Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, sfidano un concorso del Consiglio giudiziario di Neuquén

Le strade del Consiglio giudiziario di Neuquén si incrociano nuovamente con l’intelligenza artificiale. Un partecipante valutato con voti molto bassi da alcuni consulenti, impugnato l’ordine di merito finale e tra le sue argomentazioni ha citato un’analisi del concorso effettuata con la Chat GPT4.

Il concorso in questione era per coprire due posti vacanti presso la Corte d’Appello. Come riportato Giornale RÍO NEGRO Il risultato è stato sorprendente perché nell’ultima fase l’ordine di merito che si era venuto a creare è stato drammaticamente alterato. La fine del concorso è stata annunciata la stessa settimana in cui il Forum dei Consigli giudiziari (Fofecma) di tutto il paese si è riunito a Neuquén, con un tema esclusivo: «Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel processo di selezione dei giudici».

A lanciare la sfida è stata la giudice penale per l’infanzia e l’adolescenza, Carolina García. Era terza nell’ordine di merito provvisorio e con l’aspettativa di mantenere uno dei due posti in palio, ma è sceso al sesto posto a causa del voto basso che quattro (su sette) consulenti gli hanno dato dopo il colloquio personale.

Interazione con GPT4


Tra gli argomenti che ha contestato ha citato il lavoro svolto da un altro giudice (che non ha concorso), Leticia Lorenzo, con Chat GPT4, un modello linguistico dotato di Intelligenza Artificiale.

Lorenzo ha chiesto a GPT4 di esaminare l’intero contest con linee guida oggettive. E’ la stessa cosa proposta nel convegno Fofecma, al quale hanno partecipato i consiglieri ora interpellati. L’intelligenza artificiale ha tratto conclusioni diametralmente opposte a quelle dei membri del Consiglio.

Sebbene la novità della proposta sia la citazione dell’Intelligenza Artificiale, questa sfida rappresenta una grande opportunità per far entrare nel dibattito la qualità della fondatezza di alcune decisioni del Consiglio giudiziario. In quanto organo potentissimo, è giudice dei propri atti e non c’è praticamente alcun controllo su ciò che risolve.

L’obiettivo della contestazione presentata da Carolina García è annullare e sospendere l’accordo che stabiliva l’ordine di merito definitivo del concorso. Lo richiede anche il punteggio che ti hanno assegnato nel colloquio personale viene rivalutato e ti viene assegnato un punteggio più alto. Prevede che arriverà alla Corte Suprema se la sua proposta verrà respinta.

Il concorrente prende di mira quattro consiglieri: Alejandro Vidal, Encarnación Lozano (entrambi del MPN), Conrado Leszczynski (Insieme per il Cambiamento) e in particolare Andrea Paz (Avvocati). Gli hanno assegnato rispettivamente 11, 13, 11 e 4 punti su 20.

“Arbitrario” e “ignoranza”


Riguardo quest’ultimo dice: «È talmente arbitrario che il suo rapporto non sia stato caricato sul sito del Consiglio di Giustizia e Avrei dovuto reclamarlo tramite e-mail e messaggiper poterlo analizzare.

Il concorrente sottolinea che Paz “dimostra la sua mancanza di conoscenze tecniche quando fai domande.

E aggiunge: «mi dà quel punteggio bassissimo senza dare alcun fondamento concreto alle sue ragioni, solo domande generiche, dogmatiche, che dimostrano la sua mancanza di imparzialità, ledendo la mia dignità personale, di donna di legge e di magistrato. Quindi il vostro voto è la dimostrazione più completa di arbitrarietà, e attribuisce merito alla sua mancanza di imparzialità nel darmi quel punteggio. Trattandosi di un voto infondato e senza fare riferimento ad alcuna questione particolare che dipenda dall’immediatezza. “È completamente contraddittorio con l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel caso specifico.”.

Paz, uno dei rappresentanti degli Ordini degli avvocati, è refrattario all’uso dell’Intelligenza Artificiale. Nel tirare le somme dell’incontro del Fofecma ha detto: “non è così matematico dire un processo di selezione che utilizza l’Intelligenza Artificiale, caricando i dati e che una macchina ci dica chi è il miglior candidato” perché “ci sono altri aspetti che non è possibile vedere attraverso l’intelligenza artificiale e di cosa si tratta la parte emotiva, la qualità delle persone e questo lascia ancora a noi umani un margine di lavoro, credo.

“Fino a che punto siamo disposti a cedere?”


Gabriel Chibán, presidente del Consiglio della Magistratura e membro della Corte di Giustizia di Salta, è stato uno dei relatori della conferenza tenutasi a Neuquén. Ha detto, tra gli altri concetti: “nel processo di selezione l’uso della tecnologia è fondamentale ma fondamentalmente succede e qui arriva l’idea dirompente di vedere fino a che punto siamo disposti a usarla, fino a che punto siamo disposti a cedere, fino a che punto siamo disposti a rinunciare a idee politiche, idee di clientelismo, idee di settore e dire quale parte lasciamo alla discrezione e quale al metodo di selezione il più obiettivo e preciso possibile”.

Il documento di contestazione di Carolina García propone come prova l’operato del giudice Leticia Lorenzo e la cita come testimone. Propone inoltre che diversi pubblici ministeri e difensori testimonino per riferire sulla loro capacità professionale e idoneità alla carica.

I consiglieri comunali devono rispondere, ed è quasi certo che respingeranno la sfida. In previsione di questo risultato, il giudice ha avvertito che “mi riservo il caso federale perché i miei diritti ad un giusto processo sono stati violati; all’esercizio del diritto di difesa e ad ottenere una risoluzione fondata sulla legge dell’organo che lo emana.

 
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