Delitto a Las Talitas: rifiutano il processo abbreviato

Delitto a Las Talitas: rifiutano il processo abbreviato
Delitto a Las Talitas: rifiutano il processo abbreviato

La Procura ha proposto che la persona accusata di aver aggredito un ex gendarme riceva tre anni di libertà vigilata.

La giustizia ha rifiutato di condannare in rito abbreviato l’imputato Juan Carlos Burriguin (40 anni) per il delitto di Florentino Silverio Gutiérrez (68), l’ex gendarme che viveva a Las Talitas. La Procura e la difesa hanno chiesto una condanna a tre anni di reclusione con la condizionale per il reato di lesioni gravi, ma la denuncia e i parenti della vittima si sono opposti all’accordo, hanno presentato una diversa tesi della causa e hanno chiesto che si svolgesse un’udienza orale e pubblica. si svolge il processo.

Il 6 gennaio, Gutiérrez o “Cachito”, come lo conoscevano i suoi vicini, è stato trovato morto nella sua abitazione situata al numero 100 di Pasaje Granaderos, El Colmenar. Gli investigatori della Divisione Omicidi e della Procura della Omicidi Fiera, surrogati da Carlos Sale, ricostruirono che “Cachito” aveva subito un’aggressione il giorno prima della sua morte. Un punto chiave dell’indagine è stato che la vittima, prima di morire, ha identificato la persona che l’aveva aggredita. La Procura della Repubblica ha quindi imputato a Burriguin il reato di lesioni gravi.

Secondo la tesi della MPF, il 5 febbraio Burriguin si è presentato a casa di “Cachito” insieme ad una donna ancora non identificata e lo ha picchiato, provocandogli ferite da taglio alla testa e alla zona del viso. A causa delle ferite riportate è stato trasferito all’ospedale Padilla ma nel giro di poche ore ha firmato una dimissione volontaria per lasciare la clinica. Il giorno dopo morì.

Il risultato dell’autopsia è stato un elemento chiave per la Procura per definire quali accuse muovere contro Burriguin. Il referto medico confermava che Gutiérrez non era morto per le ferite provocate dall’imputato, ma per una broncoaspirazione del contenuto gastrico.

Ieri la Procura penale, guidata da María del Carmen Reuter, ha presentato al giudice María Alejandra Balcázar l’accordo sul processo abbreviato raggiunto con l’imputata, Mirta Mariana Santillán, che prevedeva la condanna dell’imputato a tre anni di libertà vigilata. Sebbene Burriguin abbia ammesso di aver commesso il delitto, il denunciante José María Ledesma Costas e la famiglia della vittima si sono opposti all’abbreviazione e hanno chiesto che si tenesse un processo orale e pubblico.

Nel motivare la sua posizione, l’avvocato ha precisato che essi hanno una tesi diversa da quella della MPF e che, a suo avviso, Burriguin dovrebbe essere condannato per i reati di privazione illegittima della libertà e rapina aggravata da lesioni, quindi non lo farebbe. Dovrebbe ricevere una condanna a morte condizionale.

Il procuratore aggiunto Andrea Carlino ha spiegato che la MPF non poteva provare che ci fosse stata una rapina o una privazione illegittima della libertà, motivo per cui si è espressa in disaccordo con la proposta di Ledesma Costas. Alla fine il giudice ha deciso di respingere l’abbreviato affinché la denuncia potesse approfondire la sua tesi.

 
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