Il “talent show” per la gloria di Maduro alla televisione di stato venezuelana, l’idea futura di Sánchez?

Il “talent show” per la gloria di Maduro alla televisione di stato venezuelana, l’idea futura di Sánchez?
Il “talent show” per la gloria di Maduro alla televisione di stato venezuelana, l’idea futura di Sánchez?

Sono molti gli emigranti venezuelani dal loro Paese che hanno messo in guardia negli ultimi anni dalla lLa deriva “bolivariana” della Spagna. Lo hanno visto nei momenti migliori di Podemos (con tutta la sua dirigenza sciolta nell’elogio Chávez e finanziato dal suo regime), oggi felicemente concluso, almeno per quanto riguarda le quote di potere.

Ma quello era solo l’inizio. Pablo Iglesias era meno Chávez di Pedro Sánchez, il presidente del governo, è Maduro. Le leggi democratiche vengono distorte sotto il suo governo per porvi fine dall’inizio. Neppure la mozione di censura che lo portò al potere fu disegnata con puri, se non spuri, principi, concordati preventivamente con i nemici della Spagna, vessillo nel quale egli si era appena avvolto per trarre in inganno.

Troppo poco alla volta e troppo tardi (anche se non è mai troppo tardi) gli ingannati si stanno risvegliando dall’incantesimo, come l’ex scrittore da camera Javier Cercas, che ha avvertito della sua sorprendente e già lunga bugia. Sánchez ha sempre mentito per formare un governo. Non ha indetto le elezioni promesse dopo la mozione; Ha detto che non avrebbe mai formato un governo con Podemos… la lista è infinita e potrebbe continuare.

Come nelle angherie nei confronti della magistratura, a cominciare dall’utilizzo della Procura come martello di Thor in pieno giorno. Viene visto con Garcia Ortizche potrebbe essere perfettamente uno scagnozzo del governo venezuelano dopo tutto quello a cui si sta assistendo, l’ultima (di tante ordinanze dettate) la manovra volta a cercare di imporre un criterio favorevole all’amnistia di Puigdemont.

La deriva antidemocratica si allarga davanti agli occhi miopi degli spagnoli, mentre La corruzione del governo che è salito al potere denunciando la corruzione del governo precedente comincia a crescere come l’erba. La colonizzazione delle istituzioni è un altro modo per porre fine all’opposto, un obiettivo fondamentale per porre fine all’alternanza democratica, allo stesso modo della demonizzazione di chiunque non accetti l’azione del leader. Viaggi molto paralleli e reali dal Venezuela e dalla Spagna.

Ora Nicolás Maduro, legato al potere, ha lanciato un la realtà musicale nello stile di idolo americano (La vocead esempio, in Spagna) sulla televisione statale il cui premio è partecipare alla campagna di Maduro per la sua rielezione.

“Siamo dalla parte giusta della storia / e insieme, con la verità, andiamo verso la vittoria”, hanno sentito cantare un candidato al ritmo del merengue, così come un altro: «Nicolás Maduro, il nostro presidente/uomo della solidarietà che crea precedenti / Leale e coraggioso, sociale e coerente, dà una risposta immediata a tutte le persone…” al ritmo del rap. La cosa si chiama Fattore M (di Maduro) e viene trasmesso, ripetuto, dalla televisione di Stato sequestrata dal regime.

Il programma presenta ogni domenica temi musicali a sostegno di Maduro e prevede una giuria composta da artisti dell’entourage del presidente. Un “club delle sopracciglia” americano (il sopracciglio di Zapatero, sinistro interlocutore) con un proprio programma sulla televisione di Stato dove non ci sono critiche, ma solo elogi per i concorrenti, un modo di fare che ricorda certi programmi e giornalisti dell’ente pubblico spagnolo.

Come se non bastasse, durante le pause pubblicitarie, capitoli di Baffi eccellenti, un cartone animato di propaganda che raffigura Maduro come un supereroe incappucciato simile a Superman che combatte mostri inviati dagli Stati Uniti. Lo afferma Ignacio Ávalos, direttore dell’Osservatorio elettorale venezuelano “La cosa grave è che non ci si chiede nemmeno più, per quanto possa sembrare folle”. Anche questo potrà suonare familiare al lettore. Le somiglianze sono tali da spaventare.

Anche Ávalos (da non confondere con Ábalos) dice, nel caso manchi qualcosa: «Esiste un monopolio nell’uso dei media pubblici, con una programmazione dove non c’è spazio per nulla che non sia a favore del governo». Fattore M È il programma apparso dopo quasi tre decenni di Maduro al potere. Sánchez ne ha già superato uno e, visto quello che si è visto, resta sempre meno per la prima di TVE Fattore P (da Pietro), o anche da Patxi Lopez, quello a cui la madre di Joseba Pagazaurtundua disse: “Farai e dirai cose che ci faranno gelare il sangue”. E aveva ragione.

 
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