La sentenza che esclude Carlos Felipe Córdoba dalla corsa alla Procura Generale

La sentenza che esclude Carlos Felipe Córdoba dalla corsa alla Procura Generale
La sentenza che esclude Carlos Felipe Córdoba dalla corsa alla Procura Generale

Carlos Felipe Córdoba, ex controllore generale, non potrà essere avvocato.

Foto: Cristian Garavito

Il Consiglio di Stato ha appena bloccato l’aspirazione di Carlos Felipe Córdoba alla Procura Generale. Lo ha fatto la Camera di Consultazione e della Funzione Pubblica dell’Alta Corte, dopo aver studiato una domanda posta dal governo di Gustavo Petro sui requisiti che dovranno possedere i candidati a sostituire Margarita Cabello al Pubblico Ministero.

Secondo quanto deciso da tale tribunale, l’ex controllore Córdoba non avrebbe i requisiti di esperienza per occupare l’alto incarico, quindi non potrebbe essere nominato. Inoltre, ciò che il Viminale ha chiesto di risolvere è se per diventare capo della Procura generale gli avvocati possano dimostrare esperienza in professioni simili oppure se si possa concedere l’omologazione degli studi, e non esplicitamente in questioni giuridiche.

La richiesta è giunta al Consiglio di Stato, dopo che la Corte Suprema di Giustizia ha chiesto al Ministero di effettuare questa specifica consultazione alla Corte Suprema, poiché non era così chiaro quale tipo di esperienza dovessero dimostrare i ricorrenti. Ciò che la Sala di consultazione ha concluso è che questa storia lavorativa deve essere collegata a questioni legali.

Anche se la consultazione del governo non menzionava Cordoba, la questione è arrivata al Consiglio di Stato proprio quando si è saputo dell’aspirazione dell’ex controllore alla Procura Generale. Inoltre, perché Carlos Felipe Córdoba è, appunto, uno dei candidati popolari che non possiede i requisiti, visto che si è laureato in avvocato nel 2021 e in breve tempo ha conseguito anche il dottorato.

La decisione della Camera di Consultazione è stata resa nota venerdì 14 giugno, dopo che in una prima discussione il risultato era stato pareggiato ed era stato necessario che l’Alta Corte chiamasse un co-giudice. È stato l’ex consigliere William Zambrano a propendere per la tesi secondo cui l’esperienza lavorativa per fare l’avvocato deve essere legata al mondo del diritto.

Per saperne di più su giustizia, sicurezza e diritti umani, visita la sezione giudiziaria di Lo spettatore.

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