Il prossimo 22 maggio verrà lanciato il progetto Galeón San José

Il prossimo 22 maggio verrà lanciato il progetto Galeón San José
Il prossimo 22 maggio verrà lanciato il progetto Galeón San José

Questo mercoledì, 22 maggio, Cartagena sarà l’epicentro di una nuova pietra miliare nella ricerca scientifica. Oggi le autorità lanceranno ufficialmente il progetto di salvataggio del Galeón San José, una nave spagnola naufragata più di 300 anni fa nel Mar dei Caraibi, al largo di Cartagena.

La missione è guidata da diversi enti nazionali, tra cui il Ministero delle Culture, delle Arti e della Conoscenza, l’Istituto Colombiano di Antropologia e Storia, la Marina Nazionale e la Direzione Generale Marittima (Dimar).

Le autorità hanno chiarito che la fase iniziale del progetto sarà di natura esplorativa, ovvero non saranno previste azioni intrusive per estrarre il relitto.

La caratterizzazione

In questa prima fase del progetto di ricerca, le autorità hanno definito alcune azioni che consentiranno di caratterizzare l’area. Per questo, innanzitutto, verranno utilizzati sensori remoti per effettuare una diagnosi non intrusiva e generare immagini del sito.

Con queste immagini verrà costruito un inventario delle testimonianze archeologiche presenti sui fondali marini, al fine di classificare i materiali e la loro provenienza. Da questa rilevazione verrà stabilito un punto di partenza per il livello di deterioramento degli elementi identificati.

Parallelamente, le autorità faranno progressi nell’equipaggiamento di una nave da ricerca subacquea con tecnologie di posizionamento dinamico e acustico. Prepareranno inoltre un veicolo telecomandato con sensori e strumenti che sarà in grado di scendere nelle profondità del mare.

Con questo sistema verrà realizzata la documentazione digitale del contesto archeologico con testimonianze cinematografiche, fotografiche e fotogrammetriche georeferenziate.

Saranno presenti i boliviani

Gli indigeni boliviani della nazione Qhara Qhara hanno invece annunciato che saranno presenti insieme a cinque esperti al lancio del progetto di ricerca.

La comunità indica che una parte del tesoro sommerso proviene da minerali estratti dal Cerro Rico de Potosí, in Bolivia, che era una delle principali fonti di reddito per la Spagna in epoca coloniale.

Per questo motivo insistono affinché una parte del relitto venga portata come campione alla nazione Qhara Qhara, mentre il resto sia esposto in un museo per la conservazione.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV 25 stand saranno presentati al festival Fuego, Humo y Sabores
NEXT Socialize benefici per i proprietari di edifici storici