La polizia indaga e arresta le persone coinvolte e coloro che diffondono “notizie false” negli scontri a Finca de los Monos

La polizia indaga e arresta le persone coinvolte e coloro che diffondono “notizie false” negli scontri a Finca de los Monos
La polizia indaga e arresta le persone coinvolte e coloro che diffondono “notizie false” negli scontri a Finca de los Monos

L’episodio di violenza avvenuto l’8 giugno presso la Finca de los Monos, situata nel comune di Cerro de La Habana, ha portato all’arresto di diversi giovani tra i 16 e i 20 anni per il loro presunto coinvolgimento negli eventi. Le autorità hanno riferito a quasi dieci giorni dall’incidente, portando a otto il numero dei feriti, quadruplicando la cifra iniziale.

Yaimara Angulo González, vice procuratore capo provinciale dell’Avana, ha dichiarato che il Ministero degli Interni (MININT) ha avviato un processo penale con due linee di indagine. Il primo, incentrato sull’identificazione degli individui armati che hanno causato le rivolte e i feriti. La seconda, accertare chi ha diffuso “notizie false” sui fatti.

Inizialmente i social network avevano riportato la morte di sette-nove giovani, sulla base di immagini di persone armate e scontri prima dell’arrivo della Polizia. Anche se il governo cubano insiste sul fatto che non ci sono stati morti e scredita i media indipendenti, la violenza scatenata e la partecipazione dei giovani all’incidente ha suscitato preoccupazione.

Il sostituto procuratore ha sottolineato l’importanza di accertare le motivazioni di coloro che hanno rivelato l’accaduto e allarmato la popolazione, alludendo a possibili accuse di “propaganda nemica”. Nonostante gli arresti, secondo l’attuale codice penale, i minorenni coinvolti non sono stati accusati a causa della loro età.

Le autorità dell’Avana hanno dichiarato che l’attività non era autorizzata, anche se è stato rivelato che alcuni funzionari municipali ne erano a conoscenza. L’amministratore della Finca de los Monos e il presidente della società privata Klatus hanno confermato che le autorità di Cerro hanno approvato l’attività. Il sindaco del comune, Elena Luis Rodríguez, ha ammesso che alcuni funzionari erano a conoscenza dell’accaduto e dovranno affrontare misure amministrative.

Araiz Torres, uno degli organizzatori dell’evento, ha sostenuto questa versione, indicando sui social network che non è mai stato riferito che l’attività non fosse né autorizzata né sospesa, evidenziando una carenza nella comunicazione istituzionale. Anche la promozione dell’evento nel programma televisivo “De pomeriggio en casa” del 6 giugno smentisce le affermazioni secondo cui l’attività non aveva alcuna autorizzazione ufficiale.

Questo caso evidenzia le crescenti illegalità e problemi di comunicazione nella gestione degli eventi a L’Avana, così come la necessità di maggiore trasparenza e coordinamento tra autorità e organizzatori di attività.

raccomandato per te

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-