La musica da film come spettacolo popolare arriva a Córdoba

La musica da film come spettacolo popolare arriva a Córdoba
La musica da film come spettacolo popolare arriva a Córdoba

Ennio Morricone © 2020 di Wikipedia

Cordoba, sabato 4 maggio 2024.

Teatro Axerquía. Ennio Morricone e 100 anni di cinema. Opere di Ennio Morricone, Max Steiner, Maurice Jarre, John Barry, Basil Poledouris, Elmer Bernstein, Miklós Ròzsa, Nino Rota, Howard Shore, Alan Silvestri, Hans Zimmer. Orchestra del concerto cinematografico reale. Fernando Furones, direzione musicale.

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Negli ultimi anni i concerti con musiche da film, che solitamente prevedono l’esecuzione dal vivo di colonne sonore cinematografiche iconiche, si sono moltiplicati nel nostro Paese, attirando pubblici di ogni età e provenienza culturale, in quello che è senza dubbio diventato un fenomeno di grande interesse e di pubblico molto redditizio per alcune iniziative commerciali. Ovviamente, la musica da film ha il potere unico di evocare ricordi ed emozioni legate ai film e, in questo senso, forma una sorta di memoria musicale collettiva – e condivisa – composta da melodie e temi musicali indimenticabili tratti dalle colonne sonore di film che hanno fatto parte della nostra vita e nei quali ci identifichiamo.

Dal mondo della musica classica, ormai da tempo non poche orchestre sinfoniche programmano concerti che offrono l’esperienza davvero affascinante e unica di guardare un film mentre la musica viene eseguita dal vivo, con la conseguente morbosità di assistere in tempo reale adattarsi tra esso e l’immagine e i suoni registrati (solitamente le voci originali e gli effetti sonori). Per citare alcuni esempi di grande successo, così nascono le colonne sonore di film come Il ritorno del re con musiche di Howard Shore (in alcuni casi con grande dispiegamento di mezzi aggiungendo coro, coro e voci soliste – insistiamo, dal vivo – come nei casi de L’Auditori de Barcelona o dell’Auditorium Nazionale di Madrid), Storia del lato ovest di Leonard Bernstein nella celebre versione del 1961, o quella non meno mitica Fantasia di WaltDisney. Molto diverse da questo formato, ma anch’esse parte di questo fenomeno di cui abbiamo parlato, sono proliferate anche versioni di classici del cinema muto con la partecipazione, più o meno attiva a seconda dei casi, di musicisti o gruppi musicali che in qualche modo “colorano” il esperienza cinematografica con musica dal vivo, rievocando ciò che avrebbero avuto i primi spettatori nella fase pre-talkie.

A Córdoba non possiamo fare a meno di ricordare il lavoro del brillante Leo Brouwer, che fu responsabile della fondazione e della direzione dell’Orchestra di Córdoba tra il 1992 e il 2001 e che fece della musica per film uno dei tratti distintivi della progettazione dei programmi sinfonici mezzo per attirare il pubblico ai concerti di musica classica in una città con pochissima tradizione in questo senso. Non dimentichiamo che Brouwer ha sempre avuto uno stretto rapporto anche con il mondo del cinema in quanto compositore di numerose colonne sonore. Così, in nessuna di quelle memorabili stagioni non mancarono riferimenti alla musica da film, compresi i suoi contributi, come la celebre Suite sinfonica di Star Wars con cui lo stesso Leo Brouwer ha interpretato la celebre colonna sonora composta da John Williams per il film omonimo.

Il concerto in questione rientra nello straordinario appeal che la musica da film esercita su una larga massa di popolazione che raramente o mai ha ascoltato un’orchestra sinfonica dal vivo. A ciò bisogna aggiungere la tendenza post-pandemica verso il consumo di esperienze sensoriali vive rispetto a quello di beni materiali. Questo e probabilmente molto altro c’è dietro la sorprendente pienezza (circa l’80%) di un Teatro de la Axerquía, la cui capienza totale si aggira intorno ai 3.500 spettatori, nonostante i biglietti abbiano un costo ben superiore alla media dei concerti sinfonici che si svolgono in città (nessun dubbio che anche la grande pubblicità sviluppata mesi prima avesse raggiunto il suo scopo).

Senza dubbio, la selezione di brani musicali tratti da colonne sonore di compositori importanti del genere come Ennio Morricone, Max Steiner, Elmer Bernstein, Hans Zimmer, Nino Rota o John Barry prometteva ai partecipanti un’esperienza emozionante e varia. Questi compositori hanno lasciato un’eredità immortale e l’opportunità di ascoltare le loro opere dal vivo è sempre emozionante per ogni appassionato del buon gusto, per non parlare degli amanti del cinema e della musica. Pertanto, l’imperdonabile assenza di tutti i loro nomi nel programma delle mani è sorprendente quanto ingiusta.

Quanto alla Royal Film Concert Orchestra, patrocinata dalla Fondazione Excelentia, si tratta di un gruppo di giovani musicisti che hanno dato un esempio convincente del loro buon lavoro sotto la direzione di un corretto Fernando Furones. Sicuramente hanno brillato di più gli apporti solistici (come l’ottimo oboe in La missione o tromba dentro Il Padrino) che a livello d’insieme, poiché l’eccessiva e cruda amplificazione, che privilegiava molto le percussioni e il basso, non rendeva possibile apprezzare alcun accenno di approccio dinamico o di articolazione orchestrale.

Né conosciamo gli autori degli arrangiamenti sinfonici in cui c’era tutto: dal più pulito casa Bianca,
Lawrence d’Arabia O Novecentoo autentici “taglia e incolla” come quelli presentati in Il Signore degli Anelli, Ben-Hur O pirati dei Caraibi. In termini generali possiamo concludere che tutti i brani composti da Ennio Morricone hanno ricevuto un trattamento più raffinato e interessante, sia per quanto riguarda i brani scelti che per l’interpretazione stessa, senza che ciò ci impedisca di evidenziare altri momenti riusciti come l’inizio della seconda parte con l’ouverture La grande fuga o il già menzionato Il Padrino.

 
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