“Non possiamo permettere che l’odio ci distrugga”

“Non possiamo permettere che l’odio ci distrugga”
“Non possiamo permettere che l’odio ci distrugga”

Questo lunedì Ricardo Darín si è aggiunto alla lista degli artisti che Hanno espresso il loro sostegno al cinema argentino ripubblicando un messaggio forte dell’attrice sul suo account Instagram Dolores Fonzi contro i tagli

“Il cinema argentino, oltre ad essere cultura e identità, è un’industria che genera migliaia di posti di lavoro dà prestigio e denaro al Paeseche ci unisce come società”, inizia il post di Fonzi sul suo Instagram, con lettere bianche su sfondo nero.

“Il cinema argentino è cinema ed è l’Argentina e Non possiamo permettere che l’ignoranza, l’indifferenza e l’odio ci distruggano. “Marciamo”chiude la dichiarazione, alla quale l’argentino, protagonista di un film premio Oscar, ha voluto riecheggiare.

Ricardo Darín ha difeso il cinema nazionale ripubblicando un messaggio di Dolores Fonzi

Il sostegno di Darín arriva in un momento cruciale per l’organizzazione: due settimane fa Il Governo aveva paralizzato per 90 giorni la ricezione delle richieste di aiuto finanziario all’INCAA e ha fermato i progetti che erano in fase di valutazione. Questo lunedì è stata anche annunciata la decisione di procedere ad una forte riduzione della sua struttura.

Non è la prima volta che Ricardo Darín difende il cinema nazionale. Già a marzo, durante un’intervista realizzata da Clarion sul film “Riposa in pace”, da lui prodotto, aveva risposto alla questione, collegandola all’attuale situazione del Paese.

“Credendo che ciò che accade ormai da molti decenni nel nostro Paese con la distruzione dell’istruzione, del lavoro vero, il numero di persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà (tutte cose molto deplorevoli e molto orribili), dipenda dal settore artistico, gli attori, le attrici, i registi… è un delirio”, aveva detto in quell’occasione.

Questo lunedì, nella Gazzetta Ufficiale, il Governo ha comunicato la riduzione della struttura dell’entità con l’obiettivo “che porti a meccanismi e processi più agili, oltre a un costo di bilancio inferiore”.

Carlos Pirovano, capo dell’INCAA, ha giustificato la decisione nella ” contesto di crisi economica generale e di significativo deficit fiscale che attraversa il Paese da decenni.

Nella nuova struttura restano in piedi solo quattro gestioni: Direzione Generale, Affari Legali, Amministrazione e Finanza e Politiche Pubbliche.

Il testo dispone “la soppressione delle Unità Operative di primo, secondo, terzo e quarto livello operativo, e con essa delle Funzioni Esecutive e di Sede corrispondenti agli incarichi opportunamente costituiti, un generale riassetto degli interventi ed una successiva revisione dell’organico delle personale interessato”.

All’inizio di aprile, il Governo ha sospeso la ricezione dei progetti per 90 giorni.

 
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