Recensione di Riposa in pace

Recensione di Riposa in pace
Recensione di Riposa in pace

La norvegese Thea Hvistendahl ha scelto per il suo primo film di finzione una storia tanto bella quanto terrificante che attinge ai film horror per diventare un’energica esplorazione del dolore e del senso di colpa.

Oggi 07:17

Di Desirée de Fez
Per cornici

Adattamento di un libro John Ajvide Lindqvistautore del romanzo e della storia che lo ha ispirato ‘Fammi entrare’ (2008) e’Confine‘ (2018), il primo lungometraggio di finzione del norvegese Thea Hvistendahl si ascrive al cinema degli zombie, ma lo fa con cautela. Il suo punto di partenza è l’horror tipico del genere: un giorno d’estate Osloi morti si svegliano e tornano a casa.

‘Riposa in pace’ mostra come tre famiglie affrontano quella situazione. Il film di Hvistendahl è simile a “La risurrezione dei morti” (2004) Robin Campillosebbene quello fosse più ambizioso nel mostrare le conseguenze sociali e politiche dell’evento e non si affidasse ai codici estetici dei film horror. Hvistendahl Si concentra sulla dimensione familiare ed emotiva dell’evento e, senza che il suo film sia puramente horror, ricorre alle atmosfere e ad alcuni cliché del genere per spezzare lo spirito e intensificare l’orrore dello spettatore. Il risultato è un film tanto terrificante quanto bello che, senza allontanarsi dal dramma, si nutre di film horror per diventare un’energica esplorazione del dolore e del senso di colpa.

Per gli appassionati di film che si muovono tra il dramma e il terrore.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

NEXT Solo 5 mesi di attesa per il prossimo film “Il Signore degli Anelli”: la nuova immagine mostra l’eroina della storia – Notizie sul film