Il silenzio di Petro e del ministro della Difesa dopo un attentato terroristico a Miranda, nel Cauca

A più di 24 ore dall’attacco terroristico dei dissidenti delle FARC nel comune di Miranda, nel Cauca settentrionale, è sorprendente che il presidente Gustavo Petro e il suo ministro della Difesa, Ivan Velasquez, tacciano di fronte a questo fatto riprovevole.

È morto infatti Yhan Steban Villafañe, minorenne di soli 12 anni, “un bambino che aveva tanti sogni e una vita davanti a sé”, come lo ha definito il governatore del Cauca, Jorge Octavio Guzmán.

Dopo ore presso la Clinica Valle de Lilí, nella città di Cali, è morto il motociclista Luis Ovidio Rodríguez, che non ha potuto sopportare gli interventi chirurgici che i medici hanno dovuto eseguirgli.

In questo stesso centro di cura si trova Emma Mercedes Ipujan, madre del minore di 12 anni. La tua salute è riservata.

Un ragazzo di 12 anni ucciso in un attacco terroristico da parte di dissidenti a Miranda, nel Cauca

Il minore stava uscendo da scuola in compagnia dei suoi genitori, quando questi sono stati sorpresi da questo miserabile attentato terroristico.

Il presidente Gustavo Petro, che mantiene un’attività costante sul suo account X, non ha finora rilasciato alcun tweet di rifiuto di questa ondata di violenza che colpisce il comune di Miranda.

La sua ultima pubblicazione era in segno di rifiuto di quanto accaduto con il primo ministro slovacco Robert Fico.

“Hanno cercato di ucciderlo perché voleva la pace”, gli scrisse il presidente Gustavo Petro.

Il Ministero della Difesa nel suo resoconto X non ha fatto alcuna pubblicazione in cui smentisca ciò che è accaduto, tanto meno quali saranno le azioni da seguire di fronte a questa situazione nel Cauca.

Finora a parlare dall’alto governo è stato il vicepresidente Francia Márquez, che ha respinto quanto accaduto.

Esprimo tutta la mia solidarietà alle vittime dell’attentato perpetrato oggi nel villaggio del Guatemala, nel comune di Miranda, tra cui un minore. Già abbastanza!

Chiediamo che cessino le vessazioni e gli attacchi atroci contro la popolazione civile. Il popolo caucano non vuole più vivere nella guerra e nella paura, il popolo colombiano merita di vivere in pace e con dignità.

 
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