Articolo: Africa-Cuba, insieme per il futuro

Articolo: Africa-Cuba, insieme per il futuro
Articolo: Africa-Cuba, insieme per il futuro

Yimel Díaz Malmierca -trabajos.cu.- Sabato 25 maggio il mondo ha celebrato la Giornata dell’Africa, dove rimane la terra dove ha avuto inizio la vita e il segreto che permetterà alla specie umana di perpetuarsi.


Per i cubani, il legame con quel continente ha origine nella terribile schiavitù che ha sradicato milioni di indigeni dalla loro terra e ha messo alla prova la loro capacità di resistenza. Raramente si è vista una crudeltà maggiore. Ma gli africani resistettero e germogliarono per dare il tono culturale ai luoghi in cui trovarono una sede definitiva.

Se si chiedesse a un cubano nero se si sentisse parte di quella diaspora quasi universale di cui parlano gli africanisti più radicali, probabilmente direbbe di no. D’altro canto, riconoscerei la simpatia suscitata dal continente nel quale siamo ritornati più e più volte nel corso della storia.

Il trionfo della Rivoluzione cubana del 1959, caratterizzata tra l’altro da una politica estera di solidarietà, gettò le basi per una riunione costruttiva e collaborativa, fondamentalmente in settori come la diplomazia, l’istruzione e la sanità. Cuba intrattiene attualmente relazioni bilaterali con i 55 stati membri dell’Unione Africana e con organizzazioni d’integrazione regionali e subregionali.

Più di 350mila cubani hanno partecipato a campagne internazionaliste in Africa e migliaia di collaboratori civili hanno mantenuto la loro presenza in quel continente dallo spiegamento della prima brigata medica in Algeria, proprio nell’anno in cui venne creata l’Organizzazione dell’Unità Africana (OUA ) nel 1963, oggi Unione Africana.

Fino al 2017, più di 30mila studenti provenienti da tutti i paesi africani avevano studiato varie specialità a Cuba ed erano tornati nelle loro nazioni per restituire ciò che avevano imparato. Molti di loro hanno acquisito una notevole leadership all’interno delle loro società. Questa collaborazione non è stata interrotta nemmeno dalla pandemia di covid-19 che ha paralizzato il mondo.

L’Africa si propone di avanzare nello sviluppo, basandosi soprattutto sulle proprie potenzialità. In questo senso, il Ministero degli Esteri cubano ha riconosciuto che l’Agenda 2063, elaborata nel 2013 dall’Unione Africana, prevede numerosi spazi per l’inserimento della nazione delle Antille, soprattutto nella proposta promossa dall’UA di istituire Centri Regionali di Controllo delle Malattie, che che è già stato concordato con l’Unione Africana”.

Conoscitore dell’anima africana, il diplomatico cubano Ángel Villa ha illustrato con un proverbio molto usato in quella cultura il cammino lungo il quale si svilupperanno le future relazioni tra Cuba e l’Africa: “Un amico è come una fonte d’acqua durante un lungo viaggio”. .

 
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