Abigail: Dancer in the Dark è stato presentato in anteprima

Abigail: Dancer in the Dark è stato presentato in anteprima
Abigail: Dancer in the Dark è stato presentato in anteprima

La commedia horror (o horror con passaggi comici) è probabilmente il genere più difficile da eseguire. Sono pochissimi i registi che escono trionfanti da un’impresa del genere, per il semplice fatto che hanno l’arduo compito di provocare due sentimenti contraddittori: la paura e il riso. Ma nonostante le sue difficoltà, esiste una vasta tradizione con titoli che lo onorano per la sua efficacia e solidità.

Abigail entra in questa tradizione con coreografie classiche ed esplosioni di sangue, e per fortuna è una di quelle che arrivano con grazia alla fine. La coppia di registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett (che hanno realizzato gli ultimi due grido E matrimonio sanguinoso) affronta anche quattro sottogeneri principali: vampiri, crimini da risolvere con personaggi rinchiusi in una casa (come Traccia o il più recente Tra coltelli e segreti), quello sui rapimenti e quello sui bambini malvagi.

I registi mantengono con mano ferma (e con qualche inciampo, va detto) una formula filmica che diverte e combina i sottogeneri in modo equilibrato, e con momenti e scene ispirate in cui il comico è ben mescolato con il terrificante, in oltre ad avere prestazioni notevoli.

La trama di “Abigail”

La storia è nota: un gruppo di criminali (per lo più novellini) rapisce un ballerino di 12 anni, il cui padre è un potente milionario (anche se nessuno lo conosce). I sei rapitori, Joey (Melissa Barrera), Frank (Dan Stevens), Rickles (William Catlett), Sammy (Kathryn Newton), Peter (Kevin Durand) e Dean (Angus Cloud, a cui è dedicato il film, poiché è morto il l’anno scorso), portano la ragazza in una villa isolata e vengono ricevuti da Lambert (Giancarlo Esposito), che dice loro che devono sorvegliarla durante la notte finché non avranno incassato il riscatto (di 50 milioni di dollari).

Inizia così lo scambio tra i personaggi, reclutati (senza conoscersi) appositamente per il rapimento. Ed ecco un’idea un po’ banale della sceneggiatura, che i registi sfruttano fino alla nausea: Dean comincia a indovinare, con una certa arroganza, chi sono i suoi compagni mentre condividono qualche drink. Ripetono la procedura altre due volte, come se volessero risparmiare tempo (cosa non necessaria).

Ma la sorpresa arriva quando uno di loro appare decapitato, dando inizio alle discussioni disperate del gruppo e alla ricerca del responsabile. Finché non scoprono che la ragazza che hanno ammanettato nella stanza non è affatto normale. Quella che segue è una caccia di cui i registi approfittano per dare libero sfogo al schizzarecon viscere sparse ovunque e schizzi di sangue sulla telecamera.

Melissa Barrera è una grande attrice (che presto diventerà la nuova rappresentante del genere), poiché la sua interpretazione trasmette convinzione e abilità nei combattimenti e nei momenti drammatici. Lei infatti è l’attrice preferita dal regista, che l’ha avuta come protagonista nei precedenti grido. Lo stesso vale per Alisha Weir, che ha la capacità di terrorizzare con uno sguardo.

Tuttavia, il problema di Abigail Il fatto è che si tratta pur sempre di un film confinato in una formula, con una sceneggiatura che non si discosta da quanto prestabilito dall’industria. E nonostante il risultato sia in linea con il design, il film è prevedibile e ripetitivo, con momenti che si dimenticano per la mancanza di rischio e di personalità.

Per vedere “Abigail”

Stati Uniti/Canada/Irlanda, 2024). Orrore, Commedia. Regia: Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Sceneggiatura: Stephen Shields e Guy Busick. Cast: Melissa Barrera, Dan Stevens, Alisha Weir, William Catlett, Kathryn Newton, Kevin Durand, Angus Cloud, Giancarlo Esposito e Matthew Goode. Fotografia: Aaron Morton. Musica: Brian Tyler. Durata: 109 minuti. Adatto per maggiori di 16 anni. Nei teatri.

 
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