EL CORREO raccoglie in un libro le foto e le emozioni della Coppa e della chiatta

EL CORREO raccoglie in un libro le foto e le emozioni della Coppa e della chiatta
EL CORREO raccoglie in un libro le foto e le emozioni della Coppa e della chiatta

Venerdì 21 giugno 2024, 19:33

| Aggiornato alle 21:05

In senso stretto, è un libro di storia, ovviamente. Ma raramente un libro di storia ha mostrato tanti volti felici e tanti gesti appassionati, come un ritratto collettivo che immortala il nostro lato migliore. EL CORREO propone da questo sabato nei suoi consueti punti vendita ‘Un hobby leggendario’, a Libro di 152 pagine pubblicato in collaborazione con il Consiglio Provinciale di Bizkaia che si propone di riassumere i giorni indimenticabili della finale di Coppa e dell’accoglienza della chiatta. Le sue pagine custodiscono sia le sorprendenti immagini di quei giorni, con centinaia di fotografie a colori – anche se la maggior parte di quei colori sono il rosso e il bianco – sia i sentimenti, uno slancio inebriante in cui si coniugava l’illusione quasi infantile, la condivisione orgoglio e, oh, anche nostalgia per tutti coloro che lì avremmo amato e che mancavano.

18
euro

È il prezzo del libro. Può essere acquistato presso i consueti punti vendita EL CORREO.

Se si potessero rappresentare su un grafico le emozioni di tutti i biscagliani, sicuramente si disegnerebbero chiaramente due picchi di intensità quasi allarmante, sufficienti per andare subito dal cardiologo. Uno si è alzato per tutta la giornata del 6 aprile per perdere il controllo nelle prime ore del 7, precisamente alle 0:47, quando Berenguer ha segnato il rigore finale a Siviglia. E l’altro è avvenuto l’11 aprile, quando tanti fan hanno creduto di svegliarsi in un sogno, o di sognare una realtà, o comunque tu voglia tradurre in parole goffe quell’esperienza che tante volte avevano fantasticato e con cui erano stati le aspettative erano così brevi. Molti biscagliesi avrebbero voluto restare a vivere quell’11 aprile, quando un milione di tifosi si confluirono in un unico organismo sorridente, e il libro chiarisce il perché: eravamo allora “un’immensa famiglia di persone molto diverse”, come descrive in nel prologo il vice generale, Elixabete Etxanobe.

Il volume – “un ricordo e un omaggio”, nelle parole del Direttore Sportivo di EL CORREO, Ángel Pereda – è un riflesso di quella fraternità festosa, con immagini che ci sembrerebbero incredibili se non le avessimo semplicemente vissute: da da lontano, nelle pianure più aperte, si riconoscono il paesaggio quotidiano, le sponde dell’estuario, le montagne che fanno da cornice al Botxo, ma tutto questo trasfigurato da un’inconcepibile folla bianca e rossa che si accalcava sulla riva conquistando balconi, tetti , piste, lampioni e perfino gru; Da vicino puoi vedere migliaia di espressioni estasiate, migliaia di persone riconoscibili, migliaia di vite che si sono fuse per poche ore. Naturalmente non mancano le immagini emblematiche dei giocatori e della delegazione della barca, né le migliori fotografie della finale stessa e della travolgente ‘invasione’ del Siviglia.

152
pagine

a colori ha “Un hobby leggendario”.

Il libro, al prezzo di 18 euro, è diviso in quattro sezioni, ciascuna con un ampio testo che racconta gli avvenimenti ma, soprattutto, evoca quel tesoro di sensazioni. Uno di questi ripercorre i giorni in cui Bilbao aprì una filiale nella capitale andalusa e la avvolse in fasce biancorosse: «Era un po’ come quel gioco in cui devi trovare Wally, ma al contrario. “C’è qualche posto dove Wally non sia?”, dice in quella rubrica il giornalista Luis López, che sottolinea l’atmosfera “di sano cameratismo, di una tribù, di un gruppo unito da un legame che mescola storia, mitologia e filosofia”. Un’altra sezione è dedicata alla finale, ed ecco che è Jon Agiriano a scomporre il complesso stato emotivo che la vittoria suscitò, quasi una commossa esaltazione: «Migliaia di tifosi hanno pianto, molti di loro con il ricordo, così vivido di quella momento preciso, delle persone care con cui non hanno potuto condividere un trionfo che avevano atteso insieme per tanti anni, padri, madri, nonni, fratelli, zii e amici con cui avevano superato tristezze e delusioni senza mai perdere la speranza,” scrive Agiriano. Un terzo blocco soffre e si gode la finale di Bilbao, compreso un San Mamés affollato dove si è fatto tanto “telelavoro”, come hanno detto Miguel Pérez e Xabier Garmendia.

Fogli infografici

Infine, la parte più estesa di ‘Un hobby leggendario’ – che comprende anche le schede infografiche complete di tutti gli ‘eroi di Siviglia’ realizzate da Josemi Benítez – è dedicata al giorno della chiatta, in cui si attivò quel “legame genealogico” che unisce i tifosi dell’Athletic, come lo definisce Jesús Gómez Peña: «La maggior parte dei tifosi biancorossi o non erano nati nel 1984, quando fu vinto quel titolo, o non avevano l’età per ricordarlo. Sapevano della chiatta per sentito dire, dai racconti dei loro genitori e dalle immagini registrate di quella folla che fungeva da base su entrambe le sponde dell’estuario. I più giovani avevano nostalgia di qualcosa che non avevano vissuto”, dice. E, anche se ora lo dimentichiamo, era proprio così: la storia di quella penultima chiatta, che per tanti anni fu l’ultima, cominciava già ad acquisire la vacillante consistenza di leggenda, e bisognava ricorrere alle foto di quel giorno per riaffermare i contorni sfumati della memoria, sia essa propria o ereditata.

Speriamo che il futuro non sia così cruento da rifare la stessa cosa, che non si debba aspettare un incerto 2064 per tirare fuori di nuovo la chiatta dal bacino di carenaggio. Nel peggiore dei casi questo libro fungerebbe da medicina d’urgenza per gli inevitabili attacchi di nostalgia, ma in realtà l’esibizione di ricordi gloriosi può essere vista anche come uno stimolo per accelerare i tempi: qualcosa di così bello deve essere ripetuto al più presto. possibile!

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