Festival di Cannes 2024: il cinema fantastico prende d’assalto la Croisette | Con film di Coralie Fargeat e David Cronenberg

Festival di Cannes 2024: il cinema fantastico prende d’assalto la Croisette | Con film di Coralie Fargeat e David Cronenberg
Festival di Cannes 2024: il cinema fantastico prende d’assalto la Croisette | Con film di Coralie Fargeat e David Cronenberg

Da Cannes

Il cinema fantastico ha preso d’assalto il concorso ufficiale per la Palma d’Oro Festival del cinema di Cannes. Sono bastati due film “orrore corporeo” –uno di questi dal maestro e pioniere del genere, il canadese David Cronenberg– scuotere il Palazzo dei Festival, sempre più abituato ad avere gli schermi coperti di viscere e di sangue, soprattutto dopo la controversa Titanodi Julia Ducournau, ha vinto il primo premio del concorso 2021. E ora arriva un altro regista francese a raddoppiare la scommessa: Coralie Fargeat è assolutamente responsabile del film shock di questa edizione, La sostanzauna satira feroce sulle sinistre trasformazioni che alcune donne sono disposte a compiere sul proprio corpo per continuare a rispondere al mandato egemonico e patriarcale che i mass media ancora impongono.

Il film di Fargeat – che aveva già attirato l’attenzione con la natura selvaggia Vendetta (2017) – arriva anche con una sorpresa: segna la ricomparsa come protagonista di Demi Mooreche non ha mai smesso di girare ma non aveva avuto un ruolo al suo livello come quello che gli viene offerto ora La sostanza, dove gioca a interpretare se stessa fino a limiti insospettabili. Lei è Elizabeth Sparkle, una superstar di Hollywood degli anni ’80 che è riuscita a mantenere la sua popolarità con uno spettacolo televisivo mattutino di fitness. Come chiarisce la prima scena, Sparkle è in ottima forma, ma il brutale produttore dello show (Dennis Quaid) decide di sostituire “quella vecchia mucca” con una ragazza sui vent’anni.

Ciò che accadrà da quel momento in poi non va rivelato – perché fa parte del gioco e il film è già distribuito in America Latina attraverso la piattaforma Mubi – ma basti sapere che Fargeat trae così tanto da Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hydedi Robert Stevenson come tutti i patti faustiani che hanno alimentato il genere fantasy fin da quando era tale. È qui che entra in gioco la sostanza del titolo, la strana droga che fa nascere – alla maniera del cinema di Cronenberg, tra l’altro – un alter ego di Elisabetta, ma dell’età e della perfezione fisica che l’eterno richieste del circo televisivo, che da allora non sembra essere cambiato molto Rete/Potenza che uccide (1976). E’ nuovo di zecca stellina – disposta a tutto pur di godersi il suo momento di fama e bellezza – è responsabile Margaret Qualleyche quest’anno fa una doppietta al concorso di Cannes, facendo parte anche del cast di Tipi di gentilezzail nuovo film del regista greco Yorgos Lanthimos.

Se il film di Coralie Fargeat è sgargiante nei colori e negli effetti sonori, e volutamente esplicito e grottesco (pur non evitando sottili riferimenti cinefili, che vanno dalla colonna sonora di Vertigine alla fine apocalittica del Carrie), Il nuovo film di David Cronenberg, invece, è di proverbiale sobrietà ed eleganzaanche se ciò non implica che il direttore di pranzo nudo ha rinunciato a qualsiasi cosa del suo universo personale. Il regista canadese tende sempre a preferire una tavolozza fredda di grigi e sembra che questa luce invernale sia quella che più gli si addice. Le Sindoni (The Shrouds), con cui questo lunedì è tornato in concorso ufficiale a Cannes, a soli due anni dal suo Crimini del futuro (2022).

Film serio, poiché il tema centrale è il lutto per la morte di una persona cara (è noto che Cronenberg scrisse la sceneggiatura pensando alla moglie di sempre, morta qualche anno fa), Le Sindoni Ha un protagonista che, anche nel taglio di capelli, sembra un alter ego del regista. E sebbene il personaggio – interpretato da Vincent Cassel – sia proprietario di una serie di lussuosi cimiteri privati ​​distribuiti in giro per il mondo, è anche una sorta di regista, al punto che le sue tombe sono dotate di videocamere che permettono alle persone in lutto di seguire il passo passo dopo passo la decomposizione dei corpi.

Che cosa? “guardone cadavere” -come la definisce qualcuno- scopre nel suo eterno lutto che qualcosa si nasconde nei resti di sua moglie (Diane Kruger), che prima di morire di cancro si era sottoposta a una cura sperimentale contro il cancro. Quali sono quegli impianti ossei che il vostro sofisticato sistema video-computer non riesce a identificare? Come sempre in Cronenberg, i suoi personaggi non vanno alla ricerca dei misteri dell’anima ma degli infiniti enigmi del corpo, di ciò che – come avveniva soprattutto nella sua versione di incidente (1996), basato su JGBallard- esprimono le loro cicatrici e mutilazioni. Queste ferite sembrano a Cronenberg ciò che per Poe – in uno dei suoi racconti più famosi – erano i sussurri usciti dal ricordo indelebile di Ligeia.

Ancora cinema argentino

Da parte sua, nella sezione parallela ACID (Association du Cinéma Indépendant pour sa Diffusion), l’argentino Iair Said ha presentato il suo secondo lungometraggio, La domenica muoiono più personeuna commedia dolceamara, con evidenti connotazioni autobiografiche, che il regista – protagonista anche lui – vaglia alla ricerca di una verità insolita, rara nel genere.

Un trentenne immaturo, che non sembra rendere la vita facile a nessuno – a cominciare dal suo ex fidanzato, per quanto pianga inconsolabilmente davanti a una porta chiusa che non verrà mai più riaperta – David è un personaggio più complesso di quanto potrebbe sembrare. Omosessuale impenitente, con un corpo non egemonico, appartenente a una famiglia ebrea della classe media di Buenos Aires, David torna con riluttanza a Buenos Aires. Si trova in Europa, gode di una borsa di studio che non sembra richiedere molto impegno, e il funerale di uno zio lo costringe a cambiare i suoi piani. In verità, il ritorno ha ragioni più profonde: suo padre è in coma vegetativo e sua madre (Rita Cortese, componendo un idishe mame insolito) ha bisogno del tuo sostegno per prendere la decisione di lasciare morire il suo compagno di una vita.

Tutto ciò che potrebbe essere serio, diventa nel film di Said leggero, leggero, senza essere superficiale. Sembra che lo scrittore e regista veda tutto attraverso una lente comica e colorata, a cominciare dal suo stesso personaggio, che si ritrova costantemente coinvolto in piccoli contrattempi e incomprensioni, molti dei quali legati al suo narcisismo. E anche con le sue pulsioni erotiche, con le quali evidentemente vuole scongiurare non solo una dolorosa storia d’amore ma anche il lutto che aleggia sulla sua famiglia. Sembrerebbe che il tono minore con cui Said tratta i temi maggiori sia quello della scoperta La domenica muoiono più persone.

 
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