Perché il Presidente chiede di passare la motosega nel pubblico impiego provinciale

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I tagli al settore pubblico nazionale appaiono ricorrenti nel discorso del il presidente Javier Milei, Ma dire ai governatori che la motosega deve passare anche per “casa loro” costituisce una vera novità.

La notte di Verbale di maggioMilei ha messo la lente d’ingrandimento sui portafogli dei governatori e sulla dimensione delle loro strutture: “Il 44% della spesa dello Stato corrisponde a Province e Comuni. Per ogni dipendente nazionale ci sono cinque dipendenti provinciali. Raggiungere un peso statale ragionevole di 25 punti di Pil richiede che tutti i livelli dello Stato facciano la loro parte”.

Secondo la Carta provinciale del Pubblico Lavoro, Nelle 24 giurisdizioni del Paese sono affidati 2.185.880 lavoratori.

Parallelamente, nell’amministrazione nazionale il numero è di 215.901 persone e se si considerano le società e le società statali si sale a 322.250, secondo l’Indec. Da questi dati emerge che l’occupazione pubblica nazionale equivale a un sesto dell’occupazione pubblica provinciale.

Il presidente Javier Milei ha sostenuto davanti ai governatori che tutte le parti dello Stato, comprese le province, devono adeguarsi per ridurre la spesa pubblica al 25% del PIL.Presidenza

Questa statistica necessita di alcuni chiarimenti rilevanti perché la situazione varia a seconda delle province e perché la pubblicazione dei dati ufficiali su questo argomento manca di periodicità.

A livello nazionale non esistono dati aggiornati a giugno sul pubblico impiego provinciale. L’ultimo dato è stato diffuso dal Capo di Stato Maggiore con numeri corrispondenti all’ottobre dello scorso anno, una finestra temporale considerevole anche se non abbastanza ampia da provocare enormi cambiamenti.

In effetti, anche i dati Indec sul pubblico impiego nazionale soffrono di ritardo, dato che descrivono la fotografia dello Stato per il mese di aprile. Per rappresentare graficamente quanto sarebbe potuta cambiare l’equazione in così tanti mesi: a novembre i dipendenti pubblici nazionali erano 343.353. Cioè, il numero è cambiato del 6,2%.

Per quanto riguarda la situazione delle province, la dimensione dell’amministrazione di Axel Kicillof è la più grande. Secondo i dati della Carta provinciale del Pubblico Lavoro ammontano a 609.498. Completano il podio delle province con il maggior numero di dipendenti la Città di Buenos Aires, con 197.473 dipendenti, e Santa Fe, con 138.903.

Il Governo della Provincia di Buenos Aires conta più di 600.000 dipendenti.Nicolas Suarez – LA NAZIONE

A questo punto si osserva una componente demografica, dato che queste giurisdizioni sono tra le più popolate. Infatti quelli che li seguono nella classifica lo sono Córdoba, con 125.329 dipendenti e Tucumán con 90.516.

In linea con la questione demografica, l’elenco delle tre province con meno dipendenti è la Terra del Fuoco, il cui numero di dipendenti ammonta a 19.632, La Pampa, che ammonta a 26.441, e Santa Cruz con 34.548.

Un’altra prospettiva su queste ultime tre province mostra l’altro lato dei dati. Ad esempio, sebbene nella Terra del Fuoco il numero dei dipendenti provinciali sia basso, la loro percentuale è elevata. I quasi 20.000 dipendenti rappresentano il 10,2% della sua popolazione. Ci sono anche altre province dove si ripete l’assioma “una persona su 10 è un dipendente pubblico provinciale”. Un caso del genere si registra a Santa Cruz, La Rioja e Catamarca.

Infatti, dove la proporzione dei dipendenti pubblici provinciali raggiunge i livelli più bassi in rapporto alla dimensione della popolazione è a Córdoba (3,1%), nella provincia di Buenos Aires (3,4%) e a Santa Fe (3,9%). Nella città di Buenos Aires, i dipendenti pubblici equivalgono al 6,3% del totale degli abitanti, secondo le informazioni pubblicate dal Capo di Stato Maggiore.

Da una prospettiva più generale, Il pubblico impiego impiega quasi un lavoratore su cinque in Argentina. I dati dell’indice sul mercato del lavoro riflettono che ci sono 13,1 milioni di occupati nel paese. Sommando quindi l’occupazione pubblica provinciale (2.185.880) e l’occupazione nazionale (322.250), si arriva alla cifra di 2,5 milioni di lavoratori, che rappresentano il 19% dell’universo degli occupati. Se si considerasse l’occupazione comunale, questa proporzione aumenterebbe.

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