Lettere dei lettori: Legge Base, un’altra Costituzione?, Magistratura

Lettere dei lettori: Legge Base, un’altra Costituzione?, Magistratura
Lettere dei lettori: Legge Base, un’altra Costituzione?, Magistratura

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Mai, dall’inizio della democrazia nel 1983, al presidente in carica è stata negata la delega dei poteri. Ancor meno, a più di cinque mesi dall’insediamento dell’attuale presidente, che non gli ha fornito gli strumenti necessari per governare. Milei sta ancora discutendo se si vuole addirittura arrivare all’approvazione generale della Legge Base da parte del Senato, già con mezza sanzione nei deputati. Poi arriverà la discussione particolare, per tornare ai deputati e infine, con esito ancora incerto, per diventare legge. In un angolo, il Kirchnerismo; nell’altro, il partito al governo. Tra i due, “l’opposizione dialogante”, e parte dell’UCR con a capo il senatore Lousteau, che fa di tutto, ma senza farsi notare, per ribaltare la legge. Anche le multinazionali (eterni sindacalisti e imprenditori prebendari) fanno la loro parte, e uno Stato soffocato da tasse e regolamenti. Troppi e potentissimi interessi sono toccati dai cambiamenti proposti, gli stessi che, a causa di patti non scritti con i governi precedenti, hanno fatto sì che il Paese continuasse per decenni sulla via del declino in cui ci avevano lasciato, fino a quando la maggior parte della società detto abbastanza.

La questione allora è chi trionferà, se ciò che il voto ha espresso categoricamente, oppure gli stessi interessi di sempre. Da cui dipenderà il futuro delle nostre prossime generazioni.

William Bronenberg

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Il senatore Recalde ha affermato nel dibattito sulla Legge sulle Basi che la Costituzione del 1853/60 non è più applicabile, sostenendo che è stata sostituita dalla riforma del 1994. Grosso errore. Né Recalde né altri possono ignorare che la nostra Magna Carta non è cambiata. Ciò che le due forze politiche concordarono nel dicembre 1993 era una riforma molto limitata e quindi la legge che dichiarava la necessità della riforma proibiva di toccare il Titolo 1 della Costituzione, con la ferrea premessa che qualsiasi modifica che lo toccasse sarebbe assolutamente nulla. Pertanto l’elenco di ciò che potrebbe essere riformato era esaustivo. Ciò è stato confermato dalla Corte Suprema nel caso Fontevecchia, quando ha prevalso contro una sentenza della Corte Interamericana dei Diritti dell’Uomo che chiedeva di annullare una decisione della nostra Corte Suprema. È vero che alcuni cercano di aggirare le limitazioni citando trattati che sono stati incorporati, ma che, naturalmente, sono validi purché non violino tale limitazione. Lo hanno fatto anche incorporando una risorsa di tutela diversa da quella autorizzata, motivo per cui è nulla come ho sostenuto, poiché incide sul fondamento del nostro sistema repubblicano, che è la separazione e l’indipendenza dei poteri. Ora, il fatto che al Senato della Nazione si affermi che un’altra Costituzione ci governa senza che nessuno la smentisca, segna l’entità dei nostri disaccordi e delle nostre incomprensioni nel progetto di Legge Base.

Horacio M. Lynch

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Voglio evidenziare e allo stesso tempo ringraziare la Nazione per la nota editoriale di ieri, che afferma con dati e rigore l’inconveniente della nomina di Ariel Lijo ad occupare un seggio nella Corte Suprema. Sottolineo solo questo paragrafo: “Un sistema giudiziario affidabile è la pietra angolare della stabilità e dello sviluppo macroeconomico a lungo termine”.

Patrizio Carli

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Una settimana fa è stato diffuso un rapporto della Procura della Repubblica alla Corte Suprema di Giustizia della Provincia di Buenos Aires e dell’intero territorio di Buenos Aires, in cui si afferma che ogni giorno dell’anno 2023, un sono state presentate in media 2.900 denunce per i reati di rapine, aggressioni, effrazioni, abusi, stupri, scippi di cellulari, truffe, ecc., in media un reato ogni 30 secondi. Rispetto all’anno precedente, i reati commessi da adulti sono stati il ​​12% in più e da minorenni l’8% in più. Vale la pena chiedersi cosa ha fatto il governo Kicillof per combattere l’insicurezza. La risposta è niente. E intanto la criminalità aumenta giorno dopo giorno, con il suo strascico di morti e feriti.

Horacio Raúl Peluffo

DNI 4.425.292

Milei, nel suo omaggio al presidente Carlos Menem, ha ricordato come ricordo e merito della sua amministrazione “il fatto di aver realizzato la riforma della Costituzione del 1994 con il più grande “consenso” storico di tutte le riforme. Innanzitutto è strano che Milei, che ha rinunciato al “consenso” perché li considera negoziati e al “dare e avere” della politica, in questo caso semplicemente per avere ragione su una menzogna storica che sta cercando di raccontare, li rivendica. La riforma del 1994 non fu il prodotto di un “consenso”, ma di una maggioranza circostanziata del Congresso che portò, attraverso l’imposizione (legge Durañona e Vedia), una riforma “stile Perón del 1949”, semplicemente per il re-re-re, che era l’unico obiettivo del presidente Menem e che costrinse l’opposizione, con Alfonsín in testa, a firmare il Patto Olivos, per poter incorporare in quella riforma una serie di norme che migliorassero la vita degli argentini. Perché i fondamentalismi populisti non mettono fine alle “storie” di una storia vista con l’occhio sinistro o destro e smettono di mentire?

Enrico Di Fiori

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Con il rapido intervento del Ministro della Sicurezza Nazionale, Patricia Bullrich, i torturatori e assassini del bambino di 5 anni Lucio Dupuy, uno dei quali sua madre e l’altro la sua compagna, sono stati condannati all’ergastolo dal Dipartimento di Giustizia, che finora vivevano nella stessa cella, sono stati separati e uno di loro è stato trasferito in un altro carcere.

Lo vuoi e poi lo ottieni. Complimenti al ministro per il suo tempestivo intervento e per aver fatto giustizia.

Qualcosa comincia a cambiare nella nostra amata Argentina.

NAlberto Jorge Chivilo

DNI 8.260.897

Estorsioni con piani sociali

“Poi cantano ‘lotta al capitale’… Si vendono come socialisti ma amano i benefici del capitalismo” – Yamila sabato

“Ebbene Milei… Dobbiamo porre fine ai finanziamenti statali affinché le organizzazioni sociali possano fare campagne partitiche e in più, senza tirare fuori soldi dalle loro tasche, si candidino a cariche politiche… basta con la politica affari con i poveri, questo è Peronism SA” – Miguel Angelo Pantano

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