Una sintesi della produzione delle artiste teatrali del nord

Una sintesi della produzione delle artiste teatrali del nord
Una sintesi della produzione delle artiste teatrali del nord

Questo pomeriggio sarà presentata al Centro Virla la “Seconda Antologia dei Drammaturghi NOA”, con 20 testi scelti e i relativi studi critici.

La produzione drammaturgica della regione attraversa una doppia dinamica: c’è un’effervescenza creativa che abbraccia diverse generazioni e diverse opzioni estetiche vengono esplorate nei testi, le cui espressioni si completano nella messa in scena.

Una dimostrazione di questa dinamica può essere vista nella “Seconda Antologia dei Drammaturghi NOA”, il libro che sarà presentato questo pomeriggio, a partire dalle 19,30, nell’auditorium del Centro Culturale Virla (25 maggio 265). In questo caso, il taglio è particolarmente attraente poiché si concentra sulla scrittura teatrale realizzata da artiste di Tucumán, Jujuy, Salta e Santiago del Estero, con l’aggiunta fondamentale che ogni opera ha un’introduzione di un esperto che dà il suo parere critico sguardo.

“La pubblicazione prosegue il Progetto iniziato nel 2021 con ‘Tantakuy. Prima Antologia dei Drammaturghi della NOA’, e sia la precedente che questa sono state pubblicate dalla etichetta Editoriale Humanitas, del Dipartimento Pubblicazioni della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNT. In questa occasione si è tenuta una open call in cui sono stati presentati 32 testi, di cui 20 sono stati scelti per la pubblicazione”, racconta. Valeria Mozzonimembro del comitato di selezione insieme a Patrizia Garcia Già Cecilia Salman.

Al lancio di questo pomeriggio ci sarà García, Sonia Saracho (ricercatore che scrive del lavoro di Jujuy “Kuntur Mama”) e Elena Acevedo (autore di “Umani, gatti e libri”, parte dell’antologia). Durante l’evento è previsto un intervento musicale a cura di Romina Ponce E Francesca Valero, che eseguirà uno dei brani che compongono l’opera “Hilos de sugar”; e una scena di “Il freddo cerca un modo per intrufolarsi” sarà vista in formato semi-montato, da Luciana Galvanosotto la sua direzione e con l’esecuzione di Guadalupe Mothe.

Età diverse

«Ci ​​sono autori di epoche diverse e anche chi pubblica per la prima volta, insieme a chi ha già testi in altre edizioni. Fino a pochi anni fa era abbastanza difficile trovare scritti drammatici pubblicati da donne nella NOA; La ricerca di questo corpus di opere è ciò che ha motivato le antologie che cercano di diffondere e rendere visibile la produzione di autori della regione”, racconta Mozzoni a LA GACETA.

– Cosa prevede il progetto?

– Al giorno d’oggi le antologie sono diventate un importante spazio di raccolta e di pubblicazione, soprattutto nel caso del genere drammatico, che è il meno pubblicato. Ne è un esempio il caso dei cinque volumi pubblicati digitalmente dal Collettivo Autori Celcit.

– Con l’aggiunta di un contributo speciale, con visioni concettuali sulle opere…

– Esatto, non solo comprendono i testi artistici ma ognuno di essi è accompagnato dalla presentazione scritta da eminenti ricercatori di diverse province. L’incorporazione di queste 20 prospettive federali si propone come un attraversamento di territorialità per presentare le produzioni locali nella loro dimensione relazionale e per costruire nuove serie alternative a quelle egemoniche o centraliste. Scrivono da NOA, NEA, Cuyo, Centro e Patagonia, disegnando una particolare cartografia teatrale-letteraria.

PRIMA PAGINA. “Seconda antologia dei drammaturghi NOA.”

-A quali generi si rivolgono gli autori?

– Nel libro apprezzerai una diversità di micropoetiche, non solo come testi drammatici nel suo significato tradizionale ma piuttosto come scritture espanse che trovano strade diverse per inscriversi nel teatrale. In questa varietà di temi e strutture formali si possono riconoscere fili comuni: abbondano personaggi femminili di notevole forza e sensibilità, incarnati nel recupero di figure dell’esistenza reale – pubblica e privata – che hanno lasciato segni nei loro contesti immediati e trasceso socialmente; il lavoro sulle memorie traumatiche della nostra storia locale, nazionale e latinoamericana attraverso risorse diverse (umorismo acido, riferimenti metonimici e metaforici a tempi e personaggi storici, rappresentazione stilizzata della violenza e dello sfruttamento intersezionale, ecc.); scene domestiche e quotidiane per affrontare i grandi temi della condizione umana come l’amore, la solitudine, la tenerezza, la resilienza e la paura; il corpo come pretesto (testo precedente) e centro degli scritti; tra gli altri.

Un compleanno molto potente al Centro Culturale Virla

– Come si inserisce la NOA nella produzione nazionale?

– La regione come nodo poetico si configura nelle opere che compongono questo libro in modi molto diversi: come un contesto specifico di geografie urbane e rurali riconoscibili (soprattutto a Jujuy e Tucumán); in alcuni registri linguistici; in personaggi/persone locali; come sfondo storico che invita all’esercizio della memoria; nel recupero dei suoi miti e delle sue leggende; e, fondamentalmente, nelle rappresentazioni che si giocano soprattutto su tutto questo.

– Un’opera teatrale è completata dal pubblico, nella messa in scena…

– Auspico che ogni lettore organizzi il proprio itinerario di lettura e che i testi trovino la strada verso la scena e moltiplichino così i loro significati nell’evento conviviale che è il teatro.

– In tempi di estrema virtualità, che valore dai a questa edizione cartacea?

– L’edizione cartacea – un bellissimo volume di 500 pagine – è una coccola degli autori e un omaggio all’oggetto del libro ed è stata possibile, in parte, grazie al sostegno finanziario concesso dalla Commissione Teatrale Indipendente Provinciale dell’Ente Culturale di Tucumán .

Autori e testi: presenza regionale

Il secondo volume di Dramaturgas del NOA riunisce opere di stili ed estetiche diverse. Di Tucumán (con autori di Tafí Viejo e Concepción) sono “Cardumen”, di María Elena González e Karina Toloza; “La piccola borsa”, Candelaria Rojas Paz; “Il freddo cerca un modo per insinuarsi”, Luciana Galván; “Sulla riva”, Luciana Dimarso; “Fili di zucchero”, Romina Ponce; “Umani, gatti e libri. Entremés in un atto”, Elena Acevedo; “Lo sguardo della ragazza Lucia”, Cecilia Gutiérrez; “Le muse mistonga”, Clara Xamena; “Dannata promessa”, Norah Scarpa; “Parti di me – Una storia”, Sofía Alarcón; “Tiros multiplicados”, María Laura Nuñez e “TV’S Bien”, creazione collettiva di Milena Segovia Prelli, Yoca Gil, Andrea Robles e Rebeca Ahumada. Da Jujuy ci sono “Storm Tamer”, Rosana Herrera; “Dormi, Domitila, dormi”, Vanesa Vásquez; “Kuntur Mama”, Elisa Barrientos, Julia Suárez e Natalia Aquino; “Pachakuti, rivoluzione invisibile”, Flavia Molina e Olga Chiabrando; “Puna cinque punto zero”, Meliza Ortiz e “Swift”, Elena Bossi. Santiago del Estero contribuisce con “Juira diabolo”, burattini di Mariela Roxana Díaz e Salta aggiunge “La felicità dell’addio”, Paula Olazo.

 
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