Misiones, uno dei primi ad aderire al pronunciamento del 25 maggio 1810

A quel tempo l’attuale provincia era divisa in tre dipartimenti ed era governata ad interim da Rocamora. A Candelaria è stato annunciato il sostegno alla causa Mayo

Poenitz, dottore in Antropologia e specialista in Storia regionale. Foto: M. Rodríguez

L’Argentina celebra oggi il 214° anniversario della Rivoluzione di Maggio del 1810. Da allora si sostiene che “è nata la Patria”, il cui concetto e portata si spiegano anche con il ruolo storico che ebbe allora Misiones, poiché fu la prima provincia ad aderire alla causa di Mayo. Inoltre, ripercorriamo come siamo arrivati ​​a quell’incontro che ebbe luogo nella Plaza de la Victoria, oggi trasformata in Plaza de Mayo, descrivendo nel dettaglio quale fosse il contesto sociale, economico e politico in quel momento e chi furono i principali protagonisti e i ruoli ricoperti. Tutto quanto sopra rappresenta parte delle consulenze effettuate al dottore in Antropologia, storico, docente e ricercatore Alfredo Poenitz.

Nei Colloqui con El Territorio si fa un ripasso storico con lo specialista, che fornisce uno sguardo esaustivo sui primi anni dell’emergere della Patria.

Qual era la situazione politico-amministrativa della provincia Guarani prima della Rivoluzione di Maggio del 1810?

Misiones, al tempo della Rivoluzione di Maggio, faceva parte del Governatorato-Intendenza del Paraguay, dipendente dal Vicereame del Río de la Plata, sotto il comando di Bernardo de Velazco. Nel 1809, il viceré Liniers, che conosceva Misiones e le sue città, perché le aveva governate dal 1803 al 1804, nominò governatore ad interim di questo distretto il colonnello nicaraguense Tomás de Rocamora, che in precedenza si era distinto come pianificatore dell’insediamento di Entre Ríos e fondatore delle sue prime tre città, Gualeguay, Gualeguaychú e Concepción del Uruguay. Vale a dire che al tempo della rivoluzione di maggio, colui che comandava Misiones era Don Tomás de Rocamora.

Che ruolo ha avuto Tomás de Rocamora come governatore di Misiones?

L’amministrazione di Rocamora durò pochi mesi e il ruolo principale che dovette svolgere era quello di vigilare i confini di fronte alla presenza portoghese, quindi la sua amministrazione si svolse da città come Santo Tomé e Yapeyú. Mentre si trovava in questa città fu sorpreso dalla notizia della rivoluzione avvenuta a Buenos Aires nel maggio 1810, notizia che ricevette solo il 18 giugno a causa della lentezza delle comunicazioni in quel momento. Per questo motivo colpisce ancora trovare i resoconti inviati da Rocamora al viceré Cisneros sulla situazione delle frontiere tra il periodo della rivoluzione di maggio e la metà di giugno.

In quali circostanze Misiones è stata la prima provincia ad aderire alla pronuncia del 25 maggio?

Rocamora ricevette la Circolare del Consiglio del Governo Provvisorio che informava della sua istituzione il 18 giugno 1810 e si unì immediatamente a Misiones per la causa di Mayo. Ma è importante chiarire che il Consiglio Corrientes, che aveva ricevuto le circolari sui fatti di Buenos Aires del 6 giugno, in una sessione straordinaria ha accettato quasi senza opposizione la legalità del nuovo governo. Sotto questo aspetto, la sua adesione alla causa indipendentista era anteriore a quella di Misiones.

L’atteggiamento spontaneo di Rocamora lo portò ad immediati problemi con subordinati di posizioni opposte e con lo stesso governatore Velazco.

A quel tempo, Misiones era divisa in tre dipartimenti governati da sottodelegati sotto Rocamora. Erano José de Láriz a Yapeyú, Pablo Thompson a Concepción e Francisco Martínez Lobato a Candelaria.

Quest’ultimo, ricevuta la notizia da Rocamora, indisse una cerimonia alla presenza dei corregidor e dei capi principali delle otto città del suo dipartimento per solennizzare il riconoscimento del nuovo governo. Quel giorno, riuniti nella Sala Capitolare di Candelaria, si è letta la documentazione ricevuta in guaraní e poi, spostandosi nella piazza, si è svolta la stessa procedura davanti al popolo riunito. Poi è stata celebrata la Messa solenne e il Tedéum, come in tutte le grandi celebrazioni.

Il sottodelegato Pablo Thompson, invece, ebbe un atteggiamento più evasivo e pochi giorni dopo si unì alla parte reggente. José de Láriz, dal canto suo, ebbe atteggiamenti cospiratori contro Rocamora, che gli valsero l’arresto e l’invio alle nuove autorità di Buenos Aires.

Da parte sua, il governatore del Municipio del Paraguay, Bernardo de Velazco, rimase fin dall’inizio in aperta opposizione alla Giunta di Buenos Aires e il 24 luglio, dopo aver convocato un Congresso provinciale, decise di riconoscere l’autorità suprema della Reggenza Consiglio insediato a Cadice. Asunción si unì così al centro reazionario di Montevideo.

Subito dopo la decisione del Congresso, Velazco ordinò a Rocamora di formalizzare il giuramento solenne davanti al Consiglio di Cadice, cosa che indusse il governatore missionario ad informare la Giunta di Buenos Aires, chiedendo a sua volta l’appoggio militare in caso di una possibile rappresaglia da parte di quest’ultima. Dato il ritardo nell’arrivo delle truppe di Buenos Aires, il 19 agosto, il sottodelegato di Candelaria Francisco Martínez Lobato, ha celebrato la stessa cerimonia dell’8 luglio precedente nella sala capitolare della città, ma questa volta per riconoscere e giurare fedeltà al Consiglio di Reggenza spagnola. Una cerimonia simile si è svolta nel dipartimento di Santiago.

Quali circostanze portarono Misiones a far parte delle Province Unite del Río de la Plata?

Nell’agosto 1810, dopo la decisione del Congresso di Asunción, Velazco preparò una forte truppa di 600 uomini e si diresse a Misiones per dare una lezione a Rocamora. Il 30 agosto si trovava a Candelaria e poi si stabilì a San José dove chiese il trasferimento in quel punto di tutte le armi che esistevano nel territorio. Poi si diresse a Santo Tomé, dove si trovava il governatore Rocamora con una forza di soli 80 uomini. Una grande piena del fiume Aguapey ha impedito alle forze paraguaiane di attaccare il governatore “ribelle” a metà settembre. Velazco tornò ad Asunción, ma le disperate richieste di sostegno di Rocamora costrinsero la giunta di Buenos Aires a inviare il deputato Manuel Belgrano a capo di una colonna per cercare di convincere il Paraguay a cambiare il suo atteggiamento nei confronti della rivoluzione. Nel frattempo Rocamora ottenne che il 16 settembre 1810 il Consiglio definisse la totale separazione di Misiones da ogni rapporto di dipendenza dal Paraguay, incorporandolo al resto delle Province Unite del Río de la Plata.

Quali furono le principali cause esterne della Rivoluzione di maggio?

Tra le principali cause della Rivoluzione di maggio si possono identificare sia fattori interni che esterni, vale a dire.

La principale causa esterna fu l’invasione francese della Spagna nel 1808. Lì Napoleone Bonaparte fece prigionieri il re Carlo IV e il suo erede Ferdinando VII, sostituendoli con suo fratello Giuseppe Bonaparte. Questa manovra, conosciuta come la Farsa di Bayonne, mise in crisi la monarchia spagnola e generò un vuoto di potere nell’impero coloniale spagnolo, di cui approfittarono i territori coloniali americani come il Río della Plata, dove ragioni interne lo spingevano da tempo. anni le idee di emancipazione dal potere spagnolo.

Un altro motivo importante fu l’influenza che l’emancipazione delle colonie inglesi nel Nord America ebbe sulla società di Buenos Aires con la fondazione di un paese indipendente, gli Stati Uniti.

Com’era la scena interna in quel momento?

Chiaramente l’ambiente interno della società del River Plate (soprattutto a Buenos Aires) era in una situazione molto favorevole per provocare una rivoluzione indipendentista. Innanzitutto perché nel mondo succedevano tante cose. La Rivoluzione francese, ad esempio, aveva messo sotto scacco le monarchie europee e promosso ideali di libertà e uguaglianza che entusiasmavano gli abitanti di Buenos Aires, soprattutto quelli legati alla vita commerciale. Questo settore era molto arrabbiato con la corona spagnola perché per diversi decenni aveva creato una borghesia molto forte che aveva rotto il monopolio commerciale spagnolo e avviato affari con l’Europa attraverso la Colonia del Sacramento. Si sentirono traditi dalla corona spagnola perché il motivo principale per cui era stato creato il vicereame era stato quello di rafforzare il porto di Buenos Aires in modo da poter completare il contrabbando attraverso Colonia.

Essi, cioè, ebbero un ruolo molto importante in questo fatto, ma il governo spagnolo li pose in condizioni inferiori rispetto ai mercanti recentemente arrivati ​​dalla penisola iberica. Credo che questa sia una delle ragioni fondamentali della rivoluzione di maggio, il fastidio dei locali per la disuguaglianza dei diritti rispetto ai peninsulari.

Allo stesso modo, la stessa società creola era in condizioni inferiori rispetto agli spagnoli nati nella penisola. L’ambiente era favorevole allo scoppio della rivoluzione.

D’altra parte, non bisogna lasciare da parte il patriottismo e l’autostima sociale che il popolo di Buenos Aires provava per aver sconfitto gli inglesi nelle invasioni del 1806 e 1807. Lì i creoli avevano preso coscienza della loro capacità di lottare per la propria libertà. e sovranità territoriale. Le autorità spagnole erano state screditate da questi eventi, tanto che fu la pressione sociale a portare alla destituzione del viceré Sobremonte e all’elezione di Santiago de Liniers, eroe della Reconquista.

Qual è il significato di Patria?

Il termine patria deriva dal latino “terra patria”, la terra dei nostri padri. Nel XVIII secolo questo concetto aveva un uso monarchico.

La Grande Patria è quella alla quale si apparteneva e si doveva mantenere servizio e fedeltà. E la Grande Patria era la Spagna. A partire dalle ribellioni americane, il liberalismo ha implementato il concetto di definire un luogo in cui gli individui si sentano liberi di sviluppare la propria vita privata in comunità. Ecco perché il concetto di Patria è associato a Libertà e Costituzione contro il dispotismo monarchico. È così che il concetto di Patria è legato alla causa rivoluzionaria americana.

Profilo

Alfredo Poenitz
Dottore in Antropologia Storico, docente e ricercatore specializzato in Storia Missionaria Regionale, in particolare nel periodo post-gesuitico.

Tra i suoi libri ricordiamo: ‘Missioni. Provincia guaranítica. Difesa e dissoluzione (1769-1830)’ (1993); ‘L’eredità missionaria’ (2000); ‘Corrientes Jesuitica’ (2003), scritto in collaborazione con il Dott. Ernesto Maeder; «Meticcio del Litoral. I loro modi di vivere a Loreto e San Miguel’ (2012), tra gli altri. Membro corrispondente delle Missioni dell’Accademia Nazionale di Storia, è stato membro direttore di Coneau fino al 2023, attualmente vicerettore dell’Università Gastón Dachary.

L’inizio del cammino verso l’indipendenza

 
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