El Brujo arriva questo sabato al Gran Teatro di Córdoba con “Il viaggio del mostro feroce”

El Brujo arriva questo sabato al Gran Teatro di Córdoba con “Il viaggio del mostro feroce”
El Brujo arriva questo sabato al Gran Teatro di Córdoba con “Il viaggio del mostro feroce”

Raffaele Álvarez Il mago La speciale programmazione della Fiera si chiude questo sabato 25 maggio al Gran Teatro con il suo nuovo spettacolo, Il viaggio del mostro feroceun montaggio in cui rende omaggio agli interpreti del l’età d’oro che, per il creatore del teatro, sono una parte essenziale della scena spagnola dell’epoca.

Il Lucentino è un mostro in questa performance, non è un attore, ma l’attore che riesce a trasformarsi in tutti i personaggi che cita Lope de Vega nell’elogio da cui El Brujo ha preso spunto per realizzare questo pezzo: “Qui è un uomo, là una donna; / Qui un bambino, là un gigante… / È lui che nel tablao / fa tutte queste cose / quando vuole rappresentare / e appare in tante commedie. / Ora esce un giovane valoroso, / ora esce vecchio, ora paggio, / ora pazzo, ora portoghese, / ora ubriaco, ora studente…”

Sul palco accompagnati solo dalla musica dal vivo Javier Alejano, il regista, autore della versione e interprete cordobese presenta la sua biografia teatrale attraverso un viaggio attraverso testi classici di autori come Lope de Vega, Quevedo, Cervantes, Calderón de la Barca, Shakespeare, Santa Teresa de Jesús o San Juan de la Attraverso. “Questo viaggio”, spiega, “è il mio viaggio attraverso le scene in cui si celebrano ancora le vestigia della gloria irripetibile del Secolo d’oro spagnolo. Il pubblico mi ha reso per necessità un mostro feroce e così ho adempiuto alla mia parte di eredità”.

Presentato in anteprima lo scorso anno al Comedy Theatre of the Compagnia Nazionale di Teatro Classico, la produzione è stata concepita per questo scenario ed è nata da un’offerta di El Brujo a Lluís Homar, direttore del CNTC, che gli ha suggerito di fare qualcosa di nuovo basandosi sul repertorio classico. L’attore è partito dal già citato elogio di Lope de Vega, che definisce “un grande omaggio alla figura dell’attore”, attorno alla quale “ruota il teatro classico dell’Età dell’Oro”.

Secondo lui, “coloro che hanno davvero reso lo spettacolo un evento sociale non sono stati gli autori, ma gli attori”, che sono diventati gli intermediari che hanno trasmesso le parole del drammaturgo. “Lope sapeva che senza l’attore, senza quell’intermediazione, non avrebbe potuto raggiungere il pubblico popolare”, dice.

La messa in scena di Il viaggio del mostro feroce, caratterizzato dalla ricerca estetica, porta l’impronta personale dell’artista cordovese, il quale chiarisce di cercare sempre “la semplicità perché voglio che le persone ascoltino i testi e si connettano con me, non con strani gadget che distraggono”. Lo scenario basato sui tappeti rossi lo è Squadra scenografica PEBil progetto luci di Miguel Ángel Camacho si adatta ai testi e al ritmo dell’opera, i costumi sono di Georgina Moustellier e la direzione musicale di Javier Alejano.

El Brujo ha alle spalle una carriera ampia e prolifica nella quale ha combinato con successo l’attività teatrale con il lavoro nel cinema e in televisione. Gran parte di esso risponde al suo amore per letteratura classica: “Sono entrato – dice – nell’Età dell’Oro all’improvviso e ho scoperto una meraviglia. Sono passato dal non capire nulla al trovare una scatola del mistero che mi è stata svelata”. Una carriera, d’altronde, che lo ha reso uno degli attori più apprezzati e amati del panorama nazionale.

 
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