I libri consigliati questa settimana dalla critica IDEAL

Rimedi Zafra. Barcellona, ​​Anagramma, 2024

Il rapporto

Di Mica Escribano

Dopo la pubblicazione di ‘Precarietà e lavoro creativo nell’era digitale’, la filosofa Remedios Zafra ci cattura con questo nuovo lavoro in cui affronta il processo di burocratizzazione in cui sta cadendo la società contemporanea. Il punto di partenza è la necessità per la tua università di acquistare un computer per poter scrivere la tua nuova tesina; L’istituzione chiede una relazione preventiva che giustifichi la necessità di acquisto, che spinga Zafra a sviluppare una riflessione – ricca di ironia – dove cerca di giustificare il rapporto costi/benefici dello strumento professionale e analizza come viene offuscata la creatività in ambito amministrativo grigiore.

Vigneti di sangue

JL Romero. Barcellona, ​​Edizioni B, 2024.

Vigneti di sangue

Di C. de la Rosa

Chi fa il salto dall’altra parte del bancone – dal critico al romanziere, dalle muse al teatro – sa che forse può cadere in alcuni dei vizi che scopre in coloro che critica, o in alcuni casi, come Josep López Romero , nelle persone che aiuta. López Romero non ha otto cognomi catalani, tutt’altro, ma si fonde con una società, quella della regione situata nel nord-est della Spagna, in cui, come dice il luogo comune, la vita è più facile “quando suona la borsa”. ‘. ‘Vignette di sangue’ è una storia nera che mescola il business e il privato, le passioni e le devozioni, il ‘seny’ e la ‘rauxa’. Scritto in modo semplice, si legge bene e diverte.

Autodistruzione e bruttezza familiare

Kudryavka (cagna dai capelli ricci) Xenia Garcia. Madrid, Alleanza, 2023

Autodistruzione e bruttezza familiare

Di Francisco Morales Lomas

La bruttezza familiare ha sempre più seguaci: Sara Mesa, Isabel Bono, Elvira Sastre, Miguel Ángel Oeste, Ana Iris Simón, Pepa Roma, Ignacio Martínez de Pisón… e Xenia García. È curioso che se approfondiamo i rapporti reciproci di questi scrittori, in alcuni di loro ci sia anche connivenza e profonda amicizia. Tra i riconoscimenti, infatti, Xenia García cita Sara Mesa. C’è anche l’amicizia tra Isabel Bono e Miguel Ángel Oeste o tra Elvira Sastre e Sara Mesa… Ci troveremmo cioè di fronte a una sorta di proposta estetica consensuale sulla bruttezza familiare?

La giornalista sivigliana Xenia García ha vinto il Premio del Romanzo Fenando Quiñones organizzato dalla Fondazione Unicaja con Kudryavka (Cagna dai capelli ricci). Dal monologo interiore sconnesso e con tessere autonome che progressivamente si inseriscono nel puzzle narrativo, Xenia García costruisce il suo romanzo con quattro protagonisti fondamentali: Pepa (alla cui prospettiva di donna ferita, da Kudryavka, il Figlio (scritto così, in maiuscolo , e senza nome), la Ragazza (attorno alla quale ruoterà un mistero che verrà svelato alla fine della storia, sempre in maiuscolo, e con la quale gioca una sorta di raddoppio) e l’Uomo (il marito, suo non è detto il nome, da cui si separa Pepa e la cui morte è l’evento che si rivela fin dalle prime pagine dopo l’iniziale esaltazione del Figlio… nel primo capitolo).

Distruzione della famiglia, odio, pedofilia, visione della verità o della menzogna, senso di colpa, portata dell’autodistruzione del narratore principale, dolore…; La bruttezza familiare, insomma, raggiunge l’apice di questo romanzo neoespressionista che è mosso da slanci, da colpi di cuore, e con una narrazione tagliente e sconnessa, carica di immediatezza, slancio, slancio, decostruzione/ricostruzione ed emotività trascendente. carica appassionata, attraverso frasi brevi e brevi, nonché capitoli diminuiti e mutevoli che ci permettono di entrare in una nebulosa amara, questo ambiente familiare che vogliamo costruire/decostruire. Fin dai primi passi Pepa dice: “La notte in cui lo odio più che mai, squilla il telefono”. Ha ricevuto la notizia della morte (sembra suicidio) dell’ex marito). Lei appare colpevole della sua morte, sappiamo della sua finzione, del suo desiderio che l’uomo muoia, ed emerge il simbolo di Kudryavka con cui si identifica, la brutta e impavida ragazzina di dodici anni, che odia i fratelli che la circondano. . quello che farà da perno a tutto il mistero e a una tragedia che non sveliamo (tutti i tipi di dispiegamento di Pepa-girl), una ragazza che è un paradigma di esistenza sostenuta dal dolore e dalla rivendicazione.

Il piacere di insegnare letteratura

Professione appassionata: il contesto e la pratica della letteratura inglese Sara Martin Alegre. Jaén, Università di Jaén, 2023

Il piacere di insegnare letteratura

Di Gerardo Rodriguez Salas

Il quarto volume della Collezione di Studi Letterari Anglo-Germanici dell’Università di Jaén è già diventato un libro di riferimento per comprendere la complessa situazione dell’insegnamento e della ricerca della letteratura in lingua inglese nel contesto universitario spagnolo. Come specialista in letteratura inglese e studi culturali presso l’Università Autonoma di Barcellona, ​​Sara Martín Alegre riflette sulle circostanze ideologiche e materiali che contraddistinguono la pedagogia dell’insegnamento e la pratica della ricerca di questa disciplina nel nostro Paese.

Il libro è un testo ibrido che si divide in due parti: la prima adotta un formato più accademico e, attraverso un meticoloso lavoro di ricerca, riassume luci e ombre della letteratura inglese come disciplina; Il secondo, dal tono più informale, ma altrettanto documentato, comprende una selezione di quasi 100 voci dal suo consolidato blog presso la UAB The Joys of Teaching Literature (iniziato nel 2010), tutte dedicate alle particolarità dell’insegnamento della letteratura. Letteratura inglese in Spagna. Entrambe le parti si completano a vicenda, in modo tale che il viaggio più teorico del primo si materializza in un’onesta indagine sulla pratica didattica del secondo, che, con il suo attraente formato di post di blog, presenta riflessioni sintetiche in uno stile diretto e divertente. .

L’autore problematizza etichette date per scontate (letteratura inglese rispetto a letteratura spagnola, filologia inglese vs anglistica) o evidenzia l’arbitrarietà nella distribuzione della letteratura inglese in periodi diversi con etichette che rispondono a criteri linguistici, culturali e politici. o semplicemente cronologico. Dopo aver offerto un percorso diacronico sul processo di formazione e istituzionalizzazione della disciplina, legato al concetto sfuggente di canone letterario, si discute la sovrapposizione nello studio e nell’applicazione delle diverse scuole critiche e il modo in cui queste influenzano la pedagogia, soprattutto la lettura ravvicinata. , nella pratica didattica. Allo stesso modo, ripercorre la storia della materializzazione della filologia inglese in Spagna a partire dal 1952 e sviluppa il ruolo peculiare, e spesso frainteso, degli studi inglesi nel nostro Paese rispetto ai dipartimenti di Letteratura spagnola o di Teoria della Letteratura.

Sebbene Martín Alegre si concentri particolarmente sull’ambito dell’insegnamento degli anglistici, insiste sulla diffusa solitudine dei professori universitari, spesso incompresi nel loro turbinio di insegnamento, ricerca e gestione, per non parlare della burocrazia sempre più soffocante.

 
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