An American Saga’, il western di Kevin Costner che voleva coprire troppo

An American Saga’, il western di Kevin Costner che voleva coprire troppo
An American Saga’, il western di Kevin Costner che voleva coprire troppo

Tra il deluso e il voler vedere se la seconda risolverà in parte il pasticcio

Costner recita anche in una delle tante storie che il film cerca di raccontare.

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Kevin Costner ci sto provando da molto tempo rivitalizzare il genere westernanche se per farlo ha dovuto mettere mano alle sue tasche, che è esattamente ciò che ha dovuto fare per portarlo a compimento. Horizon: una saga americanaun’unica storia divisa in quattro parti di cui abbiamo già potuto godere la prima puntata nei cinema, anche se ci ha lasciato un sapore agrodolce che speriamo possa addolcire il resto.

Co-scritto dallo stesso Costner con Jon S. Baird (la serie Tetris), la storia di questa parte si svolge nel pochi istanti prima della guerra civile Americano, nella seconda metà del XIX secolo, sullo sfondo del l’espansione dell’uomo bianco nell’Ovest americano con, inoltre, i sostenitori dell’Unione e dei Confederati che si affrontano in una tragica guerra civile.

Italiano:

Gli esordi del West americano da diversi punti di vista

Con così tanta stoffa da tagliare, la decisione presa da Costner e dal suo team non può che raccontare niente di meno quattro storiedando così voce a personaggi che avrebbero potuto perfettamente esistere in quel momento, leggi a carovana dei pionieriE venditore di cavalli (Kevin Costner) e una prostitutala vita in un’Unione forte o quello di alcuni apache che vedono come il loro territorio e le loro riserve vengono decimati.

A priori, tutto molto interessante, ed è così sulla carta, ma la cui edizione ci farà perso almeno la prima ora e che finiamo per dubitare se alla fine di agosto andremo a vedere il suo secondo episodio, anche se il breve trailer con cui si chiude questo primo film, anticipando ciò che ci aspetterà nel prossimo, ci restituirà, moderatamente, l’entusiasmo.

“Horizon” non sa cosa sia

Horizon: una saga americana È raccontato a salti tra le storie e tra i luoghi geografico, l’unico indizio che uno comincia e un altro finisce, ma il brutto è che ci sono anche moltitudine di intervalli di tempo ciò lascerà lo spettatore confuso e cercherà di individuare ciò che sta vedendo, perché non appena il neonato di due minuti fa ha ormai due anni e la donna che ha appena seppellito marito e figli flirta con il generale di turno. Sono passati giorni, settimane o mesi da quando gli Apache hanno attaccato la città?

UN mancanza di ritmo e soprattutto a disconnessione allarmante il che ci porta a chiederci se, come si vocifera in Internet, quelli che saranno quattro lungometraggi di tre ore ciascuno non fossero inizialmente pensati come una serie con capitoli di un’ora durata.

Perché sì, questa prima parte di Horizon: Un americano La saga lo è modificato a pezzi, e non così buono come dovrebbe essere. In effetti, il film mescola inquadrature autentiche di “solo perché” che durano secondi e chiedono una spiegazione che non viene mai data con altri eterni che, forse, vogliono imitare quelli di Sergio Leone che così bene hanno aggiunto tensione e sono riusciti a collocarci in quelle terre ancora inospitali e pericolose, ma nella nostra fede che non ce la fanno. Servono solo a farci muovere ancora di più sui nostri posti alla ricerca di come stare comodi, che sono anche tre ore.

Ma è conforme a tutte le altre sezioni

Almeno tutto il resto è conforme più che sufficiente con le aspettative generate e I protagonisti e i personaggi secondari di tutte le storie sono magnifici.. Naturalmente vi consigliamo di vederlo nella versione originale Beh, non ha il miglior doppiaggio spagnolo. Non è neanche male, solo che c’è molta differenza tra protagonisti come Kevin Coster, Sam Worthington, Michael Rooker o Sienna Miller, con altri come Luke Wilson o quasi tutti gli amerindi, che tra l’altro sembrano essere stati dimenticati dopo i verbali di apertura.

Ma a parte i problemi linguistici, Horizon: una saga americana Merita di essere visto al cinema purché ci piaccia il genere. La tua fotografia A tratti è impressionante e la ricostruzione del periodo su cui si basa è impeccabile, raccontando in modo anche gli usi e i costumi degli indigeni e dei nuovi coloni crudo e credibile.

Qualcosa che è anche accompagnato da a colonna sonora il che rafforza la nostra idea del formato serie, poiché ci sono due pezzi, all’inizio e alla fine del film, che risaltano molto rispetto al resto, dove la colonna sonora è posta tra quello puramente ambientale e l’inesistenteil che non è necessariamente una cosa negativa.

Può ancora essere risolto

Ma, nonostante tutto e ricapitolando, abbiamo Voglio vedere come continuano tutte le storie aperte, che non sono poche, e sapere se in futuro si intrecceranno oppure no. Speriamo che questo primo dei quattro sia servito a poco più che presentarci ai personaggi e a metterci nella situazione e che i successivi si concentrino maggiormente su ciò che vogliono raccontare e lo facciano in modo più costante e diretto, perché altrimenti non sappiamo penso che possiamo sopportarne un terzo. La seconda volta torneremo al cinema per vederlo.

+ Pro

  • La sua produzione, fotografia e performance
  • Ricreazione del selvaggio West
  • Parte della sua colonna sonora

– Contro

  • Ciò che non si spiega ci perde
  • Lo stesso vale per il suo scarso editing.
  • Molto meglio nella versione originale

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