Il film riesce a ritrarre quella sensazione, cosa dice la scienza?

All’inizio di questo mese l’ultimo trailer di Al rovescio 2 (Inversione in Spagna e Intensamente 2 in America Latina), e in esso appariva un personaggio peculiare che personificava un concetto molto presente a livello culturale, ma ancora abbastanza sconosciuto a livello psicologico, puramente emotivo. Parliamo di Nostalgia.

La realtà si è rivelata un po’ più modesta; La nostalgia appare brevemente in due scene del film e, nonostante i pareri scientifici disponibili, caratterizzato in un modo che non riflette pienamente la realtà dell’emozione secondo gli ultimi studi psicologici.

Dentro e fuori 2 | Trailer ufficiale | Doppiato con sottotitoli descrittivi

Le emozioni complesse in Al rovescio 2

La trama che si sviluppa Al rovescio 2 Ha a che fare con la comparsa di emozioni complesse o “sofisticate” nel sistema emotivo della protagonista, Riley, che ha appena compiuto 13 anni.

Ansia, vergogna, invidia e noia compaiono all’improvviso nella sala di controllo per finire per prendere il controllo della vita emotiva dell’adolescente. Guidati dall’ansia, mandano le emozioni fondamentali all’ostracismo. Dovranno quindi lottare per tornare alla cabina di regia, porre fine alla tirannia di Ansiedad e ristabilire così una certa stabilità e un senso di identità.

Ma cosa sono le emozioni complesse? Ebbene, possiamo definirle come un sottotipo di emozioni caratterizzate da un maggiore coinvolgimento cognitivo, che le rende meno immediate e più soggette a fattori culturali e individuali. Non sono essenziali per la sopravvivenza, come le emozioni di base, ma sono fondamentali nelle nostre prestazioni sociali, nell’interazione con gli altri e nella formazione della nostra identità.

È vero che nell’adolescenza le emozioni tendono ad intensificarsi e che nella pubertà avviene un processo di transizione psicologica e identitaria che dà maggiore risalto alle emozioni complesse, ma il film può portarci a pensare che queste non abbiano alcun ruolo fino ad allora. Contrariamente a questa idea, è sufficiente vedere nella nostra vita quotidiana bambini molto piccoli comportarsi con gelosia o invidia, oppure con rimorso per aver agito male. Quindi, anche se si può dire che le emozioni complesse nascono più tardi di quelle di base, sono già presenti all’età di quattro anni.

Inoltre, non compaiono all’improvviso nel nostro sistema emotivo, come il film potrebbe lasciar intendere, ma piuttosto coesistono e richiedono emozioni di base. Il nostro corpo non possiede meccanismi indipendenti per le diverse categorie emotive, ma quelle complesse si esprimono attraverso lo stesso canale predisposto per le emozioni di base.

La nostalgia si veste alla vecchia maniera

Tra le emozioni complesse c’è la nostalgia, che nel film è rappresentata come una vecchia gentile e adorabile. Questa immagine coincide senza dubbio con la revisione che è stata fatta della nostalgia da parte della psicologia, ponendola come un’emozione eminentemente positiva, nonostante le note malinconiche che possiamo sperimentare.

Tuttavia, presentandola come vecchia, languente e spenta, con un’acconciatura antiquata e un colore spento, i creativi di Al rovescio 2 Continuano a cadere nella classica associazione del nostalgico con il vecchio, con il retrogrado, come emozione tendente al letargico e all’immobilizzante, contrariamente a quanto mostrano recenti studi psicologici.

Nostalgia indossa uno scialle lavorato a maglia sopra un abito floreale e pantofole. Ma ciò che attira maggiormente l’attenzione sono gli occhiali dalla montatura bianca con lenti rosa: è un’allusione al fatto che con nostalgia tendiamo a vedere tutto “rosa”? In tal caso si tratterebbe di una semplificazione eccessiva. Come ogni emozione complessa, la nostalgia è guidata da un flusso costante di convinzioni. Anche se a volte può sembrare che tenda ad addolcire il passato, la verità è che in molte occasioni finiamo per relativizzare questo pensiero, cadendo in una nostalgia molto più critica.

L’adolescenza crea ricordi ma non li desidera

Ma non è solo il suo aspetto. Nei pochi secondi in cui Nostalgia è sullo schermo, interagisce con il resto delle emozioni. Il suo “che tempi erano” per riferirsi a qualcosa che è appena accaduto può essere letto solo in chiave comica e ironica, poiché sappiamo che i ricordi implicati nella nostalgia si riferiscono solitamente a momenti trascorsi anni fa, quando sentivamo quella cosa come qualcosa di desiderabile e a rischio. allo stesso tempo irrecuperabile.

Più interessante è ciò che raccontano le altre emozioni di Nostalgia: tornare tra 10 anni, quando Riley ha vissuto un paio di lauree e il matrimonio di un amico. Qui gli sceneggiatori della serie puntano nella giusta direzione, perché, sebbene l’adolescenza sia un contenuto comune dei ricordi nostalgici, i fatti dimostrano che inizia ad essere importante intorno ai 18-20 anni e che diventiamo più nostalgici man mano che invecchiamo. stiamo invecchiando.

Allo stesso modo, sebbene qualsiasi stimolo e ricordo possa innescare la nostra nostalgia, la verità è che i grandi eventi, come la laurea o il matrimonio di una persona cara, hanno maggiori probabilità di produrre emozioni.

Nostalgia per far fronte all’ansia

Ed è proprio questa la realtà che disegnano diversi studi, sia a livello psicologico che culturale. La nostalgia può essere intesa come una risposta naturale all’ansia che produce in noi un presente accelerato e ricco di cambiamenti, una sorta di meccanismo di difesa con cui rivalutiamo fasi vitali precedenti per continuare a guardare al futuro con maggiore senso di controllo. Forse con Nostalgia tutto sarebbe stato molto più semplice nella mente di Riley.

Di: Javier Leñador González-Páez

Personale di ricerca in formazione presso il Dipartimento di Scultura e Storia delle Arti Plastiche, Università di Siviglia

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