’Ecce Homo di Caravaggio, esposto al Prado.Eduardo Nave Nave Silvestre, Eduardo

García Cueto si concentra anche sui personaggi con cui Caravaggio ha realizzato questa composizione. “Già dentro La vocazione di San Matteo che è nella chiesa di San Luigi dei Francesi in Roma, attacca Ponzio Pilato secondo l’uso del suo tempo. Non fa un’evocazione storicistica di come sarebbero state vestite le persone al tempo di Gesù, ma piuttosto lo veste con abiti tipici del XVII secolo stesso che possiamo riconoscere nella rappresentazione del personaggio in questo dipinto basato su un modello che precedentemente era apparso nella Vergine del Rosario, dipinto oggi conservato al Museo di Vienna”.

L’altro riferimento che collega quest’opera con precedenti opere di Caravaggio è nella figura di Gesù, al centro del dipinto. “Ha una definizione facciale molto simile a quella del personaggio che incarna Gesù anche nel dipinto della Flagellazione del Museo di Capo di Monte a Napoli, ed è abbastanza ricorrente nella produzione più giovanile dell’artista con la bocca semiaperta, il carnefice o carnefice che gli mette Cristo sulle spalle”, continua García Cueto. Ora, per la prima volta, i due dipinti arrivati ​​con la stessa nave da Napoli in Spagna saranno esposti contemporaneamente a Madrid: questo Ecce HomoE Salomè con la testa del Battistanella Galleria delle Collezioni Reali.

Lui Ecce Homo È stato restaurato da un team guidato dall’esperto italiano Andrea Cipriani che ha riparato il danno al pezzo. Sotto il suo comando si trovarono specialisti come Claudio Falcucci e Carlo Giantomassi, altro importante restauratore che partecipò ai lavori sugli affreschi di Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina.

Alla conferenza stampa di questo lunedì era presente Maria Cristina Terzaghi, una delle massime esperte mondiali di Caravaggio che già nel luglio 2021, che solo quattro mesi dopo la comparsa del dipinto ha pubblicato un rapporto scientifico in cui concludeva che si trattava di Caravaggio; Keith Christiansen (curatore del Metropolitan Museum di New York), Gianni Papi (storico dell’arte) e Giuseppe Porzio (storico dell’arte presso l’University of Art) firmano un libro in cui il Ecce Homo al genio del Barocco. Il catalogo è ora acquistabile e accompagna il dipinto nell’esclusiva sala del Prado. Gli autori, pur essendo fermi nella loro paternità, non sono riusciti a specificare la data di completamento dell’opera, la collocano tra il 1607 e il 1610.

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