Il governo nazionale non ritirerà l’ambasciatore argentino in Spagna

Lungi dal calmarsi, il conflitto tra il presidente spagnolo Pedro Sánchez e l’argentino Javier Milei continua ad intensificarsi, almeno dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. L’ambasciatore del Paese iberico è tornato lunedì a Madrid e vi resterà per decisione del governo spagnolo, dopo le dichiarazioni rilasciate dal leader nazionale durante la sua permanenza a Madrid dove ha partecipato, nel fine settimana, all’evento organizzato dai lontani -destra Vox, e dove ha dedicato, senza menzionarle, parole a Sánchez e sua moglie, contro i quali c’è una denuncia per traffico d’influenza.

“Non ritireremo il nostro ambasciatore in Spagna”, ha detto il portavoce presidenziale Manuel Adorni nella sua consueta conferenza stampa, dove la questione è stata una di quelle affrontate dai colleghi accreditati a Casa Rosada. D’altra parte, il portavoce presidenziale, in linea con Milei, ha sostenuto che la decisione della Spagna di ritirare il suo ambasciatore dal Paese “rasenta una sciocchezza”.

Questa “è una questione strettamente personale” e “siamo lontani dall’essere in conflitto con il mondo: quello che abbiamo fatto è stato lasciarci alle spalle l’ostilità con il mondo”, ha risposto quando gli è stato chiesto di altre precedenti controversie con i presidenti di Colombia e Messico.

Ancora una volta Adorni ha escluso che la situazione venutasi a creare con la Spagna “abbia qualche interferenza nei rapporti tra i due Paesi o implicazioni nei rapporti commerciali”.

“Un conflitto che non esiste in termini diplomatici non viene né intensificato né attenuato”, ha detto quando gli è stato chiesto se la decisione di non adottare una misura speculare, cioè il ritiro dell’ambasciatore argentino (Roberto Bosch) in Spagna, fosse un modo per ignorare con freddezza la situazione di tensione che si è creata con il governo di quel paese. “Nella frase pronunciata dal presidente Milei sull’evento che ha portato a questi problemi, non li ha menzionati, avrebbe potuto suggerirli, ma era un commento minore su ciò che (il governo Sánchez) stava facendo. C’è stata un’eccessiva reazione che lo mescola in un conflitto tra paesi, poiché non è così, non c’è motivo per cui ci sia venuto in mente di ritirare l’ambasciatore argentino in Spagna, perché non c’è conflitto con la Spagna”, ha concluso.

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Senza legge né accordo

L’altra consultazione riguardava ciò che accadrà sabato prossimo nella città di Córdoba, dove Milei ha invitato a firmare il Patto di maggio. Ma era quasi due mesi fa, il 1° marzo, in occasione dell’inaugurazione del periodo delle sessioni ordinarie del Congresso Nazionale, quando aveva anticipato che quel giorno nella “docta”, come è conosciuta la capitale di Cordoba, si sarebbe svolto ha invitato governatori, ex presidenti e altri rappresentanti della vita istituzionale argentina alla ratifica di dieci punti “fondativi” del loro governo.

Allora ho creduto che entro quella data sarebbe stata approvata la legge Bases, che finora non ha ottenuto una sentenza del Senato e tanto meno una sanzione definitiva da parte del Congresso.

Senza la Legge sulle Basi non c’è la firma del Patto di maggio, ha detto lunedì Milei, ma c’è un evento nella città di Córdoba dove viaggerà con la vicepresidente Victoria Villarruel e i membri del suo gabinetto. Il ritrovo sarà presso il Municipio della stessa città, intorno alle ore 15. In mattinata, è prevista la partecipazione del Presidente al tradizionale Tedeum, presso la Cattedrale Metropolitana.

In cosa consisterà l’evento? Non ci sono ancora dettagli.

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“Cosa sta festeggiando Milei?”

Sono più avanzati i preparativi per la presentazione del libro di Milei, questo mercoledì al Luna Park, dove ci sarà, dopo le formalità che includeranno la partecipazione del deputato José Luis Espert, uno spettacolo con protagonista lo stesso leader nazionale che canterà davanti al pubblico che frequenta il leggendario stadio.

“Cosa festeggia Milei?” ha voluto sapere un collega. “Uno spettacolo al Luna Park è adeguato con la percentuale di povertà, i lavoratori al di sotto della soglia di povertà, l’industria in declino, le aziende che chiudono?”

“Il Presidente non festeggia proprio nulla. Sarà semplicemente presente ad un evento che finanzia, presentando il libro che non ha potuto presentare alla Fiera del Libro. Capisco che se c’è qualcosa di cui il Presidente è personalmente soddisfatto, visto che è un atto che lui stesso finanzia, sia promuovendo un libro che diffondendo le sue idee attraverso la lettura. La ‘celebrazione’ implica questo.”

E riguardo alle segnalazioni di plagio, con frammenti che apparterrebbero ad un ricercatore del Conicet, come rivelato da un’inchiesta giornalistica dei giorni scorsi, Adorni ha assicurato che “tutto rientra ed è inquadrato nel rispetto della legge sulla proprietà intellettuale. No, non c’è niente che può essere contestato.”

 
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