George RR Martin è molto stufo di quei produttori che credono di avere il diritto di cambiare i libri che adattano al cinema o alla TV, “il 99,9% delle volte peggiorano le cose”

George RR Martin è molto stufo di quei produttori che credono di avere il diritto di cambiare i libri che adattano al cinema o alla TV, “il 99,9% delle volte peggiorano le cose”
George RR Martin è molto stufo di quei produttori che credono di avere il diritto di cambiare i libri che adattano al cinema o alla TV, “il 99,9% delle volte peggiorano le cose”

Lo scrittore ha appena visto Shogun e voleva dirci qualcosa

29 maggio 2024, 09:50

Aggiornato il 29 maggio 2024, 12:11

Marcos Yasif

Montatore – Cinematografico e televisivo

Sono il ragazzo che ti racconterà tutte le ultime novità del cinema e della televisione in 3DJuegos. Sono appassionata di fantascienza, fantasy, supereroi e curiosità cinematografiche, quelle piccole storie dietro le quinte di registi e attori che seguiamo fin da piccoli. La mia saga preferita? Star Trek. Il mio personaggio preferito? Superman, anche se ultimamente un po’ più John Wick. Un’ultima cosa, prometto di non annoiarvi troppo nei miei argomenti. LinkedIn

Quando si sente parlare dell’interesse di Hollywood nel portare un libro o un fumetto sul piccolo o sul grande schermo, tra il pubblico nasce sempre il timore che possa emergere un adattamento non fedele all’opera originale. Ci sono molti esempi e George R.R. Martinscrittore di Cronache del ghiaccio e del fuoco (Il Trono di Spade), voleva esplodere contro coloro che perpetrano tali produzioni.

Shogun, esempio di fare bene le cose

In una nuova voce sul suo blog, Martin ha voluto consigliare al suo pubblico di dare un’occhiata a Shogun, la miniserie sui samurai che sta trionfando su Disney+, assicurando come questa fiction sia un esempio di rispetto per un libro, proprio come lo è stato l’altro adattamento il romanzo di James Clavell uscito più di 40 anni fa. Con suo grande dispiacere, non è sempre così e ovunque guardi incontra sceneggiatori e produttori desiderosi di “fare proprie” grandi storie.

“Le cose sono peggiorate. Ovunque si guardi, ci sono sempre più sceneggiatori e produttori desiderosi di prendere grandi storie e ‘farle proprie’, non importa chi sia il loro autore originale. Stan Lee, Charles Dickens, Ian Fleming, Roald Dahl, Ursula K. Le Guin, JRR Tolkien, Mark Twain, Raymond Chandler, Jane Austen, ecc., a loro non importa. Non importa quanto sia importante lo scrittore, non importa quanto sia bello il libro. Sembra che ci sia sempre qualcuno disponibile che pensa di poterlo fare meglio.. Poi ti vengono incontro con la frase ricorrente “Il libro è il libro, il film è il film”, come se suonasse profonda, e fanno propria la storia per rovinarla 999 volte su mille“.

Lo scrittore Non ha voluto dare un esempio di adattamento infedele, ma colpisce senza dubbio vedere quella menzione di Tolkien con Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere in memoria. Comunque sia, è evidente che sono molti gli sceneggiatori, registi e produttori che hanno voluto lasciare il segno su un adattamento, molte volte perché il cambiamento di forma lo invita, altre volte per mancanza di filmati per poterlo fare. portare l’intera storia sullo schermo e altri, come si suol dire, da persone desiderose di dimostrare che possono migliorare quel libro o quel fumetto.

La serie che sembra avere il pieno consenso è la seconda stagione de La Casa del Drago, che arriverà in Spagna esclusivamente su Max questo 17 giugno. Martin sta anche lavorando ad una serie di Knight of the Seven Kingdoms che inizierà le riprese quest’estate e continuerà ad espandersi su Game of Thrones.

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