I lavori per gli accessi al “superblocco” di San José iniziano 13 mesi dopo

I lavori per gli accessi al “superblocco” di San José iniziano 13 mesi dopo
I lavori per gli accessi al “superblocco” di San José iniziano 13 mesi dopo

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13… 13 mesi dopo la sua assegnazione, il Comune di Logroño ha avviato la progettata prima fase della creazione del ‘ zona pacificata’ prevista per il quartiere di San José, tra le vie Madre de Dios, Luis de Ulloa, Avenida de la Paz e San Millán.

Un progetto ereditato con finanziamento europeo, assunto senza “ma” da Conrado Escobar così come era stato elaborato da Pablo Hermoso de Mendoza (si potrebbe dire che era uno dei pochi, in effetti), che però è stato ritardato di più di un anno nonostante fosse stato annunciato per lo scorso luglio.

Poi, il cambio di sindaco dopo le elezioni comunali ha lasciato nell’aria la specifica riqualificazione degli accessi stradali perimetrali al suddetto quartiere, che ora diventeranno finalmente “porte di entrata e di uscita” come già esistono in altre zone della città (da confinante Madre de Dios al CEIP Vicente Ochoa).

E questo con lo scopo di ricercare la realizzazione all’interno di una zona a traffico calmo secondo il modello dei ‘superisolati’ (aree all’interno in cui il traffico è ridotto al minimo, che circola sulle strade esterne, dando la massima preferenza ai pedoni negli spazi pubblici) .

Questo giovedì, e dopo che il PSOE aveva già messo in dubbio tale ritardo all’inizio di quest’anno, il Consiglio Comunale della Capitale ha annunciato l’inizio ufficiale dei “lavori per la creazione di una zona pacificata nel quartiere di San José, con spazi e spazi” più tranquilli e sicuri circolazione stradale e pedonale.”

L’intervento, aggiudicato nell’aprile 2023 a Ocisa per un importo di 706.741 euro, gode di un finanziamento da parte dell’UE (fino a 446.280,30 euro), attraverso i fondi Next Generation, e ha un periodo di esecuzione di sei mesi. “È stato avviato dopo aver risolto la mancanza di contrattualistica del coordinamento per la e la sicurezza che ne ha impedito l’avvio dopo l’aggiudicazione”, spiega ora il PP, alla guida dell’Amministrazione locale da giugno (sono passati ormai 11 mesi).

Irene Jadraque/Sadé Visual

Dal punto di vista tecnico, i lavori consentiranno di riqualificare gli accessi stradali e il traffico pedonale perimetrale in questa zona del quartiere di San José, “con la realizzazione all’interno di una zona a traffico pacificato o calmato, che interesserà gli ingressi e esce dalle vie Beatos Mena e Navarrete, Padre Marín e Caballero de la Rosa, in direzione nord-sud, così come dalle vie San José de Calasanz e Cigüeña, in direzione est-ovest.

Questo scopo sarà raggiunto con la realizzazione di 10 porte di accesso al quartiere (cinque ingressi e altrettante uscite), che si ottengono restringendo gli accessi stradali e rialzando la strada al livello del marciapiede, unitamente ad una modifica della pavimentazione e segnaletica adeguata affinché l’autista percepisca chiaramente che sta accedendo ad una zona a traffico “lento”.

L’assessore all’Urbanistica, Javier Martínez Mancho, ha valutato, come riferito dalla stessa Amministrazione locale in un comunicato stampa, “che continuiamo il lavoro svolto dal Consiglio Comunale nella precedente legislatura, con un progetto interessante e che , pertanto “Abbiamo risolto amministrativamente, e nel più breve tempo possibile, le difficoltà che in precedenza ne impedivano l’avvio”.

#Colombia

 
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