Un’installazione di Anthony McCall abbaglia al Guggenheim Bilbao

Un’installazione di Anthony McCall abbaglia al Guggenheim Bilbao
Un’installazione di Anthony McCall abbaglia al Guggenheim Bilbao

Lui Museo Guggenheim Bilbao ha inaugurato una mostra che sarà visitabile fino al 10 novembre, presentando gli ultimi lavori dell’artista britannico Anthony McCall, noto per le sue installazioni audiovisive immersive. La mostra si svolge nella sala Film & Video del museo, uno spazio descritto da McCall come “perfetto” per la sua vicinanza alle sculture americane. Riccardo Serra e il tubo al neon dell’italo-argentino Lucio Fontana.

McCall ha spiegato nella presentazione che le opere di questi artisti “occupano uno spazio” e sono “tridimensionali”, stabilendo così un legame tra le loro sculture e la loro stessa creazione, poiché in entrambi i casi lo spettatore gioca un ruolo attivo. L’artista ha dichiarato di “amare ed emozionarsi” per la vicinanza del suo lavoro a quello di Serra, che ha definito suo amico. McCall ha anche ricordato aneddoticamente che “ho pubblicato 7 o 8 libri sul lavoro di Serra per guadagnarmi da vivere e tappare i buchi”.

La mostra comprende tre opere che riassumono il percorso artistico di McCall. Il fulcro della mostra è Frazione di secondo. Specchio IV, creato quest’anno, che utilizza la luce proiettata per generare fenomeni scultorei immersivi. In quest’opera i visitatori attraversano un fascio di luce in una stanza buia, che modifica l’immagine riflessa su uno schermo.

La mostra di Anthony McCall al Guggenheim Bilbao si collega con le opere di Serra e Fontana

Nel preludio a quest’opera c’è Miniatura in bianco e nero del 1972, una composizione di 81 diapositive proiettate su una giostra ad alta velocità per generare movimento. Insieme a questo, un altro lavoro del 2017 intitolato Cortina fumogena I/VIIuna serie di istantanee di grandi dimensioni che catturano il movimento della luce solida.

Il co-curatore della mostra, Manuel Cirauqui, ha sottolineato l’originalità del lavoro di McCall, affermando che “si tratta di un grande esempio di contaminazione di linguaggi artistici”. Cirauqui ha evidenziato la capacità di McCall di creare “esperienze spaziali” legate alla scultura e al disegno, oltre all’utilizzo di tecnologie come proiettori e schermi.

Da parte sua, il direttore generale del Museo Guggenheim Bilbao, Juan Ignacio Vidarteha osservato che McCall è stato un pioniere nell’uso dei nuovi media nel cinema e nella videoarte negli anni ’70, esplorando le pratiche contemporanee legate all’immagine in movimento. Anthony McCall e Cirauqui parteciperanno questo pomeriggio ad una conversazione aperta al pubblico, nella quale analizzeranno la carriera dell’artista e offriranno una visione completa della sua evoluzione creativa.

“Fraction of a Second. Mirror IV” utilizza la luce proiettata per generare fenomeni scultorei coinvolgenti.

Anthony McCallun artista riconosciuto per il suo uso avanguardistico della luce, è nato a Cray di San Paolo, Inghilterra nel 1946 e attualmente vive e lavora a New York. McCall È famoso per la sua opera del 1973 intitolata Linea che descrive un conoche ha segnato una svolta importante nella sua carriera creando volumi attraverso la luce.

L’impatto storico del suo lavoro è stato evidenziato in varie mostre internazionali. Tra i più notevoli ci sono Nella luce: l’immagine proiettata nell’arte americana 1964-77 dentro Whitney Museo d’arte americana (2001-2002), Lo schermo espanso: azioni e installazioni degli anni Sessanta e Settanta dentro Museo Moderner Kunst a Vienna (2003-2004), e Oltre il cinema: l’arte della proiezione dentro Stazione di Amburgo a Berlino (2006-2007).

Inoltre, le sue opere sono state esposte in istituzioni come il Centro Pompidou di Parigi (2004), il Tate Gran Bretagna di Londra (2004), il SFMoMA (2007), il Galleria Serpentina di Londra (2007-2008), il Hangar Bicocca a Milano (2009), il Museo Moderna a Stoccolma (2009), il Museo Serralves a Porto (2011), il Kunstmuseum San Gallo – Lokremise (2013), il Museo del cinema degli occhi ad Amsterdam (2014) e il Lugano Arte e Cultura (2015).

Fonte: EFE

[Fotos: prensa Guggenheim Bilbao]

 
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