L’inflazione di aprile a Santa Fe è stata del 7,1%, la più bassa da luglio

L’inflazione di aprile a Santa Fe è stata del 7,1%, la più bassa da luglio
L’inflazione di aprile a Santa Fe è stata del 7,1%, la più bassa da luglio

L’inflazione di aprile è stata del 7,1% a Santa Fe, la più bassa da luglio dello scorso anno, quando era stata del 6,9%. Lo riferisce l’Istituto provinciale di statistica e censimento (Ipec), che segnala un aumento cumulato dei prezzi al consumo del 63,1% nel 2024 e del 291% nella misurazione su base annua.

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) a Santa Fe era di 1,7 punti inferiore allo stesso indicatore a livello nazionale. Parzialmente equilibrata la differenza che si era registrata a marzo, quando l’inflazione provinciale era al 12,4% ea livello nazionale era all’11%.

Il momento di maggiore impatto sull’aumento delle tariffe del servizio pubblico sembra essere la principale differenza tra i due indicatori di aumento dei prezzi. Nel caso di Santa Fe, questa voce ha avuto un impatto molto forte nel mese di marzo e, in misura minore, nel mese di aprile. Rimane comunque al primo posto nell’analisi voce per voce, con il 15,3%.

Seguono aumenti delle spese per la sanità (111,3%) e per il vestiario (11,1%). Solo al quarto posto si trovano cibo e bevande (6,9%), attività ricreative (5,3%), altri beni e servizi (5%), istruzione (4,9%) e attrezzature e manutenzione domestica (4%).

Pomodoro tondo (66,5%) e formaggio sardo (22,7%) hanno registrato gli incrementi maggiori tra gli alimentari, mentre ad aprile si è registrata una lieve flessione per farina e zucchero. Le carni sono aumentate del 5,8%. Nei servizi gli affitti sono cresciuti del 15,3% ed i servizi di base del 18,3%. Negli ultimi nove mesi, l’inflazione provinciale è stata a doppia cifra in sette paesi.

A livello nazionale, l’indice dei prezzi al consumo (IPC) di aprile ha registrato un aumento dell’8,8% e ha accumulato un aumento del 65% nel primo trimestre. In dodici mesi l’incremento è stato del 289,4%. L’indicatore è il più basso da ottobre, quando era pari all’8,3%.

Quello di aprile è il primo dato sull’inflazione a una cifra da quando Javier Milei ha assunto la presidenza. L’ultimo mese in cui l’indicatore era stato sotto il 10% era ottobre 2023. Sergio Massa era ancora ministro dell’Economia e veniva da due mesi di inflazione superiore al 12%. Dopo quella breve impasse, a novembre al ballottaggio è stato eletto l’attuale presidente e le aziende hanno automaticamente rotto gli accordi sui prezzi, aumentando l’indice dei prezzi al consumo del 12,8%.

Rivendicazioni sindacali

Nel quadro di un processo inflazionistico non ancora contenuto, crescono le rivendicazioni sindacali. Ad esempio, i sindacati della zona industriale del sud di Santa Fe hanno espresso il loro rifiuto del disegno di legge Bases, che prevede una riforma del lavoro e la vendita delle aziende pubbliche, oltre a chiedere che il pacchetto fiscale che comprende il ripristino dell’imposta sul reddito non venga votato. Lo ha reso noto il senatore nazionale dell’UCR, Eduardo Galaretto, nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi.

All’incontro hanno partecipato Julio Barroso, Ángel Acosta e Germán Gamundi per il Sindacato dei Chimici, per il Sindacato dei Cartoleri, Rolando Guerra, per il Sindacato dei Marinai (Somu), Cristian Cardozo e Jorge Negreti, per Luz y Fuerza, Ignacio Pérez e Ivan Conforti, per la Petrolchimica, Juan Cappa e Cristian Ramos.

I rappresentanti dei lavoratori dei sindacati presenti hanno espresso preoccupazione per la “distruzione delle fonti di lavoro, le minacce alle PMI e alle industrie nazionali, l’elevato conflitto sociale, l’aggravarsi dell’insicurezza e della marginalità sociale che la legge Basi e il pacchetto fiscale se approvati dal Congresso nazionale”.

Il senatore di San Lorenz ha preso atto dei tentativi dell’UCR e di altre rappresentanze politiche delle province nel Senato nazionale di correggere il testo proveniente dai Deputati, ma ha affermato che le modifiche suggerite non sono state accettate dai negoziatori del governo nazionale, per cui il trattamento in commissione sarà sicuramente prorogato con un finale legislativo incerto.

L’idea dei sindacati è di continuare a parlare con altri senatori e deputati delle minacce che vedono, se la Legge sulle basi e il Pacchetto fiscale saranno approvati per gli interessi e il patrimonio dei lavoratori rappresentati.

 
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