Hanno avviato un’indagine contro un lavoratore che distribuiva farmaci a pazienti psichiatrici

Hanno avviato un’indagine contro un lavoratore che distribuiva farmaci a pazienti psichiatrici
Hanno avviato un’indagine contro un lavoratore che distribuiva farmaci a pazienti psichiatrici

Il Ministero della Salute ha disposto il verbale di accertamento amministrativo nei confronti di un operatore della Colonia di salute mentale Diamante a seguito di una grave denuncia avanzata a livello amministrativo e anche in tribunale dalla direttrice di quel centro di cura, Noelia Trossero.

La decisione è contenuta nel decreto n. 930 del 23 aprile e rimprovera l’attività svolta dal dipendente nella distribuzione di marijuana e cocaina tra le persone ricoverate nella Colonia di salute mentale. La Salute lo accusa di “inadempienza ai suoi doveri”.

L’inchiesta è stata aperta sulla base di “una situazione irregolare” denunciata dal direttore della Colonia di Salute Mentale che è venuto “a conoscenza tramite un utente dell’ospedale che l’agente” HAZ “avrebbe fornito agli utenti sostanze psicoattive”. L’operaio lavora nella scala dell’operaio e del padrone.

Dal decreto si apprende che “tale agente avrebbe consegnato le sostanze – marijuana e cocaina – nei bagni delle stanze degli utenti, entrando dalla porta sul retro, luogo dove le telecamere di sicurezza dell’Ospedale non possono riprendere”.

Trossero ha informato di questa irregolarità il procuratore Gilberto Robledo, del Nucleo tributario di Diamante, e anche l’Organismo di controllo sulla salute mentale della Provincia.

Dell’indagine ha fatto tesoro una relazione della psicologa Marcela Spessotti, che ha intervistato l’utente al quale l’operaio aveva fornito farmaci, “esprimendo che appoggiava il suo racconto e che al momento dei colloqui era stato osservato ‘tranquillo, sicuro di quello che faceva”. ‘” che stava raccontando. Situato nel tempo e nello spazio. Senza sintomi psicotici”, si legge nel rapporto sulla Salute.

Sul caso sono intervenuti il ​​Ministero della Salute e la Direzione Generale della Salute Mentale, mentre a livello giudiziario il procuratore Robledo ha indicato che il caso intitolato “Indagine preliminare FSE n. 55” è stato archiviato il 10 agosto 2023, “senza che siano state trovate persone”. .” addebitato nel suo quadro.

Nell’ambito della trattazione del caso, la Direzione Generale degli Affari Giuridici del Ministero della Salute si è espressa e ha ritenuto “che la gravità della condotta imputata all’agente (…) tenuto conto della sua qualità di dipendente di un manicomio struttura sanitaria e tenuto conto che l’ambito da chiarire è la responsabilità amministrativa, diversa dall’eventuale responsabilità che gli potrebbe ricadere in ambito penale, la sua condotta rientrerebbe presumibilmente in motivo di licenziamento.

Fonte: El Once


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