La migrazione ordina l’espulsione di 31 stranieri intervenuti a Cusco e Tumbes: non potranno tornare in Perù per 15 anni

La migrazione ordina l’espulsione di 31 stranieri intervenuti a Cusco e Tumbes: non potranno tornare in Perù per 15 anni
La migrazione ordina l’espulsione di 31 stranieri intervenuti a Cusco e Tumbes: non potranno tornare in Perù per 15 anni

Gli stranieri non potranno ritornare in Perù per 15 anni – Crediti: Governo del Perù.

IL Soprintendenza nazionale per l’immigrazione ha emesso un totale di 31 ordini di espulsione di cittadini stranieri a Cusco e Tumbes, dopo le operazioni effettuate dal Polizia Nazionale del Perù (PNP) e il Ministero pubblico. Dagli interventi è emerso che gli stranieri sono entrati nel Paese senza rispettare le norme adeguato controllo dell’immigrazione.

Il provvedimento è stato attuato applicando l’art Procedura Sanzionatoria Amministrativa Speciale Eccezionale (PASEE), progettato per la rapida uscita dei delinquenti. Questa modalità consente azioni rapide contro chi entra irregolarmente o svolge attività che mettono a rischio l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale o dei cittadini.

Stranieri, provenienti da Etiopia, Haiti E Venezuelasono stati intercettati nel corso di diverse operazioni di polizia mentre si dirigevano a Lima Tumbe E Cuzcoi giorni 22 E maggio 23. Oltre all’espulsione, è stato loro impedito di rientrare nel Paese per un periodo di periodo di 15 anni.

A Cusco è intervenuto l’intervento del PNP 19 cittadini che pare sia entrato nel Paese attraverso Madre de Dios dal Brasile, su un autobus interprovinciale.

Gli stranieri non potranno ritornare in Perù per 15 anni – Crediti: Governo del Perù.

D’altra parte, dentro TumbeIL PNP e il Procura contro la tratta di esseri umani Hanno trovato 12 stranieri che camminavano vicino al Centro binazionale per la cura delle frontiere (CEBAF) direzione sud.

Secondo il rapporto della polizia, Migrazioni Io uso il CAMMINAREun meccanismo che facilita l’espulsione immediata degli stranieri che sfuggono al controllo sull’immigrazione.

Tale procedura si compone di due fasi: una fase istruttoria ed una fase sanzionatoria. Si comincia con l’accusa e si conclude con la notifica dell’accusa risoluzione dell’espulsione, che dovrà essere eseguito dal PNP entro un termine massimo di 24 ore.

Questa azione rapida mira a mantenere l’ordine interno e la sicurezza del Paese. IL Sovrintendente all’immigrazione ha comunicato che il PASEE è fondamentale per affrontare le crescenti minacce rappresentate dal immigrazione irregolare e la possibile commissione di reati.

L’immigrazione ordina l’espulsione di 31 stranieri intervenuti a Cusco e Tumbes – Crediti: Governo del Perù.

In una conferenza stampa lo scorso ottobre, Eduardo Arana, Ministro della Giustiziaha indicato che gli individui che tentano di rientrare nel paese dopo essere stati espulsi commettere crimini o da procedure amministrative degli immigrati dovrà affrontare sanzioni che potrebbero includere la reclusione.

“Voglio sottolineare che uno di questi decreti vuole dare ascolto al clamore popolare, ma tocca soprattutto un aspetto di cui i cittadini e il governo hanno preso atto: la situazione degli stranieri che commettono reati, che sono detenuti regolarmente base, che vengono espulsi alla frontiera e poi ritornano per commettere nuovamente crimini”, ha detto.

Inoltre, il capo dei Minju ha dichiarato che la questione è stata attentamente identificata e analizzata ed è stata proposta una soluzione legale: coloro che tentano di ritornare con l’intenzione di commettere un crimine saranno soggetti a pene detentive.

Il PASEE è un sistema che permette l’espulsione immediata degli stranieri che sfuggono al controllo dell’immigrazione – Crediti: Governo del Perù.

“Il processo di flagranza di reato sarà anche coordinato perché si tratta di un reato che verrà identificato automaticamente e le informazioni saranno a portata di mano con l’immigrazione, la polizia nazionale e la magistratura. Metteremo immediatamente fine a questo spazio apparente in cui gli stranieri dovevano poter rientrare nel Paese“, Ha menzionato.

È importante ricordare che, nel corso del 2023, il Soprintendenza nazionale per l’immigrazione ha riferito che a 2.170 stranieri è stato vietato l’ingresso tramite controlli Aeroporto Internazionale Jorge Chávezpunto principale di applicazione dell’immigrazione nel Perù.

Di questo totale, 455 persone Sono stati sottoposti ad esami approfonditi nel controllo secondario, in quanto considerati possibili minacce secondo le valutazioni effettuate nella centrale operativa del Sistema avanzato di informazione sui passeggeri (APIS).

Attraverso una dichiarazione, l’entità ha sottolineato che l’obiettivo di questo meccanismo è quello di garantire la valutazione delle minacce alla sicurezza nazionale e garantire un adeguato rispetto delle norme norme sull’immigrazione.

 
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