I lavoratori respingono la legge di emergenza di Sadir e tornano in strada – Jujuy

I lavoratori respingono la legge di emergenza di Sadir e tornano in strada – Jujuy
I lavoratori respingono la legge di emergenza di Sadir e tornano in strada – Jujuy

04/03/2024. Dall’Intergremial ritengono che il progetto dell’esecutivo non fa altro che aggravare la crisi salariale permettendone il congelamento e il taglio. Oggi si riuniranno in Legislatura nel pomeriggio

La modalità è stata stabilita da Gerardo Morales: questo pomeriggio la Legislatura darà un trattamento esplicito al progetto dell’Esecutivo sull’emergenza della Provincia, una legge che i lavoratori respingono per l’adeguamento che comporta, quindi questo pomeriggio si riuniranno nei pressi della Casa di Piedra.

È passata appena una settimana da quando ha acquisito status parlamentare il progetto di Emergenza pubblica, economica, finanziaria, fiscale, amministrativa, sanitaria, sociale, ambientale e climatica, con cui il governatore intende improntare la sua amministrazione per almeno un anno o due e che implica un aggiustamento soprattutto per il settore lavorativo.

La denuncia era già stata avanzata da diversi leader sindacali, ma ora c’è il rifiuto generale dell’Intergremial, riunitosi alle 17 nella Legislatura per fare pressione sui deputati affinché respingano il progetto esecutivo.

Sadir aveva già annunciato il 1° marzo che questa dichiarazione di emergenza va intesa nel quadro della “complicata situazione economica che ci tocca come Paese e che incide direttamente sulla vita quotidiana di ciascuno”, in relazione ai tagli applicati dal governo di Javier Milei di risorse alle province. Jujuy è uno dei più complicati, i fondi di compartecipazione erano quelli che garantivano il pagamento degli stipendi che, se verrà approvata questa Emergenza, potrebbero essere congelati e tagliati.

Secondo la legge, l’Esecutivo garantirà a malapena il pagamento del salario minimo vitale e mobile, che a marzo ha superato di poco i 202mila pesos, molto lontano dal costo del paniere di base totale, che mette l’intero settore lavorativo in condizioni di indigenza , tenendo conto che il paniere alimentare di base era compreso tra 222.700 pesos (famiglia di tipo 1, famiglia di 3 membri) e 306.667 pesos (famiglia di tipo 3, famiglia di 5 membri), una misurazione che segue i valori di febbraio.

Ma questo non è l’unico punto su cui ha sostenuto l’Intergremial per contrastare questa emergenza, l’Esecutivo avrà anche il potere di pagare dopo il 10 di ogni mese, anche a rate.

Allo stesso modo, non verranno più pagati gli straordinari o le ore aggiuntive, anche se i lavoratori potrebbero essere costretti a continuare a lavorare al di fuori dell’orario di lavoro con la sola indennità per le “pause”.

Né verranno riconosciute in retribuzione le funzioni svolte: nel caso del settore didattico non saranno riconosciute le surrogazioni, cioè nel caso delle licenze di regia, agli educatori che occupano quella posizione non verrà corrisposto lo stipendio corrispondente a quella posizione. . Inoltre, esiste la possibilità di trasferire forzatamente i lavoratori cambiando la loro sede di lavoro.

D’altro canto, Sadir intende mantenere la precarietà del lavoro, non garantendo la stabilità del lavoro, un diritto costituzionale. Nello stesso senso, uno degli articoli blocca il passaggio al personale a tempo indeterminato – decreto firmato Morales – all’interno della Pubblica Amministrazione, che danneggia soprattutto il personale a contratto e quello a giornata, oltre ad eliminare la ricategorizzazione.

L’ultimo punto sottolineato riguarda i pensionamenti obbligatori: lo Stato può obbligare chi possiede i requisiti a smettere di lavorare, anche quando il lavoratore non vuole lasciare la propria fonte di lavoro.

 
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