Preoccupazione a Cordoba: le piogge portano focolai di dengue e malaria con oltre 8.345 casi registrati

Preoccupazione a Cordoba: le piogge portano focolai di dengue e malaria con oltre 8.345 casi registrati
Preoccupazione a Cordoba: le piogge portano focolai di dengue e malaria con oltre 8.345 casi registrati

Con l’arrivo delle prime piogge della stagione, il dipartimento di Córdoba ha registrato un preoccupante aumento dei casi segnalati di dengue e malaria.

Secondo l’ultimo bollettino epidemiologico dell’Istituto Nazionale di Salute (INS), fino alla settimana epidemiologica 21 del 2024, nella regione sono stati registrati 1.864 casi di dengue e 6.481 casi di malaria, posizionando Cordoba come il dipartimento con la più alta incidenza di queste malattie trasmesse malattie dalle zanzare finora quest’anno.

I comuni più colpiti da questo fenomeno sono Tierralta, Puerto Libertador e Montelíbano, dove si sono osservati comportamenti insoliti nella diffusione di queste patologie.

Tierralta guida le statistiche sulla malaria con 3.569 casi documentati e un tasso di incidenza di 35,76 casi per 1.000 abitanti, seguita da Puerto Libertador, che presenta 1.501 casi e un tasso di 33,05 per 1.000 abitanti.

Gli esperti di malattie tropicali attribuiscono questo aumento alle condizioni climatiche favorevoli alla riproduzione delle zanzare trasmittenti, come l’Aedes a Egypti nel caso della dengue e l’Anopheles nel caso della malaria.

L’accumulo di acqua generata dalle piogge favorisce la proliferazione di questi insetti vettori.che a sua volta aumenta il rischio di trasmissione di queste malattie.

Di fronte a questa situazione, il Governo di Córdoba, in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Istituto Nazionale di Sanità, ha attuato diverse strategie per combattere la diffusione di queste patologie. Uno di questi è la formazione dei Collaboratori Volontari (CoVol) nella diagnosi e nel trattamento della malaria nelle aree rurali disperse, con l’obiettivo di ridurre il numero di casi e garantire cure tempestive ai pazienti colpiti.

Inoltre, il Ministero della Salute, l’Organizzazione Panamericana della Sanità e la Banca Internazionale hanno stanziato risorse per rafforzare questi programmi di prevenzione e controllo.

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