Papa Francesco cambia le antiche tradizioni della Chiesa e smette di nominare cardinali nelle grandi città d’Italia

Papa Francesco sta cambiando le antiche tradizioni in Italia, il paese in cui il cattolicesimo si è affermato nel mondo. L’ultimo provoca confusione. A Firenze un missionario dal forte profilo sociale è stato scelto come arcivescovo e capo della diocesi, come già avvenuto a Genova, Torino, Palermo, Napoli, Milano e Venezia dove né ha creato nuovi cardinali. Roma stessa, sede del Papa vescovo in quanto erede di San Pietro, potrebbe essere il prossimo.

A quanto pare Francesco non prevede di nominare nuovi viola in queste sedi cardinalizie così importante.

Con il ritiro del cardinale Giuseppe Betori per anni di servizio, il pontefice ha ufficializzato la nomina di un parroco fiorentino con un lungo passato missionario in Africa, Padre Gherardo Gambellifinora sacerdote dalla chiesa della Madonna de la Tosse a Firenze.

Nato nel 1995 a Viareggio, don Gherardo (in Italia il “Don” precede il nome dei sacerdoti) è stato consacrato nel 1998. Dal 2011 al 2022 è stato missionario nel Ciad, in Africa, ed è tornato l’anno scorso entrando in parrocchia.

Francesco nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Foto: EFE

I criteri di elezione del pontefice sembrano preferire importanti esperienze in campo sociale, missionario e pastorale. Religiosi o parroci diocesani.

Il pontefice argentino lo ha dimostrato fin dall’inizio del suo mandato allergia a un importante background accademicoalle ampie pubblicazioni e ai viaggi teologici, preferendo gli anonimi con una forte vocazione pastorale.

“L’odore delle pecore”

«Il pastore deve avere l’odore delle pecore», ha ribadito in numerose occasioni Francesco, per far comprendere «la necessità di un cambiamento nella Chiesa che metta insieme le persone semplici, le periferie e i destini di chi non ha voce nella società”, scrive il quotidiano “Il Messaggero”.

La decisione del Papa di non nominare cardinali nei capi ecclesiastici delle tradizionali regioni italiane esalta la scelta di Jorge Bergoglio di farlo avendo nominato cardinale a Bologna Matteo Zuppi, da lui nominato anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Matteo Zuppi. Foto: Reuters

Zuppi, considerato un “Bergogliano di ferro”, è romano e Appare oggi come il candidato più probabile alla successione del Papa.

Tutti si chiedono se la sorte di Firenze e degli altri sei ex cardinali vede in Italia, che anche Roma potrebbe subire la stessa sorte. Non c’è luogo più importante per la Chiesa di Roma, che ebbe in San Pietro, che fu parroco della capitale dell’Impero Romano e fu il primo Papa nominato dall’assemblea di tutti i parroci, il grande precedente del Conclave.

A Roma, il cardinale Angelo De Donatis, già parroco della chiesa di San Marco in piazza Venezia, è stato trasferito alla Curia Vaticana e nominato capo della Penitenzieria Apostolica.

Francisco avrebbe ordinato che in futuro lo fosse il vescovo viceré colui che porterà avanti l’opera della diocesi del cardinale vicario, come è sempre stato in passato.

Nella costituzione apostolica Ecclesiarum Comunione, il Papa ha stabilito che la figura del Vicegerente deve essere considerata a tutti gli effetti come vicario del Papa.

Nell’articolo due del regolamento per il personale del Vicariato è scritto che “il cardinale vicario e il vicegerente sono vicari del Santo Padre”, che è soprattutto vescovo di Roma.

La vaticanista de “Il Messaggero”, Franca Giansoldati, scrive che “con queste premesse, forse Roma potrebbe non avere più cardinali in futuro”.

 
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