La nuova “play” di Petro per fare l’Assemblea Costituente

La nuova “play” di Petro per fare l’Assemblea Costituente
La nuova “play” di Petro per fare l’Assemblea Costituente

19:10

Con la tesi che “l’accordo di pace dell’Avana non è stato concluso”, l’ex ministro degli Esteri Álvaro Leyva ha scoperto quella che sarebbe l’ultima lettera del presidente Gustavo Petro per convocare un’Assemblea Nazionale Costituente.

Leyva ha pubblicato una specie di discorso sul suo”.

All’inizio molti hanno preso quella frase come una specie di scherzo, poiché si diceva che Petro, in qualità di capo di Stato, sarebbe andato all’ONU per denunciare lo Stato per non aver adempiuto al suo compito.

Ma ora sembra essere chiaro quale sia la strategia alla base. Risulta che nell’introduzione dell’Accordo di pace firmato all’Avana c’è una frase, che Leyva ha letto nel suo messaggio, che dice: “Con l’obiettivo di consolidare ulteriormente le basi su cui si costruiranno la pace e la riconciliazione nazionale una volta che la conclusa la procedura di approvazione, inviterà tutti i partiti, i movimenti politici e sociali e tutte le forze vive del Paese a concludere un grande accordo politico nazionale volto a definire le riforme e gli aggiustamenti istituzionali necessari per affrontare le sfide che la pace esige lanciando un “nuovo quadro di convivenza politica e sociale”.

Si amano allora incollare l’espressione “un grande accordo politico nazionale” per trasformarla in un appello ad un’Assemblea Costituente.

Quanto è possibile?

Il dibattito e la polemica tra gli specialisti iniziano da ora in poi. Alcuni già affermano che, poiché si trova nell’introduzione, non è necessariamente vincolante. Altri sottolineano la necessità di rispettarla. Per ora si tratta di letture preliminari, dato che la “piccola mossa” del governo è stata annunciata solo mercoledì scorso.

Sarebbe molto paradossale se Se il governo di Gustavo Petro chieda un “accordo nazionale” o una “assemblea costituente” sotto l’egida dell’Accordo di Pace se si tiene conto che è stato proprio accusato da alcuni dei suoi seguaci e detrattori di non aver rispettato l’accordo.

Come ha appreso EL COLOMBIANO, Dietro questa strategia non c’è solo l’ex ministro degli Esteri Álvaro Leyvache nonostante sia stato sospeso dalla Procura Generale, potrebbe diventare una sorta di consigliere di pace del presidente Petro, se non Ci sarebbe anche l’ex magistrato, vicino a Petro, Julio César Ortiz, che aspira anche lui alla Procura Generale. Generale della Nazione.

Vale la pena ricordarlo Martedì 14 maggio, durante un discorso, ha parlato del processo di attuazione degli accordi di pace con le FARC e ha attirato l’attenzione perché ha assicurato che si sarebbe recato personalmente alle Nazioni Unite per notificare che lo Stato colombiano non vuole rispettare gli accordi di pace firmati.

“Quali sono le conseguenze della decisione della Colombia? Voglio che la discussione sia aperta, perché andremo alle Nazioni Unite, ogni tre mesi dobbiamo andarci, questo non è un gioco, ma questa volta andrà il Presidente della Repubblica e avrà dire in modo definitivo che lo Stato della Colombia non vuole rispettare l’accordo di pace firmato”, ha affermato il presidente Petro dalla Casa di Nariño.

 
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