Istituito a Tarapacá il Tavolo Regionale di Mediazione Penale Minorile – Notizie CEI

Istituito a Tarapacá il Tavolo Regionale di Mediazione Penale Minorile – Notizie CEI
Istituito a Tarapacá il Tavolo Regionale di Mediazione Penale Minorile – Notizie CEI

Nella regione, 27 casi sono stati sottoposti al processo di mediazione penale minorile. In questo sistema, che fa parte della Giustizia Riparativa, sia la vittima che l’autore del reato sono considerati soggetti di diritto, assumendo un ruolo nella soluzione del conflitto.

Al fine di rivedere e valutare l’attuazione della mediazione penale come alternativa per la risoluzione dei conflitti nei casi in cui sono coinvolti adolescenti, il Seremi di Giustizia e Diritti Umani, Pablo Valenzuela, insieme al direttore regionale del Servizio di Reinserimento Sociale Giovanile ( SRJ), Liliana Romero, ha formato il Tavolo Regionale di Mediazione Penale Minorile a Tarapacá.

L’organismo, che si riunirà con cadenza trimestrale, ha riunito rappresentanti della Procura della Repubblica, della Difesa penale pubblica e della magistratura specializzata in materia di responsabilità penale minorile, per analizzare le condizioni stabilite nel protocollo per il deferimento dei casi alla mediazione penale minorile. .

Nell’occasione, il mediatore regionale della SRJ Tarapacá, avvocato Oscar Arqueros, ha parlato dell’importanza della “giustizia riparativa”, pietra angolare del sistema di responsabilità penale dell’adolescente, la cui premessa è che “il giovane si assume la responsabilità della propria azioni e comprenderne le conseguenze, nonché promuovere la riparazione simbolica o materiale del danno causato alla vittima, ristabilire il legame con l’ordine sociale e la fiducia nella comunità”.

A questo proposito, la direttrice regionale della SRJ Tarapacá, Liliana Romero, ha evidenziato la mediazione penale giovanile come uno strumento innovativo per la risoluzione dei conflitti, evitando la giurisdizione dei casi e facilitando il reinserimento sociale dei giovani.

Ha spiegato che la cosa più rilevante è che sia la vittima che l’autore del reato siano considerati soggetti di diritto, assumendo un ruolo nella soluzione del conflitto, aggiungendo che “abbiamo fatto enormi progressi nel facilitare questa alternativa come soluzione diretta in vari casi, grazie al sostegno e all’impegno dei diversi attori coinvolti, sia l’accusa, la difesa, sia la magistratura”.

Romero ha indicato che nella regione sono stati rinviati 27 casi per il processo di mediazione penale minorile, di cui 15 corrispondono a casi della Procura locale dell’Alto Hospicio, 6 della Procura locale di Iquique, 3 alla Corte di garanzia di Iquique e 3 alla Corte di Lettere e Garanzia dell’Alto Hospicio.

Intanto, dopo un’analisi dei componenti del tavolo sul livello di lavoro svolto, il Seremi di Giustizia e Diritti e Umanità ha commentato che la mediazione penale minorile può rappresentare una misura ottimale come alternativa alla risoluzione dei conflitti su questioni come la violenza. scuola e violazioni della Legge 20.000 negli istituti scolastici, per i quali inizieranno lavori programmati e coordinati con le altre istituzioni a livello regionale.

 
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