Terapia intensiva, Córdoba, medici, infermieri, professionisti sovraccarichi, lavoro – Córdoba

Terapia intensiva, Córdoba, medici, infermieri, professionisti sovraccarichi, lavoro – Córdoba
Terapia intensiva, Córdoba, medici, infermieri, professionisti sovraccarichi, lavoro – Córdoba

L’Unità di Terapia Intensiva (ICU) di Córdoba è ai livelli minimi. Da mesi diversi sindacati denunciano che il sistema sanitario pubblico andaluso è teso a livelli difficili da sostenere e che diversi servizi ospedalieri sono in uno stato di caos. situazione criticaA. Ciò è particolarmente vero nelle unità di terapia intensiva.

Dopo la pandemia questo problema è aumentato a causa dello stress a cui è stato sottoposto il sistema, e in particolare nella capitale, per aver ampliato le unità di terapia intensiva senza per questo ampliare l’organico. Il sovraccarico vCi sono sia medici che infermierioltre agli assistenti e alle guardie, perché la squadra che lavora in questa Unità fa così una macchina ben oliata.

Abbiamo parlato con Francisco Gracia, presidente dell’Unione Medica di Córdoba, che ha spiegato che “i livelli di sovraccarico nel Le terapie intensive provinciali sono intollerabili con deficit di copertura, soprattutto tra i medici, che raggiungono il 50% in forma cronica e finiscono per sviluppare patologie legate o causate dalla condizioni di lavoro, come il burnout“.

Personale medico alle porte della direzione medica e infermieristica

Dai dati emerge che vengono effettuati 8-9 turni al mese, oltre alla giornata lavorativa ordinaria, con il danno che ciò comporta non solo per la salute del professionista stesso, ma anche per il suo diritto a conciliare vita familiare e personale.

Questa situazione è stata segnalata più volte dai sindacati alla direzione corrispondente durante questo periodo, senza ottenere una risposta concreta. Lo assicura però la direzione dell’Ospedale Reina Sofía Stanno cercando una soluzione. Nel caso della terapia intensiva di questo ospedale, anche gli stessi professionisti hanno comunicato per iscritto la situazione che stanno vivendo, con una sovraccarico di lavoro che sta causando un aumento delle assenze per malattia tra i professionisti.

ASSISTENZA INFERMIERISTICA

La situazione colpisce anche gli infermieri. Gumersindo Calvo ha spiegato a COPE che “dobbiamo tener conto che il Reina Sofía è un centro ospedaliero di riferimento provinciale in cui vengono curate situazioni vitali come l’infarto cardiaco e i codici ICTUS, essendo un riferimento a livello andaluso nel trapianto cardiaco, avendo anche il Procedura ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana) e collaborazione nella terapia CART, tutti situazioni altamente complesse in cui questi professionisti sono decisivi nel salvare la vita del paziente.

Negli ultimi due anni il numero dei posti letto in questo Ospedale è aumentato da 32 a 40, e nei picchi, abitualmente, Questa unità ha un’occupazione media del 90%, che raggiunge il 125% nei periodi di sovraccarico. Questo aumento del carico di lavoro non è stato compensato da un aumento del numero di medici, che Attualmente conta 22 specialisti (8 dei quali temporanei) ai quali si aggiungono un Capo Servizio e un Capo Sezione.

Inoltre, assicurano che non siano rispettati i rapporti medico-paziente raccomandati sia dalle Società Scientifiche (Società Spagnola di Terapia Intensiva) che dal Ministero della Salute, il che indica che sarebbero necessari almeno altri 5 medici, senza tener conto situazioni quali esenzioni dal servizio per età, partenza dal servizio o congedo per malattia, che possono aumentare in una situazione di rischio che espone i professionisti all’esaurimento fisico ed emotivo. Serve da esempio che gli ospedali di altre province e di dimensioni simili a Reina Sofía hanno 10 letti in meno con un personale simile.

Tenendo conto di tutti questi dati, con a Terapia intensiva di riferimento per entrambe le nostre province Per quanto riguarda Jaén in diverse specialità e un riferimento regionale nel trapianto polmonare, riteniamo che Córdoba sia chiaramente emarginata rispetto al resto delle province, con un modello di gestione tanto carente quanto inefficiente.

Secondo fonti consultate dal COPE siamo di fronte ad un problema di carattere provinciale carenza di medici nei nostri ospedalicon una situazione di sovraccarico insostenibile non solo nel reparto di terapia intensiva del Reina Sofía, ma anche nel Zone Sud e Nord della nostra provincia (Cabra, Campiña e Pozoblanco), situazione che, in misura maggiore o minore, si riscontra anche in oaltri servizi ospedalieri.

RISPOSTA DELL’OSPEDALE REINA SOFÍA

La direzione dell’Ospedale Universitario Reina Sofía di Córdoba, guidata dal Dott. Francisco Triviño, ha assicurato che siano prendere l’iniziativa per affrontare i recenti incidenti nell’Unità di Terapia Intensiva (ICU). Nelle ultime settimane ci sono stati problemi di personale che hanno ha influenzato significativamente questa unità critica dell’ospedale. Il dottor Triviño ha sottolineato che si sta lavorando intensamente per risolvere questi incidenti e garantire che l’unità di terapia intensiva continui a offrire cure di alta qualità ai pazienti.

“Siamo impegnati a coprire gli incidenti delle ultime settimane per garantire il funzionamento ottimale dell’unità di terapia intensiva”, ha dichiarato. Inoltre la direzione dell’ospedale ha voluto esprimere a profonda gratitudine ai professionisti dell’UCI per il loro impegno e dedizione. “Siamo consapevoli dell’aumento della complessità dei pazienti in questa unità e del coinvolgimento dell’équipe umana”, ha affermato Triviño, riconoscendo il duro lavoro e dedizione del personale in momenti particolarmente difficili.

 
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