Ondata di licenziamenti: ai lavoratori è stato impedito di entrare nell’ENACOM di Jujuy – Jujuy

Ondata di licenziamenti: ai lavoratori è stato impedito di entrare nell’ENACOM di Jujuy – Jujuy
Ondata di licenziamenti: ai lavoratori è stato impedito di entrare nell’ENACOM di Jujuy – Jujuy

04/03/2024. Gli agenti della polizia federale erano di stanza alle porte della sede dell’Agenzia nazionale per le comunicazioni. Oggi i lavoratori del CDR e dell’Agricoltura Familiare hanno marciato per le strade della capitale

Il governo di Javier Milei continua a portare avanti l’ondata di licenziamenti in tutti i dipartimenti, mentre migliaia di licenziamenti erano già stati effettuati all’ANSES la settimana scorsa, colpendo 12 dipendenti a Jujuy, questa mattina c’era una correlazione simile con i lavoratori di ENACOM A cui è stato impedito di entrare nei loro lavori.

Giorni fa, ai lavoratori dell’UDAI 2, nella capitale Jujuy, è stato impedito di svolgere le loro attività quotidiane perché le loro password di accesso ai computer erano state bloccate. La manovra è stata effettuata prima della notifica ufficiale dei corrispondenti telegrammi di licenziamento. La stessa strategia è stata attuata questa mattina nella sede dell’Ente Nazionale delle Comunicazioni, situata in via San Martín.

Senza aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, questo mercoledì i lavoratori si sono presentati sul posto, anche se non potevano entrare negli uffici, membri della Polizia Federale hanno negato loro l’ingresso.

Ad inaugurare questa tipologia di “licenziamento virtuale” sono stati i lavoratori dei Centri di Riferimento -CDR- che dipendevano dal Ministero dello Sviluppo Sociale, ormai defunto, rientrato nell’orbita del Capitale Umano. È stato il portavoce presidenziale, Manuel Adorni, a ricordare in una conferenza stampa la chiusura di tutti gli uffici settimane fa.

Con scadenza il 31 marzo, i lavoratori del CDR di Jujuy sono scesi oggi in piazza con una mobilitazione, insieme a quelli licenziati dell’Agricoltura Familiare Contadina Indigena.

«Noi diciamo no al restringimento dello Stato, si eliminano le politiche pubbliche», ha detto una delle 36 persone licenziate dall’INAFCI.

La mobilitazione mirava a rendere visibile il problema dei licenziamenti portata avanti dall’Esecutivo nazionale ed è stata accompagnata dall’Integremiale e dal Multisettoriale contrari alla riforma. Erano presenti anche leader della sinistra, come il deputato nazionale, Alejandro Vilca, e la deputata provinciale, Natalia Morales, che hanno sottolineato che “siamo qui per metterci a disposizione di questi lavoratori e difendere posti di lavoro”, specificando che la manifestazione fa parte di una giornata di lotta nazionale indetta dall’ATE.

Mettendo in dubbio il discorso del presidente, Morales ha ricordato che “la casta politica non si preoccupa” e ha sottolineato le nomine dei deputati di La Libertad Avanza all’interno del Congresso. Il caso più notevole è stato quello della senatrice di Jujuy, Vilma Bedia.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV IND Araucanía ha consegnato il Promesas Chile Benefit ad atleti di spicco della regione
NEXT Nuovo magistrato del Tribunale amministrativo di Chocó