Apertura della Porta Santa nel Monastero di Río Blanco

Apertura della Porta Santa nel Monastero di Río Blanco
Apertura della Porta Santa nel Monastero di Río Blanco

Nel quadro della celebrazione dei 90 anni della Diocesi, la Chiesa di Jujuy si rallegra in questo momento anche per la presenza dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, che il 27 ottobre festeggerà 50 anni di presenza nella nostra provincia. All’inizio di un tempo di grazia così importante, nel monastero del Carmelo è stata celebrata una messa, presieduta da monsignor César Daniel Fernández e concelebrata dai sacerdoti della diocesi, durante la quale ha avuto luogo l’apertura della Porta Santa, che bisogna oltrepassare per ottenere l’indulgenza. .

ASSISTENTI | MESSA SOLENNE DOPO L’APERTURA DELLA PORTA SACRA DEL CARMELO.

VESCOVO DI JUJUY | DANIEL FERNÁNDEZ DURANTE L’UFFICIO DELLA MESSA.

“Nell’ambito del Giubileo per il Giubileo d’Oro del Monastero ‘Nostra Signora del Rosario di Río Blanco e San José’, la Penitenzieria Apostolica della Città del Vaticano ha concesso la possibilità di acquistare l’indulgenza plenaria dal 1° maggio al 25 maggio. Dicembre del l’anno in corso per tutti coloro che, rispettando le condizioni prescritte dal diritto canonico, hanno compiuto un pellegrinaggio al Carmelo situato a Río Blanco”, ha affermato Mons. Fernández leggendo il decreto.

CARMELO DE RÍO BLANCO | LA PORTA SANTA

Nella sua omelia ha evidenziato che la Porta Santa rimanda al cuore di Gesù che, trafitto dall’amore, diffonde misericordia permettendo la riconciliazione dell’uomo con il suo Dio Padre. In un’altra sezione ha spiegato che l’indulgenza ottenuta attraversando la Porta Santa è la remissione totale delle pene temporali dovute ai peccati e può essere acquistata per sé o per una persona defunta.

Nella sua riflessione, ha ricordato che, in sintonia con l’ultima tappa del Sinodo proposta da Papa Francesco, la diocesi di Jujuy assume la sfida di ricordare la sua dignità battesimale, che oltre a renderci figli di Dio, deve spingerci alla missione . “Per questo motivo, nella seconda settimana della pausa invernale, avrà luogo una grande missione diocesana, preceduta da una missione parrocchiale in ogni comunità. Invito anche i religiosi, anche se non possono uscire perché sono di clausura, a parteciparvi. e accompagnarli con la loro preghiera costante, come ha fatto una delle due patrone della missione nella Chiesa, Santa Teresa del Bambino Gesù, anche lei carmelitana scalza, che con la sua preghiera ha protetto l’opera di tanti missionari”, ha affermato Monsignore.

Durante la cerimonia si sono svolte parole di profonda gratitudine verso tutte quelle persone che, con grande generosità, collaborano con le suore carmelitane, poiché vivono della carità della gente per la loro estrema austerità, e sono state invitate anche a visitare il luogo per per poter accedere all’indulgenza plenaria concessa dalla Sede Apostolica.

Da notare che la partecipazione all’Eucaristia è stata massiccia e in un clima di profonda gioia mista alla mistica che caratterizza il luogo, un clima veramente familiare poiché, come ha espresso anche il vescovo, c’erano persone che hanno ricevuto qualche gesto materno da questi donne consacrate che amano la Beata Vergine e il suo Divin Figlio per il quale si donano ogni giorno.

L’ordine fu fondato a metà del XVI secolo da Santa Teresa di Gesù, che intraprese una riforma del Carmelo, ritornando alle pratiche e alle strutture primitive, e da allora le monache vivono come eremiti contemplative.

A Jujuy il monastero fu eretto da monsignor José Miguel Medina il 27 ottobre 1974 e la chiesa del monastero fu consacrata dall’allora rettore dell’UCA Nicolás Derisi. Attualmente sono otto le suore che pregano instancabilmente per le intenzioni e le necessità della Chiesa universale e locale, per i sacerdoti, per la società e per le intenzioni che vengono loro trasmesse attraverso i tornelli o le telefonate.

 
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