Antonio Berni, maestro dell’arte argentina

Antonio Berni è stato eccezionale pittore e incisorenato il 14 maggio 1905 nella città di grani del rosario. Come artista gli viene riconosciuto soprattutto il suo impegno sociale e politico – riflesso in tutte le sue opere – che metteva a disagio la società dell’epoca.

Antonio Berni

Figlio di un sarto italiano e di madre argentina – figlia di immigrati italiani -, Berni Ha iniziato a studiare pittura presso il Centro Catalano della sua città natale. A soli 17 anni espone le sue opere a Rosario e tre anni dopo tiene una mostra alla Galleria Witcomb di Buenos Aires, ricevendo elogi dalla critica in diversi articoli pubblicati sui giornali. La nazione E La stampa. Fu grazie a questa divulgazione che anni dopo ottenne una borsa di studio dal Rosario Jockey Club per studiare in Europa.

A Parigi si formò con i pittori André Lhote E Ottone Frieszall’Accademia di Rue Grande Chaumiere.

Durante i suoi anni in Europa fu esposto a varie tendenze artistiche, tra cui il surrealismo e l’espressionismo. Le sue opere sono state esposte alla Sala Madrid e alla Galleria Nancy.

Dopo il colpo di stato dei 30, già sposato e con una figlia, Antonio Berni Decide di ritornare in Argentina, portando da Parigi una forte carica politica e tutta l’influenza dei suoi legami con gli artisti surrealisti.

Primi passi. MNBA

Il suo ritorno segnò una svolta nella sua carriera, poiché si dedicò a ritrarre le realtà sociali ed economiche dell’Argentina, in particolare le condizioni di vita dei lavoratori e degli emarginati. Si stabilì a Rosario e prese parte attiva alla vita culturale della città, organizzando la Mutualità degli Studenti e degli Artisti Plastici.

Berni iniziò a mostrare attraverso le sue opere i problemi sociali degli anni ’30 Disoccupato E Manifestazione.

Disoccupato

Durante gli anni ’20, Berni ha composto la serie Juanito Lagunache ritrae la vita di un ragazzo povero in città e combina elementi di collage e realismo sociale per trasmettere la difficile situazione degli svantaggiati in Argentina.

Le immagini dei suoi personaggi più marginali –Juanito Laguna** e Ramona Montiel– furono inclusi in molti dei suoi dipinti, venduti all’estero a prezzi molto elevati.**

Juanito Laguna

Nel 1941 Berni visitò Bolivia, Ecuador, Perù e Colombia con l’idea di realizzare studi precolombiani su richiesta della Commissione Culturale Nazionale. Nei decenni successivi ha continuato a esplorare temi sociali nella sua arte, utilizzando una varietà di tecniche tra cui la pittura a olio, il collage, l’incisione e la scultura.

Il suo impegno per la giustizia sociale lo ha portato a partecipare attivamente ai movimenti politici di sinistra e il suo lavoro è diventato un simbolo di resistenza e lotta contro l’ingiustizia.

Manifestazione (1934). MALBA

Nel ’76 si reca a New York, dove dipinge, realizza incisioni, collage e presenta alla Galleria Bonino una mostra dal titolo La magia della vita quotidiana. Cinque anni dopo lo inaugurò La casa di Antonio Berni, una galleria d’arte e casa d’aste di oltre 400 metri quadrati situata nel cuore del centro di Buenos Aires. In quella sala d’arte, la più importante dell’epoca, si tenne una mostra individuale dei murali del Gran Maestro, ma si tennero anche mostre di giovani artisti di talento.

La grande tentazione o la grande illusione (1962)

Oltre al suo lavoro artistico, Berni Si avventurò nell’insegnamento, prestando servizio come professore presso la Scuola di Belle Arti di Buenos Aires e lasciando un segno indelebile in diverse generazioni di artisti argentini.

Antonio Berni Morì il 13 ottobre 1981 nella città di Buenos Aires.

Berni fu un artista impegnato nel suo tempo, la cui opera non solo lasciò un segno indelebile nella storia dell’arte argentina, ma servì anche come potente mezzo per sensibilizzare sulle ingiustizie sociali ed economiche del suo tempo.

In un’intervista poco prima di morire affermò: “L’arte dovrebbe essere usata socialmente. Nessun artista può negarlo; L’unica cosa che un artista dovrebbe rifiutare è di essere usato”.

Fonti:
Lo storico

Immagine di copertina: Domenica in fattoria

 
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