Cuba allerta sull’impatto del cambiamento climatico negli Stati insulari • Lavoratori

Cuba allerta sull’impatto del cambiamento climatico negli Stati insulari • Lavoratori
Cuba allerta sull’impatto del cambiamento climatico negli Stati insulari • Lavoratori

Il vicepresidente di Cuba, Salvador Valdés, ha denunciato questo lunedì che i piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrano le maggiori perdite dovute al cambiamento climatico e ai disastri naturali.

Valdés ha sottolineato che gli effetti generano costi annuali pari all’8% del reddito nazionale di questi paesi.

Lo ha espresso il ministro cubano nella IV Conferenza Internazionale sui Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo (SIDS), spazio in cui ha invitato “a mobilitare risorse internazionali nuove, aggiuntive, prevedibili e adeguate per capitalizzare il fondo delle perdite e dei danni derivanti dai cambiamenti climatici”. modifica.” .

Come riporta la Presidenza della Repubblica sul social network

La IV Conferenza mira a valutare la capacità dei SIDS, circa 60 piccoli territori insulari nei Caraibi, nel Pacifico e nell’Oceano Indiano, di raggiungere uno sviluppo sostenibile.

Patrocinato dalle Nazioni Unite, il forum riunirà fino al 30 più di cinquemila delegati a Saint John, Antigua e Barbuda.

Discorso del Vice Presidente della Repubblica di Cuba, Salvador Valdés Mesa, nel dibattito generale della IV Conferenza dei Piccoli Stati insulari in via di sviluppo. Antigua e Barbuda, 27-30 maggio

Presidente,

Eccellenze,

Illustri delegati e ospiti,

Sono onorato di partecipare a questo evento storico, nella terra della nazione caraibica sorella di Antigua e Barbuda, alla quale siamo uniti da duraturi legami di amicizia.

Dall’adozione del Samoa Pathway dieci anni fa, sono emerse sfide nuove e più grandi.

Le nostre nazioni si trovano ad affrontare prospettive economiche internazionali avverse e impegnative, caratterizzate da elevati livelli di debito, inflazione, crisi alimentari, energetiche e climatiche, e da un accesso limitato ai finanziamenti a causa del nostro status di paesi a reddito medio.

In essi si concentrano le maggiori perdite dovute al cambiamento climatico e ai disastri naturali, che generano costi annuali pari all’8% del nostro reddito nazionale.

Le persistenti sfide allo sviluppo che i nostri paesi devono affrontare richiedono un’adeguata fornitura e mobilitazione di tutti i mezzi urgenti di attuazione, cooperazione e solidarietà per raggiungere gli obiettivi concordati a livello internazionale.

Qualsiasi sforzo in questo senso sarà limitato senza una riforma profonda e globale dell’architettura finanziaria internazionale, che garantisca un trattamento equo ai paesi in via di sviluppo, sia nel processo decisionale che nell’accesso ai finanziamenti.

In questo sforzo, accogliamo con favore il nuovo programma d’azione che prevede l’istituzione di un servizio specifico per sostenere la sostenibilità del debito dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

Ribadiamo inoltre la necessità di stabilire una serie di misure che vadano oltre il prodotto interno lordo per accedere ai finanziamenti a condizioni favorevoli e sviluppare regole commerciali che tengano conto delle nostre circostanze particolari.

Eccellenze:

Per i nostri Paesi il costo dell’adattamento climatico è compreso tra 22 e 26 miliardi di dollari all’anno. In questo senso, sosteniamo l’accordo per raddoppiare i finanziamenti per l’adattamento e la tempestiva attuazione dell’Obiettivo Globale di Adattamento.

Chiediamo la mobilitazione di risorse internazionali nuove, aggiuntive, prevedibili e adeguate per capitalizzare il fondo delle perdite e dei danni derivanti dal cambiamento climatico, garantendo che le nostre priorità e necessità siano prese in considerazione.

Nell’ambito di questa visione, sosteniamo l’avanzamento del processo per la definizione di un nuovo obiettivo quantificato di finanza globale per il clima alla COP29.

A questo proposito, riconosciamo l’importanza dell’iniziativa Bridgetown.

Eccellenze,

Apprezziamo le preziose espressioni di solidarietà dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, nel chiedere la cessazione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto al mio Paese più di 60 anni fa dal governo degli Stati Uniti, inasprito senza precedenti nel contesto della la pandemia di Covid-19 e respingere l’inclusione arbitraria e ingiusta di Cuba nella lista unilaterale degli Stati che si suppone sponsorizzino il terrorismo.

Nonostante questo assedio illegale, Cuba ha fissato obiettivi chiari in materia economica e sociale, che si riflettono nell’accesso universale e gratuito alla sanità e all’istruzione; un solido sistema scientifico, tecnologico e di innovazione; e un ambizioso piano nazionale per affrontare il cambiamento climatico.

In corrispondenza della nostra permanente vocazione di solidarietà, ribadiamo la nostra disponibilità a mettere a disposizione i 17 progetti di cooperazione promossi da Cuba durante la sua Presidenza del G77 e dalla Cina, l’anno scorso.

Sosteniamo inoltre gli sforzi volti a istituire un Centro di eccellenza per gli Stati in via di sviluppo delle piccole isole ad Antigua e Barbuda.

Eccellenze,

Per avanzare nell’esercizio del nostro diritto allo sviluppo, che è anche il diritto all’esistenza delle nostre nazioni, è necessario il rispetto degli impegni contemplati nell’Agenda 2030, nell’Agenda d’azione di Addis Abeba e nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il suo accordo di Parigi. Solo così potremo attuare la tabella di marcia comune che ci siamo prefissati, senza che la minaccia permanente di scomparire pesi sui nostri sogni.

Grazie mille.

(Cubaminrex)

#Cuba

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV La Marina cilena, la Fondazione Acrux e il Servizio Sanitario realizzano operazioni mediche nei comuni colpiti dall’incendio
NEXT Dalla Direzione Transiti hanno chiarito che il sistema SUBE funziona e solo un servizio è interessato – News