Il contabile Córdoba è stato condannato per abuso sessuale in due episodi

Il contabile Córdoba è stato condannato per abuso sessuale in due episodi
Il contabile Córdoba è stato condannato per abuso sessuale in due episodi

Ancora una volta il sistema giudiziario di Salta, con i suoi ausiliari, ha lasciato il segno. Fin dal primo momento hanno fatto tutto il possibile affinché l’immagine del ragioniere pubblico nazionale Marcelo Omar Córdoba non fosse danneggiata o offuscata.

L’uomo, 72 anni, è arrivato a processo con l’accusa di semplice abuso sessuale e abuso sessuale con accesso carnale ai danni di un ex dipendente e di un ex compagno, oltre ai reati di minaccia e disobbedienza giudiziaria, il tutto in concorso reale.

Con un tribunale monocratico, presieduto dal membro della Prima Sezione, giudice Martín Pérez, l’imputato è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione condizionale per il reato di semplice abuso sessuale – è stato assolto per minacce e disobbedienza giudiziaria e per la figura dell’“accesso carnale” venne trasformata in semplice abuso. La Procura aveva chiesto sei anni e la denuncia sette, mentre la sua difesa aveva chiesto la totale assoluzione.

L’udienza orale e pubblica, della quale non è stata data notizia in nessun momento né dalla Magistratura né dalla Procura, è iniziata giovedì 9 maggio, nell’Aula I del Tribunale.

Un numero significativo di persone hanno accompagnato quella prima mattina nella Città Giudiziaria di questa capitale il noto contabile del generale Güemes. Insieme al suo difensore, dottor Pablo del Pino, prima dell’inizio dell’udienza, l’imputato si era sentito a disagio per la presenza della stampa, l’unico mezzo di comunicazione in quel primo giorno, infatti ha rilasciato un commento al riguardo e il suo difensore non ha minimizzato la tesi del commercialista.

Con interventi quasi offensivi della dottoressa del Pino, che indussero il giudice a dire che si doveva continuare perché “altrimenti non finiamo più”. In quel primo giorno, il difensore di Córdoba chiese che la dottoressa Sandra Domene non continuasse come parte civile. il caso. .

Nella seconda udienza, l’avvocato ha presentato la procura concessa da un notaio a continuare ad esercitare la rappresentanza legale di una delle vittime, documento che è stato accettato dal giudice Pérez.

False testimonianze

Durante l’udienza del dibattito nell’aula I, il rappresentante e difensore di una delle vittime, l’avvocato attore Domene, ha chiesto a sua volta alla Procura di fornire false testimonianze per due degli imputati: CBG, un testimone presentato dalla difesa, che ha detto non sapendo degli abusi contro la sorella – una delle vittime, ora deceduta – negando quasi tutto. Inoltre, ha accusato il denunciante di aver architettato il caso, ma ha ammesso di aver inviato un messaggio – con un sentimento di rabbia – affermando che il sig. Córdoba è un abusatore.

Falsa testimonianza è stata chiesta anche contro la dottoressa Daniela Córdoba Gavenda, figlia dell’imputato, dato che alla domanda su chi fosse il primo difensore di suo padre, l’avvocato ha risposto di non saperlo, quando in realtà lei, insieme all’attuale Procuratore della Provincia, si era assunto la difesa del commercialista Córdoba nella prima denuncia di abuso sessuale contro SP

Competenza psicologica

Gli psicologi che hanno effettuato gli accertamenti sui denuncianti sono stati severi, i danni provocati da quanto denunciato sono stati documentati senza essere mendaci o pretendere falsità. Una delle vittime, LBS, ha subito profondi danni psicologici al punto da bloccarsi e immergersi in un universo di angoscia molto profondo.

Secondo il pubblico ministero Sodero Calvet, che si è comportato molto bene nel caso, l’imputato, prima di sottoporsi ai test psicologici, avrebbe chiesto consiglio a professionisti privati.

Le irregolarità ventilate

Molte le irregolarità emerse nel processo, come la mancanza di informazioni nella fedina penale del commercialista Córdoba, come si è detto in una delle udienze del Tribunale di Garanzia 2, la denuncia per abuso sessuale di due dei le vittime non sono mai state archiviate.

Quando la denuncia richiese l’aggiornamento del casellario giudiziario presso la Sezione I del Tribunale di primo grado, lo richiesero al Tribunale di garanzia, che non fornì mai l’informazione.

In tal senso, attualmente all’anagrafe dei numeri professionali figura una condanna per due abusi sessuali nei confronti di due donne, tuttavia non risultano denunce a suo carico da parte di altre due presunte vittime: SP e TG.

Nel corso delle udienze è emerso anche che membri delle forze di polizia della città di Güemes hanno fatto trapelare informazioni dai denuncianti che sono poi arrivate nelle mani dell’ormai condannato Marcelo Córdoba.

Un’altra grave irregolarità che potrebbe addirittura portare ad una nuova indagine è stata l’apparente uso improprio del cellulare dell’imputato, dal quale sarebbero state cancellate informazioni importanti sul caso.

Il cellulare è stato sequestrato il 15 dicembre 2022, ciò è stato confermato solo il 19 aprile di quest’anno e, come indicato nel caso, il dispositivo è rimasto in movimento fino al 17 aprile 2024, cioè le posizioni sarebbero state cancellate durante il volta in cui è stato rapito. Sono 41 i luoghi cancellati dal sequestro alle indagini, uno di questi a Torzalito, nel luglio 2022, dove è avvenuto l’episodio denunciato da LBS.

 
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