RECENSIONE | The Strangers: Capitolo 1 – Un franchise che non riesce a trovare la sua strada

RECENSIONE | The Strangers: Capitolo 1 – Un franchise che non riesce a trovare la sua strada
RECENSIONE | The Strangers: Capitolo 1 – Un franchise che non riesce a trovare la sua strada

Dopo che la loro macchina ha avuto un guasto in un’inquietante cittadina, una giovane coppia (Madelaine Petsch e Froy Gutiérrez) è costretta a passare la notte in una capanna sperduta. Il panico si scatena quando vengono terrorizzati da tre sconosciuti mascherati che attaccano senza pietà e apparentemente senza motivo in THE STRANGERS – CAPITOLO 1, l’agghiacciante primo capitolo di questa prossima serie di lungometraggi horror.

Sotto la direzione di Renny Harlin (Duro a morire 2) arriva un nuovo film Gli stranieri (Gli stranieri), basato sull’omonimo film del 2008 e che in precedenza aveva come protagonista il radiante Liv Tyler. Dato il successo inaspettato di quel film, è emerso una sorta di franchise da cui sono emersi film che non sono riusciti a mantenere la sorpresa o l’impatto generato dal suo predecessore. Purtroppo, Gli stranieri: capitolo 1 non fa eccezione e finisce per essere, finora, il più deludente.

Senza sorprese e senza una direzione chiara, questo film cerca di emulare una formula in cui una giovane coppia innamorata si ritrova nel posto sbagliato con le persone sbagliate. Cliché, ripetizioni e decisioni terribili finiscono per essere la combinazione perfetta per il disastro. Non ci si aspetta che questi tipi di film rivoluzionino qualcosa con i loro contenuti ma, per lo meno, non prendono in giro lo spettatore. Questa “saga” si travolge fino alla nausea, ripetendo la stessa trama più e più volte con gli stessi risultati. Ciò che all’epoca avrebbe potuto sembrare un po’ sorprendente e un’ambientazione ideale per l’horror, ora sembra più una parodia di quel primo film.

Gli stranieri. Credito fotografico: John Armatura

Maya (Madelaine Petsch) e Ryan (Froy Gutierrez) incarnano la tipica giovane coppia, stucchevolmente innamorata e per il resto ingenua. Stanno entrambi facendo un lungo viaggio in macchina verso una destinazione particolare, ma decidono di fare una deviazione per mangiare qualcosa prima di continuare il viaggio lungo le rotte del Nord America, cosa che non è mai una buona idea nei film horror. Questa decisione li porta a Venus, una minuscola cittadina dell’Oregon, circondata da una foresta rigogliosa e con abitanti poco affettuosi verso gli estranei. Sappiamo già dall’inizio che tutto il terrore si svolgerà in questo luogo perché il film inizia con l’inseguimento di un uomo (e il suo successivo omicidio) per mano di tre uomini mascherati all’interno di queste foreste, eliminando ogni suspense dalla premessa per coloro che non conoscono la saga.

Il cliché dell’ingenuo cittadino e del lunatico uomo di campagna è in piena mostra nel grezzo inizio della trama. Purtroppo per i protagonisti, dopo un pranzo breve e scomodo, scoprono che la loro macchina non parte e sono costretti a passare la notte in un Airbnb in mezzo al nulla. L’ambiente perfetto per ritrovarsi esposti ai pericoli che racchiudono questa cittadina. Inizia così una notte di terrore per entrambi, in cui verranno perseguitati da un gruppo di assassini mascherati che non presenta alcuna logica migliore di quella dell’orrore rurale con sfumature slasher, che non è all’altezza di tutto ciò che cerca di proporre.

Froy Gutierrez nel ruolo di “Ryan” e Madelaine Petsch nel ruolo di “Maya” nella trilogia di THE STRANGERS, una versione della Lionsgate. Credito fotografico: John Armour per Lionsgate

All’interno della logica della finzione, si accettano molte decisioni creative per capire come dovrebbe funzionare la narrazione e quale sia la struttura affinché si verifichino quelle situazioni ideali che scatenano l’orrore. Il problema con Gli stranieri: capitolo 1 è che prende in giro lo spettatore, dando troppa importanza alle decisioni sbagliate dei suoi protagonisti. Si verificano un numero infinito di situazioni specifiche e piccoli momenti isolati in cui nessuno, nemmeno entrando nella logica del terrore, agirebbe sano di mente. Atti che, per quanto immersi nella paura siamo, emergono da ogni buon senso e logica del ragionamento. Ciò riesce a liquidare completamente il rapporto teso tra i nuovi arrivati ​​e la gente del posto, perdendo forza e impatto. Non solo infrange la regola del “non andare nel seminterrato da solo”, ma piuttosto lo porta a un estremo costante di ripetizione semplicistica per generare tensione nello spettatore basata su questa costante (e non necessaria) esposizione al pericolo. Non è fatto con eleganza o rispetto per l’opera, ma finisce per essere qualcosa di crudo che riesce a irritare e persino divertire lo spettatore. Sfortunatamente, ho riso di quello che stava succedendo più di quanto mi mettesse a disagio o eccitato.

Fatta eccezione per due scene molto specifiche in cui c’è l’intenzione di creare suspense e una certa atmosfera terrificante, il resto del film non funziona né nelle interpretazioni, né tanto meno nella regia. Niente ha senso e tutto è troppo prevedibile. Anche le inquadrature che mostrano un’inquadratura ravvicinata al volto del protagonista per rivelare che dietro sta accadendo qualcosa di terrificante vengono utilizzate innumerevoli volte, perdendo ogni effetto alla fine della proposta. Alla fine è una mera fotocopia del film originale ma con più cliché e abissali difetti nella sceneggiatura.

Madelaine Petsch nel ruolo di Maya in The Strangers. Credito fotografico: John Armatura

Gli stranieri: capitolo 1 presenta una premessa confusa nel titolo. Non capiamo se siamo di fronte ad un nuovo inizio della saga – a riavviare-, oppure se si riferisca alla “origine” dei misteriosi personaggi mascherati, posizionandosi come uno strano “prequel”. Alla fine del film, sembra propendere maggiormente per la prima opzione poiché non riesce assolutamente a dare maggiore risalto agli assassini. Ci sono segnali incipienti che denotano l’intenzione di costruire una nuova narrativa, ma tutto ciò muore lì, insieme al nostro desiderio di continuare a guardare questo presunto riavvio di un franchise logoro. Man mano che il film va avanti, tutto peggiora e ci rimane solo il sapore amaro di una formula abusata.

Formula usurataThe Strangers: Chapter 1 è un film che rientra in tutti i luoghi comuni dell’horror, copiando eccessivamente la formula del film originale fino a risultare un prodotto vuoto, senza identità e privo di suspense.

 
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