85 anni fa veniva inaugurato l’albero della Scuola Nazionale

85 anni fa veniva inaugurato l’albero della Scuola Nazionale
85 anni fa veniva inaugurato l’albero della Scuola Nazionale

È stato il primo in un istituto scolastico. Parole dell’allora rettore.

L’albero si erge maestoso da decenni nel cortile nord o centrale dell’istituto scolastico. Al momento della sua inaugurazione, il rettore ha sottolineato che si trattava del primo palo ad essere eretto in un istituto di istruzione secondaria della nostra città. Ciò avvenne dopo le 8 del mattino dell’8 luglio 1939, quando l’allora rettore, Francisco Padilla, ha ringraziato la Società Cooperante per la consegna del lavoro. Stiamo parlando della Scuola Nazionale Bartolomé Mitre, nata più di un secolo e mezzo fa come Scuola Nazionale di Tucumán.

Padilla ha aggiunto: “l’onore di issare la bandiera nazionale all’inizio delle lezioni sarà concesso a quegli studenti che dimostreranno maggiore applicazione allo studio, costituendo così uno stimolo di profondo significato”. Già capo del Cooperatore, Alberto Hugo Teserahanno sottolineato l’orgoglio che significava per loro il completamento dei lavori al momento della consegna dell’albero alle autorità del College.

Il governatore Miguel Critto Ha guidato l’evento con i suoi ministri. Erano presenti anche il vicerettore dello stabilimento, Giuseppe Uttingere il rettore della Scuola del Sacro Cuore, Padre Juan Granet.

Ispirazione

La data coincideva con il 25° anniversario dell’inaugurazione dell’edificio che, allora e ancora oggi, occupa la scuola, e con il cinquantesimo anniversario di vita dell’istituto.

Nella continuità dell’atto, Vittorio Vázquez, in rappresentanza degli ex-alunni universitari del Collegio e del Sacro Cuore, allora all’ultimo anno della Nazionale, affermava: “nell’ispirazione di indirizzare l’azione educativa verso il consolidamento di un ideale patriottico, l’ideale patriottico senza contrattazioni né pregiudizi che subalterno, di quell’ideale nazionalista che si esprime nella forza potente dei concetti di patria, solidarietà e affetto, e che emerge con vigore dal passato; il presente non può dimenticare, ha voluto erigere in questa casa di studi un pennone sul quale si erge maestoso, come a voler toccare quell’altro azzurro e bianco del nostro cielo, l’emblema nazionale, simbolo della nostra gioia più pura.”

ATTO UFFICIALE. Studenti, insegnanti e autorità si sono riuniti nella scuola per alzare per la prima volta la bandiera nazionale.

Per concludere le sue parole, tenendo conto della situazione di belligeranza mondiale prima dell’inizio della Seconda Guerra, ha espresso: “è necessario difendere questo simbolo e con esso l’integrità delle sue istituzioni; Non permettiamo che venti impuri provenienti da altre terre portino sulla nostra terra il seme cattivo che tutto trasforma e indebolisce; Seguiamo la condotta di chi ci ha donato la nostra patria e noi argentini riusciremo, alla guida di più di mezzo continente unito nel culto delle sue tradizioni e nella gelosa sorveglianza della sua terra, a mostrare al mondo intero il magnifico panorama di un Paese che ha saputo conservare “intatto il suo onore, plasmare un popolo e definire una Nazione dai tratti severi”.

La Scuola Nazionale è stata creata 160 anni fa, con decreto del 9 dicembre 1864, firmato dal presidente Bartolomé Mitre e dal suo ministro della Pubblica Istruzione Eduardo Costa.

“Sotto il nome del Collegio Nazionale di Tucumán, sarà istituita nella provincia omonima una casa di educazione scientifica preparatoria, nella quale si studieranno lettere e discipline umanistiche, scienze morali, scienze fisiche ed esatte”, stabiliva il primo articolo. .

Per entrare era necessario saper leggere e scrivere correttamente e conoscere le quattro operazioni fondamentali dell’aritmetica. I titoli di studio conseguiti permetterebbero l’ammissione alle università della Repubblica, per accedere agli studi superiori o optare per i titoli universitari.

Entusiasmo

Secondo il racconto di Carlos Páez de la Torre (h): “il dottore Uladislao Frias fu incaricato di organizzare la nuova casa. Il governatore José Posse propose e realizzò la legge che prevedeva per la sua installazione i locali dell’ex convento dei Mercedari (oggi Scuola Sarmiento). Il provvedimento fu accolto con entusiasmo, se si considera che dal 1862, con la chiusura della Scuola San Miguel da lui diretta Amedeo Jacques“Non c’era nessuna scuola secondaria a Tucumán”

La leadership fu inizialmente offerta a Frías, ma questi rifiutò perché era appena stato eletto senatore nazionale. Detto questo, è stato offerto all’ex governatore Benjamín Villafane, cosa accetto. Il personale inaugurale degli insegnanti era scarso. Solo tre: José Ignacio Aráoz
e Cordoba (presto nominato anche vicerettore), Aníbal Piedrabuena E Moisés Aráoz.

Il primo anno scolastico venne aperto il 1° marzo 1865. Ciò suscitò grande entusiasmo nella provincia e, come racconta lo storico, Rodolfo Cervino L’atto di fondazione fu un evento paragonabile solo alla creazione dell’Università, mezzo secolo dopo.

Lo stesso entusiasmo ha animato il rettore Villafañe. Pochi mesi dopo scriveva al Ministero: “una scuola come questa è una grande speranza per la nostra gente. Non hanno mai creduto in una cosa del genere, ed è per questo che è vista come una conquista di grande valore dell’epoca attuale, o come un dono inestimabile da parte del governo nazionale”.

Sede centrale

Lo stabilimento aveva diverse sedi. Il primo in Rivadavia (oggi Virgen de la Merced) 29, fino al 1862. L’edificio presentava gravi difetti dovuti all’età della costruzione. Nel 1903 il Comune fece chiudere gran parte dell’edificio. Una casa fu affittata a Laprida 73-75. Quattro anni dopo anche questo dovette essere chiuso. Ma c’era già l’isolato di Avenida Sarmiento, Maipú, Santa Fe e Muñecas per costruire un nuovo edificio. La costruzione iniziò alla fine del 1907 e nel frattempo la scuola passò attraverso case in affitto.

L’8 luglio 1914, circa otto anni dopo l’inizio dei lavori, venne costruito l’imponente edificio situato di fronte a Plaza Urquiza, progettato dall’ingegnere Carlo Massini.

Anche quel lavoro ha avuto i suoi colpi di scena. Alla fine del 1913 ne venne informato il rettore Sisto Terrano che i lavori furono sospesi per mancanza di fondi. E come riferisce Páez de la Torre (h): “Terán ottenne i fondi per i lavori più urgenti e ottenne il permesso dal Ministero di trasferirsi con i locali non finiti. Così, il 1° maggio 1914, vi aprirono le lezioni”. E aggiunge: “i lavori, già guidati dall’ingegnere Zavaleta, continuarono finché furono abilitati tutti i fronti, la casa del rettore e, nel 1916, l’aula magna, che quell’anno ospitò il Congresso americano di Scienze Sociali e il Congresso Argentino di Scienze Naturali. Scienze”.

L’edificio, insieme al teatro San Martín, all’antica Legislatura e all’antico Hotel Savoy, forma un’unità architettonica dalle linee all’italiana, molto di moda all’epoca del Centenario.

 
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