Neuquén modera la tassa sull’acqua degli impianti idroelettrici per negoziare con il Río Negro davanti alla Nazione

La Legislatura di Neuquén approvata ieri a maggioranza la legge che istituisce l’a canone per l’uso dell’acqua alle società idroelettriche della provincia. È stato con modifiche, poiché ha moderato il valore da addebitare per metro cubo di acqua turbinata da trovare renderlo compatibile con Río Negroche mesi fa ha approvato una norma simile con un’aspettativa di riscossione molto inferiore.

Neuquén ha sul suo fiume omonimo il complesso di dighe e dighe Cerros Colorados, con la centrale idroelettrica Planicie Banderita, mentre sul fiume Limay si trovano le centrali elettriche Alicurá, Piedra del Águila, Pichi Picún Leufú, El Chocón e il suo compensatore Arroyito, tutti condivisi con la provincia di Río Negro.

Con le leggi approvate da entrambe le province, l’obiettivo è quello di imporre alle società che gestiscono le concessioni un canone per l’utilizzo dell’acqua da loro turbinata, che secondo gli esperti dell’Autorità intergiurisdizionale dei bacini (AIC) nel corso del dibattito, arriva a quasi 50.000 milioni metri cubi all’anno. Di questo totale, 31.536 milioni corrispondono alla parte di Neuquén.

La legislatura del Río Negro ha approvato la legge a marzo e ha fissato la tariffa a fino al “5% dell’importo fatturato per l’eventuale cessione che fa al concessionario l’uso” delle acque pubbliche.

La legislatura di Neuquén ha ritardato ulteriormente il dibattito, ha stabilito un diverso modo di tariffazione e ne ha discusso soprattutto solo ieri, dopo aver approvato la legge a maggioranza, in generale, a maggio.

Vice Guillermo Monzani (We Make Neuquén) ha proposto di ridurre l’importo massimo addebitabile per il tassa sull’acqua a $ 0,005 per metro cubo di acqua turbinata, poiché il testo generalmente approvato prevedeva un limite fino a 0,5 dollari. Con quella cifra la Provincia raccoglierebbe circa 157 milioni di dollari all’annoinvece dell’esorbitante somma di 15,7 miliardi che consentiva la proposta precedente.

César Gass (UCR) ha appoggiato la richiesta perché ritiene che offra “maggiori possibilità di rendere fattibile il progetto”. «Stavamo arrivando a un estremo molto delicato»ha detto riguardo alla formulazione precedente.

La legge autorizza inoltre l’Esecutivo a riscuoterlo totalmente o parzialmente in natura» nonché a ridurre l’importo del compenso da riscuotere nella stessa misura e proporzione in cui aumenta il reddito derivante dai canoni che la provincia deve ricevere per la generazione idroelettrica.

Concessioni idroelettriche: una carta da giocare


Come indicato ieri Diario di RÍO NEGROi governi di Neuquén e Río Negro stanno lavorando insieme per rendere compatibili le proposte e arrivare con quella lettera all’incontro che avranno con il Segretario dell’Energia della Nazione, Eduardo Chirillo, per discutere del futuro delle concessioni idroelettriche.

Il governo nazionale ha applicato ancora una volta una proroga, questa volta di 60 giorni, per le quattro dighe di Comahue e si è impegnato con i ministri delle due province a definire un’agenda di lavoro congiunta che includa i governatori Rolando Figueroa e Alberto Weretilneck.

L’intenzione, almeno di Neuquén, è raggiungere “equivalenti” del canone da riscuotere e poter negoziare nuovi contratti con lo Stato. “Se ci sarà un’intesa, le modifiche verranno inviate alle rispettive legislature, ma non credo che sarà necessario”, ha indicato il governo.

 
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