Milei nel tedeum: l’annunciatore ufficiale “si è dimenticato” di Nicolás Posse e di altri dati cromatici di Plaza de Mayo

Milei nel tedeum: l’annunciatore ufficiale “si è dimenticato” di Nicolás Posse e di altri dati cromatici di Plaza de Mayo
Milei nel tedeum: l’annunciatore ufficiale “si è dimenticato” di Nicolás Posse e di altri dati cromatici di Plaza de Mayo

Javier Milei ha ignorato Nicolás Posse al Tedeum della Cattedrale Metropolitana

Questi sono tempi strani per il governo. E in rari casi tutto viene guardato con più attenzione. Alcune dimenticanze che un tempo generavano soltanto una smorfia di sorpresa, ora scatenano diverse interpretazioni. Il caso del tedeum al quale ha partecipato il presidente Javier Milei nella Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires si adatta perfettamente a questa situazione.

All’inizio della tradizionale passeggiata dalla Casa Rosada al tempio di Rivadavia e San Martín, l’annunciatore della trasmissione ufficiale ha nominato uno per uno coloro che accompagnavano il presidente e la vicepresidente Victoria Villarruel.

“Il Presidente è accompagnato personalmente in questo viaggio, compreso il Ministro degli Interni, Guillermo Francos; il Ministro degli Affari Esteri, Diana Mondino; il Ministro della Difesa, Luis Petri; il Ministro dell’Economia, Luis Caputo; il Ministro della Giustizia, Mariano Cúneo Libarona; il Ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich; il Ministro della Salute, Mario Russo; il Ministro del Capitale Umano; Sandra Pettovello; il Segretario Generale della Presidenza della Nazione, Karina Milei, i segretari di Stato e gli ospiti speciali”, si legge nell’annunciatore. E Posse? Silenzio…

Il momento in cui Posse è stato più vicino a Milei, il presidente con cui non parla da settimane (foto Reuters)

Il Governo è arrivato a quella passeggiata con versioni forti di un’imminente partenza del Capo di Stato Maggiore dal Governo e ha riferito che il rapporto personale e amichevole è stato incrinato da una direzione che va avanti con crescenti difficoltà. A ciò si aggiunge un’inimicizia manifesta anche con Karina Milei, la persona più potente nell’ambiente del leader libertario. Ecco perché l’oblio ha innescato molteplici interpretazioni.

Ma l’oblio non fu l’unico gesto che la silenziosa Posse dovette sopportare. Il Capo di Stato Maggiore si è piazzato in quella fila per il cammino abbastanza lontano da Milei e Villarruel – che per gran parte del tragitto sono avanzati tenendo il braccio del capo dello Stato – e, al termine del tedeum dell’arcivescovo Jorge García Cuerva, si è recato in uno dei pochi che non salutarono. Da Francos a Bullrich, da Pettovello a Mario Russo, ha salutato uno per uno, ma né Posse si è avvicinato per stringergli la mano né il capo dello Stato è riuscito ad avvicinarlo, come ha fatto con Pettovello, che era quasi dall’altra parte . della banca dove si trovavano per protocollo.

Il presidente dell’Argentina, Javier Mile, saluta il suo arrivo questo sabato nella Cattedrale di Buenos Aires. (foto dell’EFE)

In una gelida mattinata, solo poche centinaia di persone autoconvocate si sono avvicinate a Plaza de Mayo per salutare il breve passaggio del capo dello Stato. Milei ha camminato con il suo gabinetto dalla Casa Rosada, ha percorso i 2090 metri lungo il viale Rivadavia, fino ad entrare nella Cattedrale Metropolitana, dove è stato ricevuto come di consueto dai collaboratori dell’arcivescovo.

È entrato per ascoltare il tedeum e condividere una preghiera con tutti i presenti: c’erano rappresentanti di altre fedi oltre al cattolicesimo. Al termine dell’evento religioso, è tornato alla sede del Governo per poi intraprendere il viaggio a Córdoba, dove si speculava sulla presenza o meno dello stesso Posse: dopo mezzogiorno, è stato confermato che sarebbe stato lì.

Il Ministro degli Esteri Diana Mondino parla con il Capo di Stato Maggiore, Nicolás Posse (foto Adrián Escándar)

Oltre ai funzionari nazionali, erano presenti anche i membri dell’Esecutivo della città di Buenos Aires, con a capo Jorge Macri insieme alla vice capo Clara Muzzio, e i ministri di Buenos Aires. Erano presenti anche ospiti speciali, deputati, senatori nazionali, legislatori, capi delle Forze Armate, diplomatici e altre autorità.

All’uscita si è verificato un momento di tensione dovuto ad un uomo che ha iniziato ad insultare il Presidente con varie lamentele. L’uomo è stato rimproverato e perfino preso a pugni, mentre continuava a gridare imprecazioni. “Traditore, venditore del paese”, ha gridato, aggrappandosi alle recinzioni installate intorno a Plaza de Mayo, in mezzo a un enorme dispositivo di sicurezza e con la stampa a 100 metri di distanza.

La partenza di Milei da Tedeum

 
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